Mara Vittoria Solinas

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Maria Sole
Mara Vittoria Solinas con il marito Armando Stula
Mara Vittoria Solinas con il marito Armando Stula
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Rock
Periodo di attività 1967 – in attività
Etichetta Kansas, CDB, Archivak
Album pubblicati 4
Studio 4

Mara Vittoria Solinas, conosciuta come cantante con il nome d'arte Maria Sole e come attrice con il nome Vittoria Solinas (Genova, 1943), è una cantautrice e attrice italiana che ha avuto il momento di massima notorietà fra gli anni sessanta e i settanta. È moglie del cantautore Armando Stula e sorella dell'attrice Marisa Solinas.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce a Genova, città dove la famiglia (di origini sarde il padre, mentre la madre è toscana) gestisce un bar.

Esordisce nel mondo dello spettacolo nel 1957 partecipando al concorso di Miss Italia con la fascia di Miss Cinema Sardegna. Trasferitasi a Milano, inizia l'attività di attrice sulle orme della sorella Marisa Solinas (ha infatti la prima piccola parte in Boccaccio '70, film dove debutta come protagonista Marisa), facendosi notare per la bellezza appariscente, che le procura alcuni lavori come modella per pittori di Accademia di Brera e dello scultore Felice Mina e dei servizi fotografici senza veli su alcune riviste erotiche dell'epoca[1] che le procurano, tra l'altro, una denuncia per atti osceni in luogo pubblico[2]: denuncia, dalla quale fu poi assolta con formula piena, per non aver commesso il fatto, con sentenza della Corte di appello di Milano. Recita in spaghetti western come Sangue chiama sangue, soft erotici come Le dieci meraviglie dell'amore e polizieschi come C'era una volta un gangster.

Diventa anche la modella preferita dello scultore Francesco Messina, che la raffigurerà in una delle sue opere più note, La Santa Caterina[3], collocata sul lungotevere di Castel Sant'Angelo.

Grazie all'incontro con Armando Stula (che diventerà nel 1970 suo marito) si accosta alla musica, incidendo alcuni 45 giri tra cui Amo sentirvi, inciso insieme alla sorella ed a Stula, che desta particolare scalpore sia per la copertina (in cui i tre appaiono nudi a mezzo busto) sia per la canzone stessa, con un testo con forti allusioni erotiche.

Nel 1970 è protagonista di un fatto di cronaca: è lei infatti che avverte la polizia dopo aver scoperto il tentativo di suicidio di Stula, a seguito dell'esclusione della sua canzone dal Festival di Sanremo 1970 da parte della commissione esaminatrice[4].

L'anno successivo, a causa dell'arresto di Stula per un'accusa di furto, la sua carriera ha una battuta d'arresto[5].

Riprende l'attività nel 1973 allestendo con il marito lo spettacolo Bibbia musicata, che viene presentato con successo al Concorso Internazionale di Singapore, classificandosi al secondo posto[6]; sempre nello stesso anno lo spettacolo viene rappresentato al Festival Internazionale Premio Latina.

Alla fine dell'anno i due incidono un 45 giri di beneficenza per i popoli del terzo mondo con due canzoni tratte dallo spettacolo.

Continua inoltre l'attività di modella, posando per una decina d'anni per Renato Guttuso[7][8].

Nella seconda metà degli anni settanta adotta il nome d'arte di Maria Sole, diventando cantautrice ed allestendo alcuni spettacoli di teatro canzone con testi sperimentali, surreali e provocatori, affrontando molto spesso temi come la religione e la sessualità; il primo di essi, nel 1977, è Io, Delon (in cui l'attrice si cala nei panni dell'attore francese).

In alcuni di questi spettacoli collabora con il marito, ad esempio in Giochi proibiti dei marchesi Casati, del 1979, ispirato alla vicenda dei marchesi Casati Stampa.

Le canzoni degli spettacoli vengono raccolte in alcuni album e 45 giri incisi a cavallo tra gli anni '70 e '80.

In seguito si ritira dall'attività insieme a Stula (che si dedica alla pittura).

A partire dal 1987 viene coinvolta nella causa giudiziaria legata all'eredità del pittore Renato Guttuso, che si protrarrà per otto anni[7][9][10]; su Guttuso e sul loro lavoro insieme Maria Sole pubblica anche un libro, Io e il Maestro e…. (i miei anni con Guttuso)[11].

Nel 1996 le cronache tornano a parlare di lei per una causa di disconoscimento legale della maternità intentata da Maria Sole verso Susanna, presunta figlia nata nel 1976: la Solinas infatti sostiene che la vera madre della ragazza sia una prostituta che, munita della sua carta d'identità, abbia partorito in ospedale sotto mentite spoglie[12]; persa la causa, la cantante farà appello al Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, chiedendo la revisione del processo[13].

Nel 2009 ha pubblicato un cd antologico intitolato La figlia di Dio[3].

È stata oggetto di una riscoperta attraverso la rete e la trasmissione radiofonica Il ruggito del coniglio, che l'ha fatta partecipare alla Coppa Rimetti (titolo dato annualmente dalla trasmissione alla peggiore canzone) con il brano Sono io Alain Delon[14]. Al termine della stagione radiofonica il pubblico, tramite voto telefonico, ha fatto vincere Maria Sole.

Discografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Filmografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

  • I miei campioni, Kibir Edizioni, 1985
  • Io, il maestro e... (i miei anni con Guttuso), Panda Edizioni, 1987
  • Io e i Principi, ed. Italia Letteraria, 1988
  • La vergine del parto (Io nullipara), ed. Italia Letteraria, 1988
  • Gli occhi della memoria, ed. Lalli, 1990
  • I miei cari amici, ed. Italia Letteraria, 1994
  • Stevan Markovic assassinio impunito, ed. Italia Letteraria, 1996

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ad esempio su Okay for men n° 7 del 1968 e n° 15 del 1969
  2. ^ Notizia riportata su Mi spoglio in pubblico, altre invece..., pubblicato sulla rivista Stop del 18 marzo 1968, pag. 51
  3. ^ a b www.set.it ++ Star Edizioni srl ++ Via Giovanni da Castel Bolognese, 81 ++ 00153 Roma ++ T. +39.06.58.31.73.17
  4. ^ L'episodio è riportato da Marcello Giannotti in L'enciclopedia di Sanremo:55 anni di storia del festival dalla A alla Z, Gremese Editore, 2005, ISBN 8884403790
  5. ^ La bellezza non mi ha portato fortuna, articolo pubblicato su Pop n° 5 del 5 luglio 1971, pagg. 14-15
  6. ^ L'arte in difesa di chi soffre, pubblicato su Grand Hotel, n° 1415 del 16 agosto 1973, pag. 14
  7. ^ a b " Si riapra il caso Guttuso "
  8. ^ Marta Marzotto 'Non Voglio Una Lira Di Quel Patrimonio' - Repubblica.It » Ricerca
  9. ^ Guttuso: Maria Sole, Chiamava Fabio ''Mio Figlio''
  10. ^ ma che cosa mangiano gli scolari
  11. ^ Panda Edizioni - Io e il Maestro e…. (i miei anni con Guttuso)
  12. ^ Maria Sole: Appello Alle Prostitute
  13. ^ Maria Sole: Scrive A Scalfaro - Quella Figlia Non È Mia
  14. ^ Il post sul sito della trasmissione Il ruggito del coniglio

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Tre film per Vittoria, articolo pubblicato su Settimana TV, n° 4 del 23 gennaio 1966, pag. 9
  • La bellezza non mi ha portato fortuna, articolo pubblicato su Grand Hotel n° 5 del 5 luglio 1971, pagg. 14-15
  • Quando sto per risollevarmi, il destino mi colpisce più duramente, articolo pubblicato su Pop n° 1348 del 4 maggio 1972, pag. 3
  • Articolo pubblicato su Sir, n° 5 del 1969
  • Marcello Giannotti, L'enciclopedia di Sanremo: 55 anni di storia del festival dalla A alla Z, Gremese Editore, 2005; alla voce Stula Armando, pag. 202
  • Orio Caldiron e Matilde Hochkofler, Scrivere il cinema: Suso Cecchi d'Amico, edizioni Dedalo, Bari, 1988; pag. 129

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]