I ratti della Sabina

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I ratti della Sabina
Paese d'origine Italia Italia
Genere Folk rock
Combat folk
Periodo di attività 1996-2010
Album pubblicati 6
Studio 5
Live 1
Sito web

I ratti della Sabina sono stati un gruppo folk rock italiano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I Ratti erano formati da elementi provenienti dalla Sabina (Rieti). Il loro nome deriva dallo storico “ratto delle sabine”. Il logo del gruppo è un ratto stilizzato in un cartello stradale di pericolo.

Già dagli esordi la dimensione live è fondamentale per il gruppo[1]. Apprezzano anche suonare come musicisti di strada, dagli esordi a Piazza Navona a Roma, al Carnevale liberato di Poggio Mirteto del quale non mancano mai un appuntamento, ai festival come il Ferrara Buskers Festival[2]. Dal vivo, spesso, suonano senza scaletta lasciando all'improvvisazione la successione dei brani[senza fonte].

I Ratti nascono nel 1996 da un'idea di Roberto Billi che, prima ancora di mettersi alla ricerca degli altri componenti del gruppo, ne inventa il nome e ne disegna lo stemma: la scritta "I Ratti Della Sabina" con un ratto che con la coda crea la "S" di "Sabina" inserito nel triangolo di un segnale stradale.

Dopo aver composto i primi brani, comincia la ricerca di altri elementi per formare la band e, proprio in questo periodo, ci sarà l'incontro con Stefano Fiori che aderisce al progetto contribuendo anche ad incrementare il repertorio con composizioni proprie; i due diventeranno anche i frontmen del gruppo. Si aggiungono man mano gli altri membri, prima la componente folk: Alberto Ricci alla fisarmonica e Alessandro Monzi al violino, poi quella rock: Carlo Ferretti alla batteria (e successivamente anche al pianoforte) e Valerio Manelfi al basso, alla fine Eugenio Lupi alla chitarra elettrica. Con questi elementi, il sound acquisisce sempre più sonorità e ritmiche tipiche del folk rock.

Nel 1998 registrano e autoproducono il primo disco Acqua e terra, che verrà poi rimasterizzato e pubblicato nel 2004. Oltre ai sette, compare la collaborazione di Paolo Masci che successivamente entra in pianta stabile nel gruppo.

Nel 2001 registrano, nella cantina della casa di Roberto Billi, Cantiecontrocantincantina, disco prodotto da Uprfolk, che si calcola abbia venduto più di 5000 copie[1]. Il successo è ottenuto soprattutto in provincia di Roma grazie a Radio Rock che trasmette Il funambolo[3]. Tra gli ospiti figurano Raffaello Simeoni e Margherita D'Ubaldo. Nel disco alcuni brani del precedente (Nel giorno della liberazione e La ciucca) e alcuni brani che verranno poi ripresi nel successivo: Linea 670 (autobus della rete dei trasporti di Roma che attraversa un campo nomadi in zona Marconi), Il Giocoliere (omaggio a Gianni Rodari, personaggio cui i Ratti sono particolarmente legati per l'insegnamento di "rimanere bambini"), La tarantella del serpente (leggenda sabina presente anche in altre zone italiane che parla del serpente regolo).

Nel 2003 pubblicano Circobirò, loro terzo album, prodotto dalla UPRfolk e distribuito dalla EDEL. Brani rock, melodie popolari, tarantella e combat folk, canzone d'autore e testi impegnati, sociali e politici, ma sempre con molta dolcezza, senza slogan e spesso molta ironia[senza fonte]. Grandi ospiti nell'album: Marino Severini dei Gang ne L'uomo che piantava alberi; Stefano "Cisco" Bellotti e Francesco Moneti dei Modena City Ramblers ne Il mercante; Andrea Ra, cantautore romano, ne Lo scemo del villaggio e poi di nuovo Raffaello Simeoni ex Novalia e Margherita D'Ubaldo. La grafica dell'album è completata da disegni di Francesco Musante. In quest’album appaiono citazioni (Fernando Pessoa ne Il violinista pazzo, Bruno Ciamola ne La morale dei briganti, Jean Giono ne L'uomo che piantava alberi); c'è la cultura popolare (La tarantella del serpente e Il pifferaio magico in dialetto sabino); c'è l'omaggio a Gianni Rodari in Il giocoliere.

Nel 2005 esce A passo lento, quarto disco, sotto la direzione artistica di Alessandro Finazzo detto Finaz della Bandabardò. Anche qui la serie degli ospiti è nutrita: Finaz che suona chitarra acustica, violoncello, contrabbasso, organo, synth e cori ed è co-autore de Il re dei topi; Mimmo Locasciulli e Raffaella Misiti degli Acustimantico; e ancora Raffaello Simeoni. Gli ingredienti rimangono gli stessi degli album precedenti: c'è ancora Gianni Rodari in La rivoluzione e Dopo la pioggia con tanto di partecipazione di Maria Rodari, ci sono ancora leggende sabine ne L'abbatuozzo, c'è il brano di apertura, La giostra, che presenta il disco (come nel precedente era il circo presentato da Circobirò).

Nel 2007 pubblicano ...sotto il cielo del tendone, il loro primo album live. Il nuovo lavoro contiene, oltre a sedici brani eseguiti al concerto del 24 marzo 2007 al Villaggio Globale di Roma, tre inediti ("Il mio tempo", "Ciao" e il primo singolo estratto "Accorda e canta").

L'8 maggio 2009 è uscito Va tutto bene, sesto lavoro in studio del gruppo, il primo in cui anche altri elementi (oltre a Roberto Billi e Stefano Fiori) scrivono canzoni, "disco che segna la “svolta rock” dei Ratti della Sabina, nonostante si avverta ancora in sottofondo la matrice folk originaria."[4]

Il 5 novembre 2010, a seguito della decisione di Roberto Billi di lasciare il gruppo, i Ratti pubblicano sul proprio sito internet il seguente comunicato:

"Cari amici dei Ratti della Sabina, dopo anni di cammino insieme, Roberto ha deciso di lasciare il gruppo. Il resto della band, pur volendo continuare a condividere palchi e nuove esperienze, non ritiene più opportuno utilizzare il nome "I Ratti della Sabina", in quanto identificativo di un progetto cresciuto e portato avanti nel tempo da 8 persone. Grazie di cuore a tutti voi che in questi 14 anni ci avete supportato con il vostro entusiasmo ed affetto"

"Oggi, seppur in forma diversa, la storia del gruppo prosegue con due nuove realtà: Area765, band composta dai 7 elementi rimanenti dei Ratti della Sabina, ed il progetto solista di Roberto Billi".

Mezzi di locomozione[modifica | modifica sorgente]

Agli inizi viaggiavano su due auto, nel 2004 hanno acquistato un furgone che hanno finemente decorato in stile "murales" e che ora è passato ai Legittimo Brigantaggio ed è stato sostituito da un nuovo furgone a tutt'oggi bianco[senza fonte].

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b La Brigata Lolli
  2. ^ I ratti della Sabina - Archivio Tour (1996 - 2007)
  3. ^ Vi sono i ringraziamenti a Radio Rock ne i Credits dell'album successivo
  4. ^ ilmucchio.it - Il sito ufficiale della storica rivista

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Ratti della Sabina[modifica | modifica sorgente]

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