Giuseppe Pignatelli

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San Giuseppe Pignatelli di Fuentes
San Giuseppe Pignatelli: incisione di Alfred HAMY, Galerie illustrée de la Compagnie de Jésus, 1893
San Giuseppe Pignatelli: incisione di Alfred HAMY, Galerie illustrée de la Compagnie de Jésus, 1893

Religioso

Nascita 27 dicembre 1737
Morte 15 novembre 1811
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 1933
Canonizzazione 1954
Ricorrenza 24 novembre

Giuseppe Pignatelli di Fuentes (Saragozza, 27 dicembre 1737Roma, 15 novembre 1811) fu un gesuita spagnolo proclamato santo nel 1954 da papa Pio XII.

Era figlio di Antonio, capostipite della linea familiare dei conti di Fuentes e di Maria Francesca de Moncayo Blanes y Centelles, contessa di Fuentes.

Viene considerato l'elemento chiave che segnò il passaggio dai vecchi gesuiti soppressi ed esiliati dal 1759 e i nuovi riformati e reinstaurati nel 1814.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò nel collegio di Saragozza della Compagnia di Gesù a 12 anni, insieme al fratello Nicola ed entrò nella Compagnia all'età 16 anni. Si ammalò di tubercolosi, affezione che lo segnò per il resto della sua vita. Proprio questo male gl'impedì di vedere esaudito un suo desiderio, quello di andare a lavorare nelle missioni fra gl'indiani d'America.

Ordinato a 25 anni nel 1762, venne espulso per ordine di re Carlo III insieme ad altri gesuiti il 3 aprile 1767 e preferì condividere la sorte dei suoi confratelli, piuttosto che sfruttare il suo lignaggio di nascita per evitare l'esilio.

Erano tempi amari per l'Ordine in tutta Europa, tanto che i gesuiti vennero espulsi dal Portogallo, disciolti in Francia, deportati dalla Spagna, dal Regno delle due Sicilie, dal ducato di Parma e Piacenza e da Malta. Riuscirono a sopravvivere solo nei regni di Russia, Prussia e nella regione della Slesia. Un duro colpo giunse da Papa Clemente XIV che nel 1773 emanò l'editto Dominus ac Redemptor decretando lo scioglimento della Compagnia di Gesù.

Giuseppe comunque tenne duro e riuscì a raggruppare intorno a sé a Bologna i confratelli rimanenti e a guidarli nonostante tutte le difficoltà del momento e la sua precaria salute: un passo che favorì la restaurazione dell'Ordine tre anni dopo la sua morte. Uno dei momenti chiave fu quello con Papa Pio VI, che concesse la riunione dei gesuiti di tutti i Paesi con i superstiti che si trovavano in Russia. Inoltre, il Pontefice stabilì l'apertura di un noviziato a Colorno, in Italia, nel Ducato di Parma, incaricando proprio Giuseppe Pignatelli di ricoprire la carica di maestro dei novizi. Successivamente, nel 1800, Pio VII dispose la definitiva rinascita dell'Ordine, del quale il Pignatelli divenne Padre Provinciale, mentre nel 1801, Carlo Emanuele IV, re di Sardegna, ripristinò il diritto dei gesuiti a risiedere nel suo regno (egli entrò nel noviziato della Compagnia l'11 febbraio del 1815). Dopo l'incertezza del periodo napoleonico, Giuseppe poté ricostruire altre due case per la Compagnia di Gesù, a Roma e a Napoli. Beatificato il 21 maggio 1933, salì all'onore degli altari il 12 maggio 1954.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Archivio di Casa Pignatelli, custodito nell'Archivio di Stato di Napoli, fondo Archivi Privati
  • Celestino Testore, S. Giuseppe Pignatelli (1737-1811): Il restauratore della Compagnia di Gesù in Italia, Tip. Pontificia Università Gregoriana, 1954

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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