Giuseppe Cocconi

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Giuseppe Cocconi (Como, 1914Ginevra, 9 novembre 2008) è stato un fisico italiano.

Cresciuto a Como, sviluppò fin da giovane una grande passione per l'astronomia. Dopo essersi laureato in Fisica all'Università di Milano, nel 1938 fu invitato da Edoardo Amaldi a partecipare ad un corso di specializzazione di sei mesi all'Istituto di Fisica di via Panisperna. Conobbe e lavorò con Enrico Fermi, Gilberto Bernardini ed Ettore Maiorana, occupandosi in particolare dello studio dei raggi cosmici. Insieme ad Enrico Fermi lavorò alla costruzione di una camera di Wilson per studiare il decadimento mesonico.

Tornato a Milano, continuò le ricerche sui raggi cosmici, usando contatori Geiger e camere a nebbia. Nel 1942 venne nominato professore di fisica all'Università di Catania, ma poté occupare tale cattedra solamente dopo il 1944, a causa dei combattimenti della seconda guerra mondiale. Durante il periodo bellico fu chiamato dall'Aeronautica militare a fare studi sui raggi infrarossi a Roma. Al termine del conflitto tornò a Milano e nel 1945 si sposò con Vanna Tongiorgi, una studentessa che aveva scelto i raggi cosmici per la tesi di laurea.

Nel 1947 il futuro premio Nobel Hans Bethe gli offerse una cattedra di fisica alla Cornell University. Rimase in questa università come Full Professor fino al 1963. Assieme alla moglie Vanna compì molti esperimenti sui raggi cosmici, dai quali emerse che i neutroni ne erano dei componenti e che gli sciami di raggi cosmici erano a volte così intensi da far ipotizzare origini extragalattiche.

Nel 1959 scrisse, assieme a Philip Morrison, un famoso articolo, "Searching for Interstellar Communications" (pubblicato sulla rivista Nature il 19 settembre), che si rivelò di fondamentale importanza per la fondazione del progetto SETI. In esso i due scienziati proposero che la frequenza migliore per cercare segnali extraterrestri fosse quella della riga di 21 centimetri emessa dall'idrogeno neutro interstellare.

Nel 1959 Cocconi fu chiamato al CERN di Ginevra per contribuire al progetto sperimentale Proton Synchrotron, che divenne operativo in novembre 1959. Fece ricerche soprattutto sullo scattering protone-protone. Tornato negli Stati Uniti, proseguì queste ricerche per due anni al Brookhaven National Laboratory. Nel 1963 Giuseppe e Vanna Cocconi si trasferirono al CERN di Ginevra, e dal 1967 al 1969 Cocconi fu presidente del Proton Synchrotron del CERN. In seguito si occupò di ricerche sulla fisica dei neutrini, collaborando con la sezione del CERN di Roma. Si ritirò dall'attività nel 1979.

Giuseppe Cocconi era noto nell'ambiente scientifico come una persona molto cordiale e di larghe vedute, curioso ed attento a tutto ciò che avveniva nel mondo, anche al di fuori della fisica. Rifiutò però sempre di associarsi ad accademie ed era restìo ad accettare premi ed onorificenze. Era molto disponibile nei confronti dei giovani ricercatori, che seguiva con interesse e dei quali incoraggiava l'entusiasmo.

Era un grande amante della natura ed il suo passatempo preferito erano le passeggiate in montagna assieme alla moglie Vanna ed altri amici. Dopo il pensionamento si rifiutò sempre di parlare in pubblico della sua vita scientifica.

Cocconi è stato, sinora, anche l'unico italiano a vincere il primo premio nella celebre competizione della Gravity Research Foundation nel 1958, con un articolo scritto insieme ad E. Salpeter Gravity Research Foundation. Si tratta di un riconoscimento internazionale da molti considerato secondo solo al Premio Nobel nel campo della Gravitazione, della Relatività di Einstein e della Cosmologia [1].

Una sezione italiana del SETI si chiama attualmente SETI-ITALIA "G. Cocconi" in suo onore.

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