Lali Puna

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Lali Puna
Lali Puna
Lali Puna
Paese d'origine Germania Germania
Genere Electronic dance music
Indietronica
Intelligent dance music
Periodo di attività 1998 – in attività
Etichetta Morr Music
Album pubblicati 4+2 EP
Studio 4
Raccolte 1
Sito web

I Lali Puna sono un gruppo musicale di musica indietronica tedesco.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nascono nel 1998 a Monaco di Baviera (Germania) dall'iniziativa di Valerie Trebeljahr, (tastierista e cantante con origini coreane) che coinvolge nel suo progetto Markus Acher (chitarra, anche membro dei Notwist), Christoph Brandner (batteria) e Florian Zimmer (tastiere), sostituita dopo qualche anno da Christian Heiß. Valerie usciva da un'esperienza sempre a Monaco con una band tutta al femminile, le L. B. Page, appena scioltasi.[1]

Il debutto della band avviene con la produzione dell'EP Snooze, di quattro tracce. Dopo questo lavoro, il batterista Christoph Brandner (Tied & Tickled Trio) e il tastierista Florian Zimmer, che avevano già collaborato al singolo Safe Sade (1998) entrano ufficialmente in formazione.

Viene quindi pubblicato il primo LP, Tridecoder, che viene prodotto da Albert Pöschl e che esce nel 1999 per l'etichetta Morr Music in Europa e per la Darla Records negli Stati Uniti. Il disco contiene i singoli Everywhere And Allover e 603 e suscita subito un certo interesse nei confronti dei cultori dell'indietronica.

Poco dopo realizzano la cover del brano Together In Electric Dreams degli Human League, che viene inserita in un disco-tributo alla band inglese intitolato Reproductions.

Il secondo album, frutto della continua ricerca musicale e non solo della frontwoman della band, viene pubblicato nell'ottobre 2001. Si tratta di Scary World Theory (Morr Music), che non smentisce il sound fresco e originale del gruppo. Il titolo del disco è un riferimento alla teoria del sociologo George Gerbner, nota anche come "teoria della coltivazione". Grazie ad una formazione ormai consolidata (formata da membri di altri gruppi musicali di livello come Console, Notwist, Tied & Ticklead Trio e Fred Is Dead) e alla collaborazione di altri importanti musicisti (Bomb the Bass, Two Lone Swordsmen), viene fuori un disco che combina perfettamente pop e politica personale, tra accordi orecchiabili e una monotonia ipnotica con loop che aprono le porte ad una complessità multistrato.[2] Prodotto da Mario Thaler, Scary World Theory contiene canzoni apertamente malinconiche ma allo stesso tempo felici.

L'anno seguente Florian Zimmer decide di lasciare il gruppo per dedicarsi in maniera esclusiva al progetto Iso68. I Lali Puna arruolano così Christian Heiß, nuovo tastierista col quale registrano l'EP Left Handed (2003), in cui vengono anche introdotte le chitarre elettriche.

Nel periodo giugno-novembre 2003 i Lali Puna ritornano in sala di registrazione e il 19 aprile 2004 viene poi date alle stampe il terzo LP, dal titolo Faking the Books (Morr Music). Questo album può essere considerato come un punto di svolta, dal momento che, pur ancorato a sonorità electro-synth e sperimentali, si apre decisamente a influenze pop e new wave, che rendono il livello della band fruibile ad un pubblico più ampio.

Sempre nel 2004 due canzoni del secondo album (Scary World Theory e Satur-nine) vengono scelte per la colonna sonora del film Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino.

Dopo un tour in Nord America, il 2005 vede il gruppo lavorare su dei remix di alcuni loro brani, che vengono inseriti, insieme ad altri inediti tra B-side e rarità, nel doppio album I Thought I Was Over That.

Trascorrono poi sei anni in cui i diversi membri del gruppo si dedicano ai vari progetti paralleli che li coinvolgono e in cui, tra l'altro, Markus e Valerie diventano genitori.

Il 2 aprile 2010 viene pubblicato l'album Our Inventions (Morr Music), caratterizzato da un sound più cupo e introspettivo rispetto al predecessore. In una canzone collabora anche Yukihiro Takahashi.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Singoli ed EP[modifica | modifica sorgente]

Compilation[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ About Lali Puna lalipuna.de
  2. ^ Lali Puna su Mtv mtv.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]