Lega per l'Autonomia - Alleanza Lombarda - Lega Pensionati

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Lega per l'Autonomia - Alleanza Lombarda - Lega Pensionati
Leader Matteo Brivio
Stato Italia Italia
Fondazione
Ideologia Regionalismo, autonomismo
Collocazione Centro-sinistra

La Lega per l'Autonomia - Alleanza Lombarda - Lega Pensionati è stato un movimento politico regionalista italiano, attivo nella regione Lombardia.

Il partito nacque in occasione delle elezioni politiche del 1996 su iniziativa del senatore Elidio De Paoli, già fondatore e leader della Lega Alpina Lumbarda. Nel 2006 aderì alla coalizione di centrosinistra, L'Unione: De Paoli ricoprì per questo la carica di sottosegretario nel Governo Prodi II. Nel 2008 è tornato indipendente.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi nel 1996: Brivio e De Paoli[modifica | modifica sorgente]

La lista fu presentata per la prima volta, in tutti i collegi senatoriali della Lombardia, in occasione delle elezioni politiche del 1996 in nome e per conto dell'associazione Lega per l'Autonomia Alleanza Lombarda. Questa era stata creata per riunire in un unico soggetto politico il movimento Autonomia Alleanza Lombarda di Pierangelo Brivio e sua moglie Angela Bossi (sorella di Umberto Bossi, leader della Lega Nord), attivo in Lombardia dal 1989, e la Lega Alpina Lumbarda del senatore uscente Elidio De Paoli. La lista ottenne nel 1996 discreti risultati (oltre 100.000 voti) ma, anche per il sistema elettorale prevalentemente maggioritario, non riuscì ad eleggere nemmeno un senatore (nemmeno De Paoli ottenne la riconferma). In seguito a questo risultato i rapporti tra le due anime del movimento si deteriorarono al punto che De Paoli fondò nel 2001, poco prima delle elezioni politiche, l'associazione "Lega per l'Autonomia Alleanza Lombarda Lega Pensionati", depositando a suo nome il contrassegno già presentato alle precedenti elezioni.

La fase 2001-2006[modifica | modifica sorgente]

Avvenne quindi che alle elezioni politiche del 2001 Elidio De Paoli ripresentò il simbolo nei collegi senatoriali della Lombardia al di fuori dai poli, senza più tuttavia l'accordo col movimento di Brivio. La lista conquistò un buon 5,4% delle preferenze nella circoscrizione lombarda ed elesse un senatore, il proprio fondatore-leader De Paoli (che aderì al gruppo misto e alla componente LAL - Lega per l'Autonomia Lombarda), col sistema del recupero proporzionale nel collegio numero 32 di Albino (BG). Successivamente il movimento elesse anche un consigliere provinciale a Brescia ed uno a Bergamo.

Alle elezioni europee del 2004 partecipò ad un cartello con altri movimenti autonomisti ed indipendentisti come Liga Fronte Veneto, Partito Sardo d'Azione, Union für Südtirol, Libertà Emiliana-Alleanza Libera Emilia e Fronte Giuliano, raccogliendo lo 0,5% di voti a livello nazionale e l'1,5% in Lombardia.

Le politiche del 2006 e il patto con l'Unione: De Paoli sottosegretario[modifica | modifica sorgente]

In occasione delle elezioni politiche del 2006 si registrò una diatriba tra Elidio De Paoli e Ambrogio Matteo Brivio (figlio del deceduto Pierangelo Brivio) sulla paternità di nome e simbolo del movimento. Prima delle elezioni del 2006 Brivio depositò nome e simbolo al Ministero dell'Interno, e lo stesso fece De Paoli. Il Ministero ricusò la richiesta di Brivio e di Angela Bossi (vedova di Pierangelo) in quanto De Paoli, già presente in Parlamento come senatore, ne aveva la priorità; il successivo ricorso presentato da Brivio fu respinto dalla Corte avendo De Paoli depositato il contrassegno prima di Brivio.

La lista guidata da De Paoli poté perciò presentarsi alle elezioni come alleato dell'Unione in entrambe le Camere. Era presente, al Senato, in Lombardia e, alla Camera, nella circoscrizione Lombardia 2 (Brescia, Bergamo, Lecco, Como, Varese, Sondrio).

Al Senato, a livello regionale, ottenne 90.943 voti (pari all'1,5%) che non furono sufficienti a superare lo sbarramento regionale del 3% e di conseguenza non elesse alcun senatore. Alla Camera ottenne 44.580 voti pari all'1,6% a livello circoscrizionale (con una punta del 2% in provincia di Bergamo).

Il 15 aprile 2006, all'indomani della vittoria risicata del centrosinistra, il movimento venne preso di mira dal coordinatore della Lega Nord Roberto Calderoli, il quale contestò la liceità di sommare i voti di questa lista alla coalizione guidata da Romano Prodi, in quanto la legge elettorale (di cui era stato co-autore), in un suo articolo, lascerebbe intendere (pur senza esplicitarlo) che una lista, per concorrere al successo della coalizione, debba presentarsi in più di una circoscrizione. La Cassazione tuttavia respinse le contestazioni e riconobbe che i voti del partito andavno sommati a quelli della coalizione di centrosinistra.

Dopo la nascita del secondo Governo Prodi, il leader del movimento De Paoli ottenne l'incarico di sottosegretario allo Sport.

Le elezioni del 2008: il riflusso elettorale[modifica | modifica sorgente]

Dopo la crisi di governo e l'indizione di elezioni politiche anticipate, il movimento tornò a presentarsi al di fuori dei poli, indicando come candidato alla carica di Presidente del Consiglio Eva Rossi, moglie di De Paoli. Si registrò una notevole flessione nel numero dei voti: 45.622 al Senato in tutta la Lombardia, corrispondenti allo 0,8% su base regionale, e 13.997 nella circoscrizione Lombardia 2, pari allo 0,5%.

La situazione al 2009[modifica | modifica sorgente]

In occasione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, il Ministero dell'Interno riattribuì il contrassegno all'associazione Lega per l'Autonomia Alleanza Lombarda di Matteo Brivio, escludendo Elidio De Paoli dall'utilizzo; quest'ultimo provvide quindi a sostituire il simbolo in questione con un altro recante la scritta LEGA Lumbarda ALPINA, non avendo presentato nessuna ricusazione contro la decisione del Ministero nell'accettazione del contrassegno depositato da Brivio.

Entrambi i movimenti non riuscirono tuttavia a raccogliere un numero di firme sufficiente per partecipare alle elezioni europee: la lista di De Paoli fu presente solo alle elezioni provinciali di Brescia e in altre realtà locali col nome di Lega Lumbarda Alpina.

Risultati elettorali[modifica | modifica sorgente]

Voti % Seggi
Politiche 1996 Senato 106.313 0,33 0
Politiche 2001 Senato 308.559 0,91 1
Europee 2004 159.098 0,49 0
Politiche 2006 Camera 44.589 0,12 0
Senato 90.855 0,27 0
Politiche 2008 Camera 13.997 0,04 0
Senato 45.622 0,14 0

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]