Katherine Plunket

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Katherine Plunket (Kilsaran, 22 novembre 1820Dundalk, 14 ottobre 1932) è stata un'illustratrice irlandese naturalizzata britannica.

Katherine Plunket è stata una nobildonna e un'illustratrice botanica irlandese, nota anche per la sua estrema longevità.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque vicino a Castlebellingham, nella Contea di Louth. Maggiore di sei fratelli, uno dei quali morto bambino, era nipote del Lord Cancelliere irlandese e primo dei baroni Plunket, William. Il padre Thomas, pastore della Chiesa d'Irlanda, divenne in seguito vescovo di Tuam, Killala e Achonry. La madre Louise Jane, figlia di John William Foster, era imparentata con il conte di Clermont. Anche fra i primi e i secondi cugini c'erano tre membri dell'aristocrazia irlandese. Fu battezzata il 13 dicembre 1820 come Catherine, anche se usò l'ortografia Katherine per tutta la vita.

Ereditò dalla madre una delle dimore ancestrali della famiglia, Ballymascanlon House, e sovrintese alla manutenzione della casa e dei giardini, finché all'età di 102 anni contrasse la bronchite, che fu il suo unico serio problema di salute. Viaggiò visitando quasi tutte le capitali europee. Fu illustratrice botanica i cui lavori vennero raccolti in un volume presentato alla Reale Accademia di Scienza nel 1903, poi trasferito al Museo Nazionale d'Irlanda, e infine entrato a far parte delle collezioni trasferite ai Giardini Botanici Nazionali Irlandesi di Glasnevin.

Anche se il fatto fu misconosciuto all'epoca, divenne la persona più anziana del mondo alla morte di Delina Filkins, il 4 dicembre 1928, quando aveva 108 anni e 12 giorni. Oltre a diventare la persona irlandese più longeva di tutti i tempi (111 anni e 327 giorni), visse più di chiunque in Gran Bretagna fino al 1970, quando Ada Roe superò la sua età di 12 giorni. Fu anche l'ultima superstite delle persone che avevano conosciuto il romanziere scozzese Walter Scott, che incontrò nella dimora di suo nonno a Bray. Katherine Plunket attribuì la sua longevità alla propria spensieratezza di vita. Fu inclusa nel primo Guinness dei primati di sempre (1955).

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]