Giulio Paggio
Giulio Paggio (Saronno, 20 settembre 1925 – Praga, 15 novembre 2008) è stato un antifascista e partigiano italiano.
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[modifica] Biografia
Giulio Paggio nacque a Saronno nel 1925. Durante la Seconda guerra mondiale fu un giovanissimo comandante partigiano comunista della 118ª Brigata Garibaldi "Attilio Tessaro" operante nella Val d'Ossola e nella zona di Milano-Lambrate con lo pseudonimo di "tenente Alvaro".
Impiegato all'Innocenti di Lambrate fondò e divenne comandante della Volante Rossa, un'organizzazione paramilitare comunista attiva nel milanese, che dal 1945 al 1949 si macchiò di diversi crimini.
Ricercato dalla magistratura a partire dal 1949, nel 1951 fu condannato dalla Corte d'Assise di Verona alla pena dell'ergastolo in quanto ritenuto l'esecutore materiale di due omicidi. La condanna fu confermata due anni dopo in Appello a Venezia.
Nel frattempo, Paggio era fuggito (e nello stesso periodo lo fecero anche altri italiani, fra cui tre "volantisti") in Cecoslovacchia. Dopo aver frequentato la scuola di partito organizzata del PCI, entro' a lavorare nell'emittente statale cecoslovacca "Radio Praga" e ne divenne il responsabile dei programmi in lingua italiana[1].
A "Radio Praga" rimase fino al marzo del 1976; poi venne assunto alla "Nuova rivista internazionale", dove resto' fino al raggiungimento della pensione. Completamente infondate sono le informative del Ministero degli Interni che lo indicavano arruolato agli inizi degli anni Cinquanta nella Legione straniera francese e combattente nella guerra d'Indocina.
Il 26 ottobre 1978 il neo-eletto Presidente della Repubblica Sandro Pertini firmava il decreto che concedeva la Grazia a lui, Natale Burato e Paolo Finardi.
Giulio Paggio e' scomparso il 15 novembre 2008 a Praga. La narrazione del suo funerale chiude il libro di Massimo Recchioni "Ultimi fuochi di Resistenza", edito nel 2009 da DeriveApprodi.
Nel marzo del 2011, poi, sempre DeriveApprodi ha pubblicato, di Massimo Recchioni, la sua biografia, dal titolo "Il Tenente Alvaro, la Volante Rossa e i rifugiati politici italiani in Cecoslovacchia".
[modifica] Note
- ^ Cesare Bermani, Storia e mito della Volante rossa. Prefazione di Giorgio Galli, Nuove Edizioni Internazionali, 1997.
[modifica] Bibliografia
- "I pistoleros della volante rossa forse dalla cortina di ferro a Cuba", articolo del quotidiano Corriere della Sera del 3 febbraio 1962.
- "L'Unità", 27 febbraio 1949.
- Paolo Pisanò, Le Sanguinose imprese della Volante Rossa 1948. Quello che la scuola di Berlinguer eviterà di ricordare, in "L'Uomo Qualunque", 1998.
- Cesare Bermani: rivista Primo Maggio (aprile 1977) saggio «La Volante Rossa (estate 1945-febbraio 1949)»
- Cesare Bermani, Storia e mito della Volante rossa. Prefazione di Giorgio Galli, Nuove Edizioni Internazionali, pp. 160 - 1997
- Carlo Guerriero e Fausto Rondinelli – “La volante rossa” - 1996
- G.Fasanella e G.Pellegrino, "La guerra civile" , Rizzoli, 2005
- Massimo Recchioni, "Ultimi fuochi di Resistenza: Storia di un combattente della Volante Rossa", Derive Approdi, 2009
- Massimo Recchioni, "Il Tenente Alvaro, la Volante Rossa e i rifugiati politici italiani in Cecoslovacchia", Derive Approdi, 2011