Melanie Safka

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Melanie Safka
Melanie Safka (1975)
Melanie Safka (1975)
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Folk
Pop
Country
Periodo di attività 1967 – in attività
Strumento voce, chitarra
Album pubblicati 30+
Sito web

Melanie Anne Safka-Schekeryk, conosciuta come Melanie o Melanie Safka (New York, 3 febbraio 1947), è una cantautrice e musicista statunitense. Nel 1969 si è esibita al Festival di Woodstock in maniera fortuita ma voluta.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nata a Queens (New York), con il nome Melanie è diventata tra le protagoniste dei grandi raduni musicali degli anni '70. Figlia di una cantante jazz di origini italiane[1], inizia a suonare il pianoforte da piccola e intraprende un percorso fatto di esibizioni live, radiofoniche e teatrali nel suo quartiere.[2]

Per l'avvio della sua carriera nel mondo musicale è comunque decisivo l'incontro con Peter Schekeryk, che diventa suo manager e produttore, nonché compagno di vita e marito. Diventa quasi per caso tra le protagonista dello storico raduno del Festival di Woodstock, in quanto non era tra le artiste invitate, ma lei voleva esserci e fece di tutto per esserci. Mentre era prevista l'esibizione di Joan Baez infatti, Melanie inizia a cantare tra il pubblico e raduna attorno a sé talmente tanta gente da bloccare l'esibizione della Baez. Gli organizzatori quindi la invitarono a salire sul palco e lei canta due brani, diventando protagonista del concerto-leggenda. Da lì viene invitata a numerosi raduni musicali centrando una serie di successi (memorabile tra l'altro anche la sua partecipazione al Festival dell'Isola di Wight).[2]

Il suo brano seguente, ossia Lay Down (Candles in the Rain), divenne un successo in mezzo mondo (Europa, Australia, Canada, Stati Uniti). Tra gli altri brani da lei eseguiti nel periodo 1969-1970 vi sono Peace Will Come (According to Plan) e una cover di Ruby Tuesday dei Rolling Stones. Un altro suo brano dal titolo Brand New Key il 25 dicembre 1971 ha raggiunto il primo posto della classifica Billboard Hot 100 per tre settimane, in Canada ed Australia e l'ottavo in Olanda.

Nel 1972 è diventata ambasciatrice Unicef e ha deciso di rinunciare al suo tour mondiale per dedicarsi alla raccolti fondi in favore dell'organizzazione. Non compare nel documentario Woodstock - Tre giorni di pace, amore e musica.

Nel 1973 ha prodotto una hit leggermente lontana dai temi hippy: Bitter Bad, seguita da Together Alone e da una cover di Will You Love Me Tomorrow. Poco tempo dopo si è gradualmente ritirata dalle scene per dedicarsi alla famiglia e ai figli. Nel 1976 ha inciso un album molto apprezzato dalla critica ma abbastanza ignorato dal pubblico dal titolo Photograph (Atlantic Records).

Nel 1989 ha vinto un Premio Emmy per il testo della canzone The First Time I Loved Forever, inserita nella serie TV La bella e la bestia.

Nel 2010 suo marito Peter Schekeryk è deceduto improvvisamente. Anche i suoi tre figli Leilah, Jeordie e Beau-Jarred sono musicisti.

Omaggi[modifica | modifica sorgente]

Il suo brano Stop, I don't wanna hear it anymore è stato tradotto e interpretato da Bruno Lauzi e Mia Martini con il titolo Prigioniero (album Oltre la collina di Mia Martini, 1971).

Tra le artiste che hanno cantato Brand New Day vi sono Deana Carter, Olivia Newton-John, Jessica Frech, Macy Gray e Jaymay. Tale brano nel 2010 viene inserito nella colonna sonora Jackass 3D: Music from the Motion Picture

Lay Down (Candles in the Rain) è stata cantata nel disco Deconstruction di Meredith Brooks (1999). What Have They Done to My Song Ma è stata interpretata da Nina Simone, Billie Jo Spears e con successo in Germania da Daliah Lavi.

L'islandese Emiliana Torrini ha inciso una cover di I Really Loved Harold per il suo disco Merman (1996).

Il gruppo The New Seekers ha più volte reinterpretato i brani di Melanie, mentre Will Oldham e Tortoise hanno rifatto (Some Say) I Got Devil nel 2006.

Discografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Album
  • Born to Be (aka My First Album), 1968
  • Affectionately Melanie (aka Melanie), 1969
  • Candles in the Rain con Edwin Hawkins, 1970
  • Leftover Wine, 1970
  • The Good Book, 1971
  • Gather Me, 1971
  • Garden in the City, 1972
  • Stoneground Words, 1972
  • Melanie at Carnegie Hall, 1973
  • Madrugada, 1974
  • As I See It Now, 1975
  • Sunset and Other Beginnings, 1975
  • Photograph, 1976
  • Phonogenic - Not Just Another Pretty Face, 1978
  • Ballroom Streets, 1979
  • Arabesque, 1982
  • Seventh Wave, 1983
  • Am I Real or What, 1985
  • Cowabonga - Never Turn Your Back on a Wave, 1988
  • Precious Cargo, 1991
  • Silence Is King, 1993
  • Freedom Knows My Name, 1993
  • Old Bitch Warrior, 1996
  • Recorded Live @ Borders, 1999
  • These Nights, 2001
  • Victim of the Moon 2002
  • Crazy Love, 2002
  • Moments from My Life, 2003
  • Paled By Dimmer Light, 2004
  • Ever Since You Never Heard of Me, 2010

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Melanie: The First Lady of Woodstock (2011) - biografia a cura di John Lambo

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Melanie music
  2. ^ a b Melanie - Lasfm