Grado militare
Il grado militare, o più semplicemente il grado, è un sistema per gerarchizzare l'anzianità e il comando all'interno di una struttura militare o delle forze dell'ordine.
All'interno delle organizzazioni militari, la struttura organizzativa piramidale e l'uso dei gradi è praticamente universale. L'Esercito di Liberazione Popolare cinese negli anni sessanta e settanta, l'Esercito albanese (1965-1968) e quello dell'Armata Rossa sovietica sono rari esempi di tentativi di abolire il grado.
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[modifica] Gradi romani
L'uso di gradi formalizzati si diffuse nella legione romana, dopo le riforme del console Gaio Mario che furono completate intorno al 60 a.C. Con il nuovo sistema una legione veniva comandata da un legatus, tipicamente un senatore per un periodo di tre anni. Immediatamente al di sotto del legatus c'erano sei tribuni, cinque dei quali erano equites, mentre il sesto era un nobile destinato a diventare membro del senato.
I combattenti della legione erano organizzati in ranghi: file di uomini che combattevano come un'unità. Con il nuovo sistema le legioni vennero divise in dieci coorti, ognuna consistente di sei centurie, ognuna delle quali composta da 60 a 160 uomini. Ogni centuria era guidata da un centurione assistito da diversi giovani ufficiali. Le centurie erano ulteriormente suddivise in dieci contubernia, ognuna di otto soldati. I soldati individuali venivano chiamati milites o legionarii.
[modifica] Gradi moderni
La maggior parte degli eserciti moderni riconosce tre categorie di personale. Queste sono codificate nelle convenzioni di Ginevra, che li distingue in maniera ambigua come "ufficiali", "sottufficiali" e "truppa". Gli ufficiali a loro volta si suddividono in "ufficiali generali", "ufficiali superiori" ed "ufficiali inferiori".
[modifica] Ufficiali generali
Gli ufficiali generali sono coloro a cui viene affidato il comando delle grandi unità operative, cioè quelle che possono raggiungere i loro obiettivi operando in maniera abbastanza autonoma. Ad esempio le brigate dell'esercito sono composte da sottounità provenienti da diverse specialità dell'esercito che rendono la grande unità completa. Quindi nella brigata i fanti combattono con il supporto di fuoco dell'artiglieria, con il supporto logistico del genio militare, e così via. Talvolta una delle specialità è fortemente preponderante nei confronti delle altre, in questi casi spesso si definiscono, ad esempio, brigata di fanteria o divisione di cavalleria.
Stesso ragionamento si ha per le marine militari dove, ad esempio, l'equivalente della brigata è il gruppo navale, all'interno del quale vi sono unità navali d'alto mare specializzate in diversi settori come guerra antisommergibile, guerra antiaerea, ecc.
Anche nelle aeronautiche militari la brigata aerea talvolta è una grande unità all'interno della quale troveremo velivoli specializzati nella caccia, nel bombardamento, nella ricognizione, nell'attacco al suolo e così via.
Questo è il significato classico relativo alle grandi unità; tuttavia talvolta si usa ad esempio il termine brigata anche per indicare una sorta di grande reparto che raccoglie unità della stessa specialità, come per esempio una brigata di artiglieria o del genio militare. Altre volte si può utilizzare una tale denominazione per indicare una grande struttura territoriale che coordina quelle intermedie, come le divisioni territoriali dell'Arma dei Carabinieri.
In ogni caso le grandi unità sono sempre comandate da ufficiali generali che hanno sempre rango dirigenziale. Ovviamente anche gli incarichi logistici e amministrativi di elevatissimo livello sono affidati ad ufficiali generali.
Attualmente nelle forze armate italiane gli ufficiali generali sono organizzati su quattro gradini gerarchici (nei carabinieri sono solo tre). Ad essi corrispondono i generali o gli ammiragli ad una, due, tre o quattro stelle.
In alcune forze armate straniere vi è un quinto gradino gerarchico riservato a promozioni onorifiche oppure a necessità tecniche derivanti da una eventuale mobilitazione generale (che comporterebbe un enorme aumento degli effettivi tramite l'arruolamento coatto dei cittadini o dei riservisti che hanno svolto il servizio di leva). Esempi di tali gradi apicali sono il Field Marshal (maresciallo di campo) dell'esercito inglese, il General of the Army (generale dell'Esercito) dell'esercito USA, il maréchal de France (maresciallo di Francia) per l'esercito francese e, fino alla seconda guerra mondiale, il maresciallo d'Italia per il Regio Esercito. Gradi analoghi sono talvolta previsti anche per le marine militari e le aeronautiche militari.
[modifica] Ufficiali superiori
Gli ufficiali superiori sono coloro a cui viene affidato il comando delle singole pedine operative che compongono una grande unità. Trattasi, ad esempio, di reggimenti, battaglioni inquadrati in una brigata nel caso delle forze di terra, o del comando delle singole unità navali all'interno di un gruppo navale, oppure del comando di una base aerea nella quale è collocata parte di una brigata aerea, o infine del comando di una sotto unità territoriale inquadrata in una divisione territoriale.
Sono affidati agli ufficiali superiori anche la direzione di unità logistiche o uffici amministrativi di un certo spessore. Spesso gli ufficiali superiori si trovano a coadiuvare gli ufficiali generali.
Gli ufficiali superiori, in quasi tutte le forze armate mondiali, sono inquadrati su tre livelli gerarchici, e, a seconda dei casi, hanno rango dirigenziale o semplicemente direttivo. Partono dal grado di maggiore fino al colonnello.
[modifica] Ufficiali inferiori
Gli ufficiali inferiori sono coloro a cui viene affidato il comando delle unità di minore entità. Essi possono anche essere posti alla direzione di uffici amministrativi o unità logistiche di limitata importanza, ma per lo più sono chiamati a coadiuvare gli ufficiali superiori.
Solitamente gli ufficiali inferiori sono inquadrati in tre gradini gerarchici, tutti con ruolo direttivo. Partono col grado di sottotenente fino al grado di capitano.
[modifica] Sottufficiali
I sottufficiali sono una categoria ibrida trattata in maniera molto diversa a seconda delle nazioni.
In Italia i sottufficiali (che formavano un'unica categoria fino alla grande riforma del 1995) di tutti i Corpi armati e le Forze armate dello Stato sono divisi in due grandi categorie, che nelle forze armate prendono il nome di marescialli (chiamati "capi" nella Marina Militare) e sergenti (chiamati Brigadieri nei Carabinieri e nella Guardia di Finanza).
Dopo le grandi riforme strutturali degli anni novanta, la differenza fondamentale consiste nel fatto che al ruolo sergenti accedono, tramite concorso pubblico seguito da apposito corso di specializzazione, coloro che hanno maturato una consistente esperienza nel ruolo truppa, mentre nel ruolo marescialli si può accedere anche da concorso esterno se si è in possesso di un valido titolo di studio (in questo caso, però, sarà necessario superare un lungo corso di formazione e addestramento, solitamente biennale). I sottufficiali hanno mansioni simili, ma i marescialli sono gerarchicamente posti al di sopra dei sergenti. Sia i marescialli che i sergenti sono inquadrati in diversi gradini gerarchici, e hanno una propria progressione di carriera; le carriere delle due categorie sono indipendenti l'una dall'altra. Tuttavia i sergenti possono eventualmente transitare nel ruolo marescialli superando un apposito concorso interno.
Ai sottufficiali, gerarchicamente inquadrati tra le categorie ufficiali e truppa, di cui costituiscono il principale raccordo, è affidato il comando di unità minori (in genere squadre e plotoni), o la direzione di sezioni logistiche o amministrative (officine meccaniche di reparto, sezioni lavori.....), oppure in marina il comando di piccole unità navali, ed in aeronautica la responsabilità dell'efficienza complessiva di un velivolo. Essi non hanno mai ruolo direttivo; tuttavia gli appartenenti ai gradi apicali del ruolo marescialli sono talvolta chiamati a svolgere funzioni direttive vicarie: come ad esempio i primi Marescialli dell'Esercito possono assumere l'incarico di Sottufficiale di Compagnia / Battaglione / Reggimento assumendo funzioni di raccordo tra il personale dei ruoli marescialli, sergenti e truppa e la catena di comando (per quanto attiene disciplina, aspetto formale, ecc. come Il Command Sergeant Major delle FF.AA. USA) Inoltre i Marescialli aiutanti sUPS dei Carabinieri, che svolgono mansioni di ufficiale di pubblica sicurezza nelle località che ne sono sprovviste.
[modifica] Truppa
La truppa è la categoria di base del personale militare, di cui costituisce la maggioranza. Ai suoi appartenenti è raramente affidato un incarico di comando o di coordinazione, ed il loro compito in genere consiste nell'esecuzione di ordini ricevuti. Talvolta a coloro che nel ruolo truppa hanno una consistente esperienza ed hanno dimostrato particolare affidabilità può essere affidato il comando della più piccola unità operativa (ad esempio il comando della squadra o di una pattuglia).
In Italia la parola truppa era usata nel periodo della leva e talvolta in senso dispregiativo. Oggi per le forze armate professionali la legge parla di ruolo volontari per l'Esercito, la Marina e l'Aeronautica; ruolo Appuntati e Carabinieri per i Carabinieri); e ruolo Appuntati e Finanzieri per la Guardia di Finanza.
[modifica] Forze armate e forze dell'ordine italiane
Nelle forze armate italiane la gerarchia dei gradi è la seguente, in ordine decrescente.
Tra parentesi la categoria di correlazione tra i gradi NATO, secondo la documentazione STANAG 2116. Questo è un documento NATO (standardization agreement cioè accordo sulla standardizzazione) per le equivalenze dei gradi militari dei paesi membri, chiamato NATO Codes for Grades of Military Personnel.
Lo STANAG 2116 ripartisce tutti i gradi militari in tre categorie: Officer, ufficiale (abbreviato OF), Warrant Officer, letteralmente «ufficiale comandato» e senza corrispondenza diretta coi gradi italiani (abbreviato WO) e Other Rank, altri gradi (abbreviato OR). Ciascuna di queste è ripartita in diversi livelli gerarchici.
Sono inclusi, come termine di paragone, anche i gradi della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato.
Il comando dei suddetti corpi armati dello Stato è sempre assegnato ad un ufficiale di livello OF-8. Questi, però, per assumere rango gerarchico superiore nei confronti dei pari grado porta una stelletta bordata di rosso in più sulle controspalline. La bordatura rossa indica la provvisorietà della stelletta, che permane fino a quando si svolge l'incarico speciale di comandante (nei corpi militari chiamato capo di Stato Maggiore). Tuttavia, pur portando quattro stelle sulle controspalline (di cui una bordata di rosso a sottolineare l'occupazione di un incarico superiore), questi rimangono pur sempre ufficiali di livello OF-8.
Il capo della Polizia, ad esempio, è un prefetto e può provenire sia dalla carriera della Polizia di Stato che dalla carriera prefettizia. Egli è nominato capo della Polizia - direttore generale della pubblica sicurezza - con la funzione di coordinamento di tutte le forze di polizia impegnate nella tutela dell'ordine e la sicurezza pubblica. Entrambi sono paragonabili ad ufficiali di livello OF-8.
Il grado apicale di generale o di ammiraglio, di livello OF-9 è stato introdotto esclusivamente per conferirlo a chi assume l'incarico di capo di Stato Maggiore della Difesa, poiché costui esercita il comando interforze su tutti i corpi armati dipendenti dal Ministero della Difesa, incluso il Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, anche se quest'ultimo non può ancora esercitare la carica di capo di Stato Maggiore della Difesa.
Non esiste un incarico analogo per le forze dell'ordine, in quanto queste dipendono da ministeri diversi.
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
- Gradi degli eserciti della NATO
- Scaglione (araldica) elemento araldico da cui sono derivati i simboli di alcuni gradi militari.
- Gradi dell'esercito svizzero
- Gradi della Regia Marina
[modifica] Altri progetti
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