La favola del principe schiaccianoci
| La favola del principe schiaccianoci | |
|---|---|
| Titolo originale | The nutcracker Prince |
| Paese di produzione | Canada |
| Anno | 1990 |
| Durata | |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Genere | animazione |
| Regia | Paul Schibli |
| Soggetto | E.T.A. Hoffmann |
| Produttore | Kevin Gillis, Sheldon S. Wiseman |
| Musiche | Victor Davies |
| Doppiatori originali | |
La favola del principe schiaccianoci è un film d'animazione diretto da Paul Shibli e ispirato alla favola di E.T.A. Hoffmann "Schiaccianoci e il re dei topi". Uscito nel 1990 e messo in distribuzione da Penta Video.
La storia si svolge più o meno alla fine dell' 800. È la Vigilia di Natale e Clara, festeggia l'evento assieme alla sua famiglia. Suo padre dà una grande festa a cui invita anche "zio" Drosselmeyer, un simpatico fabbricante di giocattoli.Durante la festa, Clara trova uno schiaccianoci di legno portato proprio dallo zio, la giovane ne chiede spiegazione al giocattolaio, il quale le racconta una meravigliosa e triste storia sulla vera natura di quel "principe da bambola": lo schiaccianoci in realtà non è altro che suo nipote Hans, trasformato per vendetta da Topo-Regina. Sebbene quest'ultima sia ormai morta, l'incantesimo continuerà ad imprigionare Hans nelle sembianze di uno schiaccianoci sinché il giovane non distruggerà il Topo-Re, figlio superstite della crudele Topo-Regina, e non verrà incoronato sovrano del Paese delle Bambole insieme ad una gentile fanciulla che lo saprà amare a dispetto del suo aspetto.Quella stessa notte, quando ormai tutti dormono, Clara, scende nel salone di casa per rimirare lo schiaccianoci. In quel momento però "zio" Drosselmeyer, nelle vesti di mago-fantasma, dà vita a tutte le bambole di Clara, schiaccianoci compreso, perché combattano contro Topo-Re e i topi suoi sudditi, giunti sin lì proprio per distruggere lo schiaccianoci. Sebbene la lotta sembri volgere a favore delle bambole, l'intervento di Clara sarà determinante per salvare la vita allo schiaccianoci, caduto in un tranello del re dei topi. Clara tuttavia perde conoscenza a causa di una caduta accidentale e il giorno successivo nessuno sembra credere alla sua storia, fuorché "zio" Drosselmeyer che tuttavia non ammette nulla esplicitamenteQuella stessa notte il Topo-Re, che ha svegliato Clara proprio nella sua stanza, sfida a singolar duello lo schiaccianoci. Ancora una volta quest'ultimo sarà messo alle strette dalle sleali astuzie del topo, ma stavolta a salvarlo sarà Pantalone, un coraggioso soldato-giocattolo. Purtroppo il nobile gesto costerà caro al veterano che verrà ferito dal Topo-Re. Alla fine del duello lo schiaccianoci avrà la meglio e il corpo del re dei topi sembra cadere morto.Non resta altro da fare che incoronare lo schiaccianoci "Principe delle Bambole" e per farlo bisogna andare nel regno di queste ultime, attraverso una porta magica all'interno di un castello-carillon. Clara, complice la magia di "zio" Drosselmeyer, diventa piccola quanto i suoi amici e può accompagnarli in questo viaggio.Dopo un volo a dorso di cigno, Clara e lo schiaccianoci giungono in un castello di dolci, dove lo schiaccianoci è acclamato principe dai suoi sudditi. Questi allora, dopo aver danzato con Clara, le dichiara il suo amore e le chiede di essere la sua principessa.Sebbene innamorata, però, la giovane rifiuta: il suo posto non è tra le bambole, ma con la sua famiglia nel mondo degli esseri umani.A quelle parole tutte le bambole, lo schiaccianoci compreso, s'irrigidiscono e perdono vita. Clara, disperata, prova a motivare le sue ragioni e, sebbene lo schiaccianoci sembri comprenderla, nulla può ormai fermare la "magia della normalità" che riporta le bambole alla loro mera condizione di fantocci inanimati.Proprio allora compare il Topo-Re, ferito a morte, ma giunto sin lì deciso quanto meno ad uccidere Clara prima di morire. Lo schiaccianoci, ormai senza vita, non può aiutare la sua amata.Clara e il Topo-Re alla fine precipitano da un balcone del palazzo, ma mentre la prima riesce ad aggrapparsi alla ringhiera e a salvarsi, il secondo invece precipita nel mare e muore definitivamente.Le bambole del palazzo e lo schiaccianoci spariscono e Clara, che continua ad invocare inutilmente il suo amato, viene a sua volta circondata dalla nebbia per poi svegliarsi all'improvviso nel suo letto quando il sole è ormai alto.Confusa perché non sa spiegarsi se l'avventura vissuta sia solo un sogno, la fanciulla corre alla bottega di "zio" Drosselmeyer, decisa ad ottenere finalmente delle spiegazioni. Qui però Clara incontra Hans, ormai tornato umano, il quale la saluta come se fossero vecchi amici e lei, ricambiando, lo saluta con l'appellativo di "schiaccianoci".
Lettura simbolica della fiaba[modifica]
Sebbene lo stile del film (animazione) e le avventure vissute dalla protagonista siano rivolte principalmente ad un pubblico giovane, è possibile leggere la storia in chiave metaforica, come un viaggio iniziatico della protagonista.
Clara infatti non è più una bambina (nel cartone la sua stessa madre osserva infatti che molto probabilmente la bambola ricevuta in dono dalla figlia sarà anche l'ultima!), ma non è neppure una donna (e infatti durante la festa non prende parte alle danze insieme agli altri invitati). Insomma Clara non è "né carne, né pesce", come si suol dire: è un'adolescente che sta per abbandonare il mondo dei giochi e dell'infanzia, ma al tempo stesso non è ancora pronta per il complicato mondo degli adulti. Durante la festa si annoia e non riesce a prendere parte né ai giochi del fratellino più giovane, né ai passatempi dei grandi.
Ecco perché la sua avventura con lo schiaccianoci è un viaggio iniziatico: il paesaggio e i personaggi che la circondano sono da favola, da sogno! ma i pericoli e i problemi affrontati sono concreti e molto simili a quelli del mondo degli adulti. Chi meglio di tutti perciò può accompagnarla come mentore e guida, se non zio Drosselmayer, adulto ma anche stregone in grado di creare un mondo in cui Clara possa crescere e misurarsi senza un troppo brutale distacco dal mondo dell'infanzia?! Lui infatti crea il castello-carillon, ingresso al Paese delle Bambole, lui dà vita alle bambole che combattono contro i topi malvagi e sempre lui racconta a Clara la storia dello schiaccianoci.
Grazie agli ambienti fantastici e ai personaggi tipici del mondo dei bambini (le bambole), Clara affronta senza rendersene conto problematiche e temi tipici di ogni fase adolescenziale quali il coraggio, l'onestà, l'assumersi le proprie responsabilità e soprattutto l'amore. Per poter entrare nel castello incantato deve diventare "piccola", cioè tornare bambina, all'età in cui era possibile credere ai castelli fatti di dolciumi e alle bambole parlanti, ma l'incantesimo non può durare in eterno. Clara infatti, dopo tutte le avventure vissute, è ormai diventata donna ed è pronta ad abbandonare il mondo dell'infanzia con i suoi giochi e le sue fantasie e nel momento in cui la giovane lo riconosce, rinunciando ad essere la principessa delle bambole, la magia creata da Drosselmeyer si spezza e le bambole perdono vita. La Clara-adulta in futuro non crederà più nelle bambole parlanti, né ai perfidi Topi-Re, ecco perché all'improvviso la nebbia circonda il castello fatto di dolci.
Sebbene questo passaggio inizialmente possa sembrare triste, soprattutto a causa dall'apparente morte dello schiaccianoci, in realtà il finale è tutt'altro che infelice, perché Clara ha sì rinunciato all'infanzia (come è naturale che sia), ma si è pure aperta al mondo degli adulti da cui può ottenere molto di più: lo schiaccianoci infatti non è più tale, ma si trasforma in un ragazzo in carne ed ossa (altro simbolo della crescita di Clara che dall'amore infantile per una bambola, passa ad un amore adulto, rivolto non più ad un "principe di fantasia", ma ad una persona vera) e il paese in cui i due potranno vivere non è confinato in un castello-carillon, ma si estende senza limiti nel mondo reale.
Musiche del film[modifica]
Molte parti del film hanno per colonna sonora le musiche di Pëtr Il'ič Čajkovskij, compositore del celebre balletto Lo Schiaccianoci.
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