Lewisite
| Lewisite | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| 2-cloroetenildicloroarsina | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C2H2AsCl3 |
| Massa molecolare (u) | 207,32 |
| Numero CAS | [] |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 1,89 |
| Temperatura di fusione | −18 °C (255,15 K) |
| Temperatura di ebollizione | 190 °C (463,15 K) |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico | |
| Frasi R | 23/25-50/53 |
| Frasi S | 1/2-20/21-28-45-60-61 |
La lewisite è un agente della guerra chimica, assieme ai gas nervini, attacca i polmoni o attraverso l’assorbimento della cute. Ha formula chimica C2H2AsCl3. La lewisite ha effetti vescicanti a causa dell'inibizione dell'ossidazione dell'acido piruvico. Si diffonde attraverso la pelle più rapidamente dell'iprite, e i sintomi appaiono subito. La guarigione però avviene più rapidamente e ci sono meno rischi di infezioni secondarie. Il trattamento sia topico che per via sistemica può avvenire utilizzando un agente chelante, il dimercaprolo, meglio conosciuto con la sigla BAL (British Anti Lewisite). Si tratta di un liquido oleoso dall'odore sgradevole, contendendo tioli che si legano chimicamente all'arsenico, che può essere somministrato in veicolo oleoso (olio di arachidi).