Harrods

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Coordinate: 51°29′57″N 0°09′46″W / 51.499167°N 0.162778°W51.499167; -0.162778

Harrods, Londra

Harrods è un grande magazzino di lusso con oggetti, abbigliamento e servizio esclusivo. Si trova in una delle zone più ricche ed esclusive di Londra, Knightsbridge, nel quartiere di South Kensington (Royal Borough of Kensington and Chelsea) ed è collocato in Brompton Road. Mecca dorata del consumismo moderno[1], fa ormai parte delle icone che rappresentano Londra, e quindi è diventato una vera e propria meta turistica, al di là dello shopping.

I suoi slogan «dallo spillo all'elefante»[2][3] e "tutto per tutti ovunque" (Omnia Omnibus Ubique - everything for everybody everywhere) indicano l'estrema varietà di articoli che esso pone in vendita.

Origini e storia[modifica | modifica sorgente]

Harrods iniziò le attività in Cable Street nell'East End di Londra, fondato da Charles Henry Harrod, un droghiere proveniente dall'Essex. Nel 1849 il magazzino venne trasferito nell'elegante quartiere di Knightsbridge, proprio di fronte ad Hyde Park.

Grazie al lungimirante lavoro di Charles Henry Harrod, il quale era già commerciante di prodotti alimentari e in particolare di e prodotti da forno, e a quello di suo figlio, gli affari nella ricca zona di Londra già a quel tempo prosperano, per merito della scelta di prodotti ad altissima qualità. Negli anni seguenti si è allargato inglobando i negozi vicini, fino alla costruzione dell'attuale edificio.

Nel 1985 Mohammed Al-Fayed ha rilevato il magazzino, pagandolo 300 milioni di sterline.[4][5]

L'8 maggio 2010 Mohamed Al-Fayed ha venduto Harrods alla Qatar Holding per 1,5 miliardi di sterline (circa 1,7 miliardi di euro).[6]

Edificio[modifica | modifica sorgente]

Vetrina su Brompton road

Il palazzo di Harrods, la cui superficie è di oltre 93.000 m², è formato da 7 piani (di cui due interrati) ed è suddiviso in 300 reparti.

Gli interni sono ispirati all'Antico Egitto.

Tutti i piani sono collegati da 46 ascensori, che percorrono in un anno 80 000 chilometri (quasi due volte il giro del mondo)[7] e da numerose scale mobili. I reparti che si trovano allo stesso piano sono collegati tra di loro tramite dei corridoi e dei percorsi delimitati. Le stanze sono molto grandi e decorate.

L'esterno viene illuminato da 11.300 lampadine e l'ingresso è dotato di 10 porte.

È dotato di 300 linee telefoniche, con tremila derivazioni interne che ricevono in media 12.000 chiamate ogni giorno.

Al pianterreno dell'edificio, vicino alle scale, si trova una statua di Dodi Al-Fayed e Lady Diana, sul cui piedistallo è posta la scritta "Innocent victims" (= vittime innocenti). Poco distante è stata posta una targa recante la scritta "In memoria di Diana, Principessa del Galles, e di Dodi Al-Fayed, uccisi il 31 agosto 1997", sotto la quale è posto un libro sul quale i clienti possono lasciare una dedica.

L'attività commerciale[modifica | modifica sorgente]

Harrods ha un unico punto vendita principale, a Londra e non ha succursali, se non 11 punti vendita in aeroporti asiatici ed europei.[8] In Italia Harrods è presente unicamente a Porto Cervo, Sardegna, dove sono stati allestiti diversi stand, aree ricreative e passeggiate ad essi connessi.

I dipendenti sono 5.000, tra commessi, detective, vigili del fuoco e infermieri.

All'entrata è posto un cartello dove vengono indicate alcune norme di comportamento. Dato che la merce esposta in molti casi è di grande valore ci sono ovunque agenti di sicurezza che invitano in maniera molto decisa a rispettare le regole se si vuole restare nel magazzino.

Dodici milioni di clienti ogni anno acquistano nel negozio e ne escono con in mano le celebri buste verdi a scritte dorate.

Tra i prodotti in vendita anche linee esclusive ed oggetti di altissimo valore, come diamanti da 64,9 carati, i sandali più costosi del mondo[senza fonte] (con 642 rubini -120 carati in totale- montati su platino), orologi d'oro tempestati di diamanti al prezzo di 600.000 euro.

Stagione dei saldi[modifica | modifica sorgente]

Durante il periodo dei saldi, una gran folla si reca nel grande magazzino. La media giornaliera di visitatori, normalmente attorno raggiunge punte di 250.000 visitatori al giorno, alla ricerca di offerte vantaggiose (saldi fino al 75%).[7]

Gli incassi del grande magazzino nella sola prima mezz'ora dall'apertura, cioè dalle 9:00 alle 9:30, sono stimati in oltre un milione di sterline.

L'apertura della stagione dei saldi è celebrata con un rito d'apertura costante tutti gli anni: una celebre madrina giunge, su una carrozza trainata da due cavalli neri, davanti alle 10 porte d'ingresso, dove è ricevuta dal proprietario in smoking nero. Per questa cerimonia, una volta Mohamed Al-Fayed, precedente proprietario, chiamò Sofia Loren.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Diana e Dodi (1998)

Nel 1898 è stata installata qui una delle prime scale mobili del mondo.

La notorietà di Harrods è tristemente aumentata dopo il tragico incidente che portò alla morte di Lady Diana e Dodi Al-Fayed, il figlio del precedente proprietario di Harrods, Mohamed Al-Fayed. Nel piano interrato, proprio per onorare la memoria dei due giovani, è stato creato un reliquiario, l'Egyptian Monument. Sempre all'ultimo piano troviamo una statua di cera raffigurante Mohamed Al-Fayed, che lui stesso si fece realizzare dal museo delle cere Madame Tussaud's.

In seguito alle accuse di Fayed all'establishment reale, nel 2000 Buckingham Palace ha cancellato Harrods dalla lista dei fornitori ufficiali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Così la definisce Lorenzo Amuso in La mecca dello shopping nata dal negozietto d’un droghiere immigrato, in Il Giornale del 28 dicembre 2005
  2. ^ Da Alfayed.com
  3. ^ Ago o elefante per sua maestà di Paolo Filo della Torre in La Repubblica del 27 gennaio 1989
  4. ^ Da Harrods.com
  5. ^ La somma d'acquisto è questione controversa. Cfr. Un impero nella finanza nato intorno ad Harrods di Eugenio Occorso in La Repubblica del 01 settembre 1997
  6. ^ Harrods cambia proprietà: venduto ai reali del Qatar per 1,5 miliardi di sterline - Adnkronos Esteri
  7. ^ a b Lorenzo Amuso in La mecca dello shopping nata dal negozietto d’un droghiere immigrato, in Il Giornale del 28 dicembre 2005
  8. ^ L'apertura di Harrods all'aeroporto londinese di Heathrow. Press info da Harrods.com

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Chris Bennett and Colin Cameron (2000). Behind the Scenes at Harrods, Andre Deutsch. ISBN 0-233-99617-6.
  • Tim Dale (1986). Harrods: The Store and the Legend, Pan. ISBN 0-330-29800-3.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]