Kufico

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Foglio di un Corano dell'XI secolo, vergato in calligrafia kufica
Foglio di un Corano dell'XI secolo, vergato in calligrafia kufica
Brocca ornata con una scritta in caratteri cufici (Museo nazionale, Teheran, Iran
Brocca ornata con una scritta in caratteri cufici (Museo nazionale, Teheran, Iran

Lo stile calligrafico della lingua araba definito kufico, che si vorrebbe derivante dalla più antica elaborazione avvenuta nella città irachena di Kūfa, è caratterizzato da una forma geometrica dei grafemi.

Gli esperti di questo stile di scrittura (arabo khaṭṭ ) sono però da qualche tempo decisamente propensi a negare legittimità d'uso a questo termine, preferendogli invece quello di ḥijāzī, ovverosia higiazeno.

I più antichi ritrovamenti infatti di scritti arabi dimostrerebbero infatti che fu in questa regione della Penisola araba che fu elaborata tale calligrafia, anche se nella maggioranza dei casi, si è tuttora inclini a parlare di stile "kufico quadrato" e di stile "kufico fiorito" quando ci si trovi di fronte a reperti epigrafici e a motivi ornamentali che si rifanno alla scrittura araba monumentale, vista la tendenza aniconica dell'arte musulmana che tende a privilegiare il ricorso a motivi fitoformi, zooformi o, appunto, a esempi calligrafici, anziché riprodurre le fattezze umane (con le numerosissime eccezioni costituite però dalla miniatura araba, persiana, turca e centrasiatica, dove tutto ciò invece non avviene tanto frequentemente).

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • Lemma «Khaṭṭ», in Encyclopédie de l'Islam, (AA.VV.), Leida-Parigi, E.J. Brill-G.-P. Maisonneuve & Larose, vol. IV

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