Frequenza dei fotogrammi

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La frequenza dei fotogrammi (spesso indicata in lingua inglese frame rate) è la frequenza di cattura o riproduzione dei fotogrammi che compongono un filmato. Un filmato, o un'animazione al computer, è infatti una sequenza di immagini riprodotte ad una velocità sufficientemente alta da fornire, all'occhio umano, l'illusione del movimento. La frequenza dei fotogrammi viene misurata in hertz (Hz), nei monitor a scansione progressiva, oppure espresso in termini di fotogrammi per secondo (fps).

Standard[modifica | modifica wikitesto]

Le modalità di scansione video standard - e le relative frequenze - utilizzate in ambito televisivo e cinematografico sono:

  • 60i (60 o 59,94 semiquadri al secondo = 29,97 fps) è il sistema di scansione interlacciata standard per il sistema di codifica analogico NTSC (comunemente utilizzato dalle TV statunitensi). Lo standard fu sviluppato da Philo Farnsworth e Vladimir Zworykin nel 1934[1] e adottato dal sistema NTSC nel 1941. Con l'introduzione del colore nel 1953, l'originale frame rate fu ridotto di un fattore 1000/1001 al fine di evitare le interferenze tra la sottoportante croma e la portante audio del segnale.
  • 30p è uno standard non interlacciato a 30 fps. La scansione progressiva, rispetto a quella interlacciata, migliora la qualità dell'immagine e viene utilizzata per contenuti ad alta definizione; lo standard 30p permette, infatti, una riproduzione video priva di artefatti. Questo frame rate fu utilizzato, tra il 1954-1956, anche dal formato cinematografico ad alta definizione Todd-AO.[2]
  • 24p è sistema di scansione non interlacciato a 24 fps, originariamente concepito per il montaggio non lineare, ma largamente utilizzato anche per motivi estetici a motivo della resa simile, in termini di movimento, a quella della pellicola cinematografica. Nella conversione al sistema NTSC, il frame rate viene rallentato a 23,976 fps, mentre in quella a PAL o SECAM viene velocizzato a 25 fps. La modalità 24p fu lo standard de facto del cinema sonoro della metà degli anni 1920.[3]
  • 50p e 60p sono le modalità non interlacciate utilizzate dai sistemi HDTV. Questi formati, tuttavia, non fanno parte degli standard ATSC e DVB.
  • 120p è uno standard non interlacciato a 120 fps che verrà utilizzato dai sistemi UHD.[4]

Interlacciamento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi interlacciamento.

Un fenomeno correlato al numero di fotogrammi al secondo - in particolare su uno schermo a tubo catodico - è lo "sfarfallio" (flicker) dell'immagine ovvero un cambiamento continuo di luminosità che compromette la qualità dell'esperienza visiva. Poiché questo effetto è dovuto alla bassa frequenza con cui sono "ravvivati" i fosfori sullo schermo, si è cercato di eliminarlo aumentando il frame rate; per fare questo, senza aumentare anche la larghezza di banda del segnale, si è optato per il cosiddetto interlacciamento: ogni fotogramma al secondo viene suddiviso in due semiquadri ovvero vengono prima visualizzate solo le righe dispari dell'immagine, poi solo quelle pari. In questo modo, anche se ogni riga è aggiornata 25 (o 29,97) volte al secondo, come per esempio negli standard televisivi analogici PAL e NTSC, ogni zona dell'immagine è tracciata due volte, quasi come se fossero scansionati 50 (PAL) o 59,94 (NTSC) fotogrammi al secondo.

Frame rate e visione umana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Persistenza della visione.

Il frame rate minimo di un filmato, affinché l'apparato visivo umano non percepisca sfarfallii e artefatti, si attesta sui 30 fps (30 Hz), ma può anche essere superiore per gli oggetti che si muovono molto veloci sullo schermo. Sebbene un filmato sembri mostrare delle immagini in movimento, infatti, in realtà ciò che viene visualizzato è una sequenza di immagini fisse. Una prima spiegazione del fenomeno dal punto di vista biologico, fu ipotizzata dal fisico belga Joseph Plateau, nel XIX secolo, secondo il quale la percezione del movimento continuo era dovuta alla persistenza delle immagini sulla retina, ma questa teoria fu successivamente smentita da Max Wertheimer: è il cervello che, secondo meccanismi non ancora del tutto chiariti, esegue un'operazione di "assemblaggio" dei singoli fotogrammi, interpretandolo come un movimento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gary Edgerton, The Columbia History of American Television, Columbia University Press, 2009, p. 51–52. ISBN 978-0-231-12165-1.
  2. ^ Todd-AO Specifications at a Glance, Widescreen Museum.
  3. ^ Kevin Brownlow, Silent Films: What Was the Right Speed? (1980).
  4. ^ Dario D'Elia, TV Ultra HD europea nel 2015 grazie ai satelliti Eutelsat in Tom's Hardware, L'Espresso, 8 gennaio 2013, p. 1. URL consultato il 10 febbraio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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