La gatta Cenerentola

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La gatta Cenerentola (nell'originale napoletano, La gatta cennerentola) è una celebre fiaba di Giambattista Basile, inclusa nella raccolta postuma Lo cunto de li cunti (1634-1636). La fiaba fu certamente una delle fonti, o la fonte principale, a cui si ispirò Charles Perrault per comporre la fiaba di Cenerentola nella versione oggi considerata "classica". L'originale di Basile differiva in diversi punti dalla Cenerentola di Perrault; in particolare, l'eroina (di nome Zezolla) si macchia addirittura dell'omicidio della sua matrigna (che viene però poi sostituita da una nuova matrigna anche peggiore).

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Roberto De Simone ne ha realizzato un celebre adattamento teatrale, considerato uno dei suoi capolavori, diretto dal maestro Domenico Virgili. L'opera è stata rappresentata 175 volte nei primi due anni dopo la sua realizzazione.

Riferimenti culinari[modifica | modifica wikitesto]

La descrizione dei festeggiamenti dati dal re per trovare la fanciulla che aveva perso lo scarpino contiene un'interessante testimonianza della cucina napoletana del '600, e dimostra la diffusione, già all'epoca, di pastiera e casatiello, piatti tipici della cucina pasquale:

« E, venuto lo juorno destenato, oh bene mio: che mazzecatorio e che bazzara che se facette! Da dove vennero tante pastiere e casatielle? Dove li sottestate e le porpette? Dove li maccarune e graviuole? Tanto che nce poteva magnare n’asserceto formato. »
(Giambattista Basile, La gatta Cenerentola.)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]