L'Agnese va a morire (film)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'Agnese va a morire
L'Agnese va a morire.png
La Thulin con Cellamare
Titolo originale L'Agnese va a morire
Paese di produzione Italia
Anno 1976
Durata 135 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere storico, drammatico
Regia Giuliano Montaldo
Soggetto Renata Viganò
Sceneggiatura Nicola Badalucco, Giuliano Montaldo
Fotografia Giulio Albonico
Montaggio Franco Fraticelli
Musiche Ennio Morricone
Interpreti e personaggi

L'Agnese va a morire è un film del 1976 diretto da Giuliano Montaldo, tratto dall'omonimo romanzo di Renata Viganò.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Agnese è una donna di mezza età di Comacchio che vive con suo marito Palita, membro della Resistenza. Un giorno il marito viene deportato in un campo di concentramento, dove morirà ed, a causa della sua perdita ella vuole aiutare i compagni portando cibo, informazioni, armi e notizie da un paese all'altro. Agnese diventa così una staffetta partigiana e la sua vita prosegue così per sei mesi ma un giorno un soldato tedesco uccide per gioco la sua gatta nera e la notte stessa Agnese lo uccide spaccandogli la testa con il calcio di un mitra.

Agnese deve scappare e, di conseguenza, entrare a far parte della vita clandestina della Resistenza, divenendo "mamma Agnese": prepara pasti per partigiani, controlla che ci siano provviste per tutti, esegue lavori casalinghi, per non farsi notare dai tedeschi e per non essere uccisa. Quando, nell'ultimo duro inverno, un gruppo di partigiani viene tradito e sterminato da tedeschi appostati lungo il percorso che dovrebbe portarli oltre le linee, Agnese disobbedisce al Capo nascondendo in casa i superstiti.

I partigiani non sono ben visti dalle persone e sottovalutati anche dalle truppe amiche e, dopo la disfatta della battaglia partigiana, Agnese ritorna ad operare come staffetta ma, durante un rastrellamento, viene riconosciuta dall'ufficiale del soldato da lei ucciso ed uccisa a sua volta.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]