Mario Bonzano

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Mario Bonzano
Il Maggiore Mario Bonzano
Il Maggiore Mario Bonzano
Nato a Alessandria
Dati militari
Paese servito bandiera Regno d'Italia
Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
Forza armata Regia Aeronautica
Aeronautica Nazionale Repubblicana
Specialità Caccia
Grado Colonnello
Guerre Guerra d'Etiopia
Guerra Civile Spagnola
Seconda guerra mondiale
Comandante di 20° Gruppo Caccia Terrestre

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Mario Bonzano (1º dicembre ... – ...) è stato un ufficiale e aviatore italiano nella Regia Aeronautica.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Mario Bonzano nasce ad Alessandria. Entrato nella Regia Aeronautica prese parte alla Guerra d'Etiopia distinguendosi per il suo coraggio, tanto da venire insignito di due Medaglie d'Argento e una di Bronzo al Valor Militare.


Ursel (Knesselare), Belgio, fine 1940: Corpo Aereo Italiano (C.A.I.), personale di terra al lavoro su una coppia di Fiat G.50 del 20º Gruppo Caccia Terrestre, 56º Stormo. Il velivolo in secondo piano porta le insegne del comandante di reparto, il maggiore Mario Bonzano.

Nel luglio 1938 partì volontario per combattere nella guerra civile spagnola nelle file dell'Aviazione Legionaria, assumendo il comando della 18ª Squadriglia del XXIII Gruppo Caccia il 30 dello stesso mese. L'8 gennaio 1939 cedette il comando della 18ª Squadriglia al capitano Vexio Mezzetti, per assumere il comando, in seno al XXIII Gruppo, di una Squadriglia sperimentale equipaggiata con 12 monoplani da caccia Fiat G.50 Saetta.

Rientrato in Italia, il 18 luglio 1939 assunse, con il grado di Maggiore, il comando del 20° Gruppo Caccia Terrestre, appartenente dapprima al 51° Stormo Caccia Terrestre, e poi al 56° Stormo Caccia Terrestre.

All'entrata in guerra dell'Italia, il 10 giugno 1940 il suo reparto[1] si trova schierato sull'aeroporto di Roma-Ciampino Sud


Al comando del proprio reparto, inquadrato nel Corpo Aereo Italiano (CAI), prese parte alla battaglia d'Inghilterra. I 45 caccia Fiat G.50 Saetta presero parte a operazioni di caccia libera e scorta ai bombardieri Fiat B.R.20 Cicogna. Al suo reparto rientro in patria nell'aprile 1941, per essere trasferito in Africa settentrionale nel corso dell'estate di quell'anno. In Libia il 20° Gruppo eseguì 4.103 ore volo in zona di guerra, abbattendo 38 velivoli nemici e distruggendone altri 12 al suolo,[2] e rientrò in patria nel marzo del 1942 per riequipaggiarsi con i moderni caccia Aermacchi C.202 Folgore.

Rimase comandante del reparto fino al 12 maggio 1942, quando venne sostituito dal maggiore Gino Callieri. Promosso tenente colonnello, il 4 agosto 1942 venne insignito dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia.[3]

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana, entrando nelle file della neocostituita Aeronautica Nazionale Repubblicana. Ricoprì il ruolo di addetto ai Servizi Materiali ed Aeroporti fino al termine del conflitto, particolarmente apprezzato dagli alleati tedeschi.

Assieme ad Ugo Drago e Duilio Fanali risulta accreditato di 15 abbattimenti, settimo risultato tra i piloti della Regia Aeronautica.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
— 21 aprile 1940[4]
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila romana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila romana
  • Medaglia d'onore del Fascio da combattimento

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Inquadrato nel 56° Stormo Caccia Terrestre (Ten. Col. pilota Umberto Chiesa) contava su 351ª (9 G 50), 352ª (9 G 50) e 353ª Squadriglia (7 G 50, 4 CR 32).
  2. ^ Il reparto perse 6 piloti tra i quali la Medaglia d'oro al valor militare Cap. Mario Montefusco.
  3. ^ Quirinale
  4. ^ Supplemento ordinario alla Gazzetta del Regno d'Italia n.277 del 27 novembre 1940-XIX.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Ferrari, Giancarlo Garello, Le ali del ventennio: l'aviazione italiana dal 1923 al 1945. Bilanci storiografici e prospettive di giudizio, Milano, Franco Angeli Storia, 2005, ISBN 8-84645-109-0.
  • Paolo Ferrari, Giancarlo Garello, L'Aeronautica italiana. Una storia del Novecento, Milano, Franco Angeli Storia, 2004, ISBN 8-84645-109-0.
  • (EN) Robin Higham, Brian R. Sullivan, Why Air Forces Fail: The Anatomy of Defeat, Lexington, university Press of Kentucky, 2006, ISBN 0-81317-174-1.
  • Vincenzo Lioy, L'Italia in Africa. L'opera dell'Aeronautica (1919-1937) Vol.2, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1965.
  • (EN) Giovanni Massimello, Giorgio Apostolo, Italian Aces of World War 2, Osprey Aircraft of the Aces No 34, Osprey Publishing, 25 novembre 2000, ISBN 1-84176-078-1.
  • Mirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945 – Azioni belliche e scelte operative, Bologna, Odoya, 2012, ISBN 978-88-6288-144-9.
  • Ordine Militare d'Italia 1911-1964, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1925.
  • Franco Pagliano, Aviatori italiani: 1940-1945, Milano, Ugo Mursia Editore, 2004, ISBN 8-84253-237-1.
  • Gianni Rocca, I disperati - La tragedia dell'aeronautica italiana nella seconda guerra mondiale, Milano, 1993, ISBN 88-04-44940-3.

Periodici[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Giuffoni, L'Aeronautica Nazionale Repubblicana in Aeronautica, Roma, Associazione Arma Aeronautica, ottobre 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]