Marbriano de Orto

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Marbriano de Orto spesso citato anche come Dujardin e Marbrianus, (1460 circa – gennaio o febbraio 1529) è stato un compositore fiammingo del Rinascimento membro della Scuola franco fiamminga. Egli fu contemporaneo, in relazione e probabilmente amico di Josquin des Prez e uno dei primi compositori a scrivere un'opera completa, secondo l'ordinario della messa, in stretto stile canonico[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio illegittimo di un prete, Orto nacque probabilmente a Tournai, e vo passò la prima parte della sua vita. Mentre il suo cognome di origine era Dujardin, usò quello di "de Orto" (traduzione italiana di Dujardin) per tutta la sua vita. Nel giugno 1482, alle dipendenze di Ferry de Clugny, cardinale-vescovo di Tournai (deceduto il 7 ottobre 1483), si trasferì a Roma dove divenne cantore della Cappella papale. Potrebbe essere divenuto un famoso compositore, visto che la sua Missa ad fugam sembra sia stata composta ad composizione similare di Josquin des Prez, datata probabilmente nei primi anni 1480, e la messa di Orto venne copiata per la Cappella Sistina fra il 1487 ed il 1490.[2]

La chiesa di St. Gertrude di Nivelles dove Orto operò dalla metà degli anni 1490 fino alla sua morte nel 1529 e dove venne poi tumulato.

Mentre cantava nel coro della Cappella Sistina fino al 1499, durante il papato di Innocenzo VIII e di Alessandro VI, acquisì altre incombenze e benefici. Fu molto popolare con papa Innocenzo, che lo ricoperse di benefici e gli consentì di scalare le gerarchie ecclesiastiche a dispetto della sua illegittimità. Durante questo periodo, egli e Josquin lavorarono a stretto contatto, avendo avuto posizioni similari a Cambrai nel loro paese natale. Una delle cose che potrebbe aver realizzato con Josquin fu la revisione di un ciclo di inni di Guillaume Dufay, composti intorno al 1430, che erano caduti in disuso.[3] Intoorno ai primi anni 1490 Orto acquisì il posto di decano alla chiesa collegiata di St Gertrude of Nivelles, oggi in Belgio e vi rimase per il resto della sua vita. Non è noto esattamente quando vi giunse, ma egli lasciò Nivelles nel tardo 1504 per entrare nel coro di Filippo il Bello, la Grande Chapelle, un coro famosissimo che comprendeva Pierre de La Rue.[4]

Orto raggiunse nel coro un alto livello divenendo in breve primo chapelain il 30 novembre 1505 — ad indicare l'elevata considerazione in cui era tenuto sia come cantore che come compositore.[5] Dopo la morte di Filoppo nel settembre 1506 il coro passò nella mani di Giovanna di Castiglia, "Juana the Mad", e Orto fu uno dei cantori che lo abbandonò in tempi brevi, fra l'ottobre ed il dicembre 1506, lasciando il posto di primo chapelain a Pierre de La Rue. Durante questo tempo e per tre anni, Juana viaggiò con i suoi cantori, cantando ogni notte un requiem alla salma di suo marito che viaggiava con lei in una bara, in un bizzarro viaggio attraverso la Castiglia finché il padre di Juana, Ferdinando, non la fece imprigionare nella fortezza di Tordesillas.[6]

Tornato nei Paesi Bassi, rimase al servizio degli Asburgo, dal 1509 al 1517, durante il quale divise il posto di primo chapelain con Anthoine de Berghes. In questo periodo fu l'insegnante di Arnold von Bruck, Che era al momento un ragazzo del coro. Nessuna documentazione sulla sua attività nel periodo 1507 - 1508 è giunta fino a noi.[5]

Negli ultimi anni della sua vita ottenne altri incarichi, di canonico sia ad Anversa alla Cattedrale che alla Concattedrale di San Michele e Santa Gudula a Bruxelles, e una fonte del 1518 lo cita come "primo chaplain" della Cappella flamenca di Carlo V. Morì probabilmente a seguido dell'epidemia che colpì Nivelles nel 1529 e fu tumulato nella chiesa di Ste Gertrude, dove operò per lungo tempo. La sua tomba nel coro, aveva un'inscrizione rimasta visibile fino a quando la chiesa non venne distrutta, in seguito ai bombardamenti tedeschi, il 14 maggio del 1940 nel corso della seconda guerra mondiale.[4]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Marbriano de Orto fu un moderato compositore di messe, mottetti, lamentazioni, e chanson, molte delle quali sono giunte fino a noi. Fu abbastanza famoso da far sì che Ottaviano Petrucci pubblicasse un libro delle sue messe nel 1505 — una delle prime pubblicazioni e una delle prime collezioni di musica stampata. Il libro delle messe di de Orto seguì a quelli di Josquin, Jacob Obrecht, Antoine Brumel, Johannes Ghiselin, Pierre de La Rue e Alexander Agricola.[7]

Petrucci pubblicò cinque delle messe di de Orto nella sua collezione, tutte basate sulla tecnica del cantus firmus, compresa una messa basata sulla melodia de L'homme armé, probabilmente composta nella prima metà degli anni 1480.[7]

Fra le sue messe è abbastanza inusuale la Missa [Ad fugam], una delle uniche due messe cicliche del periodo, l'altra essendo la Missa prolationumcom di Johannes Ockeghem, essenzialmente utilizzando la tecnica del canone mensurale. La Missa [Ad fugam] di de Orto può essere collegata a quella omonima attribuita a Josquin ma probabilmente non composta da lui. Le messe oprecedenti utilizzavano uno stretto canone fra il superius ed il tenor, come un motivo ricorrente nella maggior parte dei movimenti.[8]

Anche nei mottetti di de Orto viene normalmente impiegata la tecnica del cantus firmus. Il Salve regis mater sanctissima, anche se anonima nell'unica fonte pervenuta, è probabilmente di de Orto e venne composta per l'incoronazione di Alessandro VI nel 1492.

Alcune delle sue chanson sono simili allo stile tipicamente francese dei primi anni del XVI secolo - veloci, leggere e imitative, altri sono più in linea con lo stile della scuola di Borgogna della forma fissa. De Orto scrisse anche una precoce lamentazione su Didone regina di Cartagine, Dulces exuviae, dall'Eneide (iv.651–4), contenente estensivi passaggi cromatici.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ M. Jennifer Bloxham, in Sherr, p. 202
  2. ^ Bloxham, in Sherr, p. 202; Picker, Grove online
  3. ^ Picker, Grove online, referencing Gerber and Osthoff.
  4. ^ a b c Picker, Grove online
  5. ^ a b Meconi, p. 74
  6. ^ Meconi, p. 40, p. 74
  7. ^ a b Fallows, Grove online
  8. ^ Bloxham, p. 202

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Martin Picker, Marbrianus de Orto, a cura di L. Macy, Grove Music Online. URL consultato il 29 ottobre 2010.
  • David Fallows, L'homme armé, a cura di L. Macy, Grove Music Online. URL consultato il 29 ottobre 2010.
  • Richard Sherr, ed. The Josquin Companion. Oxford: Oxford Univ. Press, 2000. ISBN 0-19-816335-5.
  • Meconi, Honey. Pierre de la Rue and Musical Life at the Habsburg-Burgundian Court. Oxford: Oxford University Press, 2003. ISBN 0-19-816554-4
  • Rodin, Jesse. "Josquin and the Polyphonic Mass in the Sistine Chapel." Ph.D. diss., Harvard Univ., 2007.
  • Davison, Nigel St. J. "Mabriano de Orto, Latin Compositions I Missa Ad Fugam Antico Edition RCM43"
  • Davison, Nigel St. J. "Mabriano de Orto, Latin Compositions II Missa DominicalisAntico Edition RCM44"

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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