Messa nera

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La Messa Nera
Celebrazione di una messa nera sul corpo di una strega
L'abate Étienne Guibourg celebra una messa nera sul corpo di Madame de Montespan in presenza della La Voisin

La Messa nera è un rituale satanista. E' una parodia della messa domenicale cattolica di cui segue tutte le fasi facendone autore e destinatario il diavolo[1][2].

Si pensa venisse praticato inizialmente nel Medioevo dalle streghe e da sette eretiche[1].

Nella credenza popolare la messa nera era legata ai famosi sabba delle streghe in cui si consacrava come strega o stregone il peccatore incallito che si riteneva acquisisse in tal modo il potere di far deperire una persona fino a condurla a morte[1].

Il 28 maggio 1574, a mezzanotte, nel castello di Vincennes Caterina de' Medici fece celebrare la messa del diavolo per sapere la causa e il rimedio alla malattia che aveva colpito suo figlio re Carlo IX di Francia, compiendo atti di gran scelleratezza. Durante la cerimonia venne ucciso un bambino che venne sgozzato sull'altare e la cui testa venne posta su un tavolo poi, intorno al capo mozzato, vennero accese lampade contenenti sostanze aromatiche che venivano pertanto bruciate. In seguito Caterina de' Medici interrogò il demonio evocato, che doveva dare i propri responsi tramite la testa del bambino, per conoscere la natura e i rimedi inerenti alla malattia che affliggeva il proprio figlio[3][4].

In Francia alla corte di Luigi XIV (1638 - 1715) fece scalpore il caso di Catherine Deshayes che si faceva chiamare "La Voisin" e che era solita celebrare vere e proprie messe nere. La polizia aveva accertato all'epoca che ad alcune clienti della La Voisin durante la messa sacrilega veniva proposto di bere dal calice liquidi di origine sessuale (sperma e sangue mestruale), in ossequio a un'antica tradizione magica proveniente dalla Cina e dall'India[5]. La cerimonia si svolgeva sul corpo di una donna nuda, veniva sacrificato un bambino e il rito si concludeva con un'orgia[3].

Nel XIX secolo fu incolpata la massoneria di praticare messe nere[1].

Vengono tuttavia praticate anche nella società moderna da gruppi di "satanisti", sette abbastanza diffuse. I praticanti o adepti si riuniscono in luoghi isolati, preferibilmente in casolari abbandonati quali vecchie cascine, chiese sconsacrate o in boscaglie fitte ed impenetrabili per non farsi notare.

La scenografia delle chiese sataniche richiede drappi neri, paramenti ad imitazione degli abiti sacerdotali e persino l'uso di messali e leggii[2].

Le caratteristiche del rito della messa nera sono descritte in maniera discordante[2]. Secondo alcuni studiosi cattolici per officiare una messa nera sono necessarie oste consacrate e liquidi sia maschili che femminili. Si afferma che ci sono stati anche casi di sacerdoti che hanno consacrato delle ostie per poi utilizzarle per celebrare messe nere[6]. Gli elementi ritenuti indispensabili affinché il rito sia efficace sono i seguenti: la presenza di una croce rovesciata e il saluto "Ave Lucifer". Si reputa facoltativa la presenza di una donna nuda usata come altare che viene violentata prima dal sacerdote e poi dagli altri partecipanti[7]. Dall'altra parte i satanisti negano l'uso di ostie consacrate e il compimento di orge e violenze durante la celebrazione[2].

A differenza dell'opinione comune, convinta che sia un insieme di sacrifici umani e no, la messa nera, secondo il satanismo moderno (ovvero quello laveyano), è un insieme di formule proclamate ad alta voce (tra le quali la ricorrente "Shemhamforash") accompagnate da forti emozioni dipendenti dal fine del rituale (ad esempio un orgasmo per conquistare il cuore di qualcuno o un pianto di commozione per augurare successo a qualcuno).

Sempre secondo il satanismo laveyano esistono infatti tre tipi di messa nera: Congiura della Lussuria, Congiura della Compassione e Congiura della Distruzione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d AA.VV, Grande enciclopedia, volume XII, Novara 1989, p.546
  2. ^ a b c d Anna Maria Crispino - Fabio Giovannini - Marco Zatterin, "Il libro del diavolo: le origini, la cultura, l'immagine", 1986, pag. 73
  3. ^ a b Enrico Malizia, "Ricettario delle streghe", 1992, pag. 83-85
  4. ^ La Messa Nera di Caterina de' Medici
  5. ^ Angela Cerinotti e Davide Sala, "Il diavolo", Colognola ai Colli (VR) 2000, pag. 80
  6. ^ Marco Tosatti, "Inchiesta sul demonio", Casale Monferrato (AL) 2003, pag. 110-111
  7. ^ Marco Tosatti, "Inchiesta sul demonio", Casale Monferrato (AL) 2003, pag. 56

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anton Szandor LaVey. The Satanic Bible. (Avon, 1969, ISBN 0-380-01539-0)
  • Arthur Lyons. The second coming: Satanism in America.
  • Anton Szandor LaVey. The Compleat Witch. (Dodd, Mead, 1971, ISBN 0-396-06266-0)
  • Anton Szandor LaVey. Satanic Rituals. (Avon, 1972, ISBN 0-380-01392-4)
  • Arthur Lyons. Satan Wants You: The Cult of Devil Worship in America. (Warner Books, 1989, ISBN 0-445-40822-7, Fuori commercio)
  • Anton Szandor LaVey. The Devil's Notebook. (Feral House, 1992, ISBN 0-922915-11-3)
  • Anton Szandor LaVey. Satan Speaks. (Feral House, 1998, ISBN 0-922915-66-0)
  • Bill Ellis. Raising the Devil: Satanism, New Religions and the Media.
  • Gavin Baddeley, Paul Woods. Lucifer Rising: A Book of Sin, Devil Worship and Rock 'n' Roll. (Plexus Publishing, 2000. ISBN 0-85965-280-7)
  • Gareth J. Medway. Lure of the Sinister: The Unnatural History of Satanism.
  • James R. Lewis. Satanism Today: An Encyclopedia of Religion, Folklore and Popular Culture.
  • Tony M. Kail. Cop’s Guide to Occult Investigations: Understanding Satanism, Santeria, Wicca, and Other Alternative Religions.
  • The Satanic Life: Living the Left Hand Path. (Diabolic Publications, 2007. ISBN 0-9791694-4-5, Fuori commercio)
  • Anton Szandor LaVey. La Bibbia di Satana. (Arcana, 2007, ISBN 88-7966-443-3)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]