Fantasma di Texarkana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Fantasma di Texarkana (inglese: the Texarkana Phantom) è lo pseudonimo dato ad un assassino seriale che ha agito a Texarkana (Texas) nel 1946, dal 23 febbraio al 4 maggio 1946.

Tra gli altri nomi affibbiatigli vi è assassino al chiaro di luna (inglese: the Moonlight Murderer), poiché alcune vittime vennero uccise la notte di luna piena.

Omicidi[modifica | modifica wikitesto]

La notte del 23 febbraio 1946, Jimmy Hollis (24 anni) e la sua compagna, Mary Jeanne Larey (19 anni), vengono aggrediti nella loro auto mentre sono appartati. Dopo una colluttazione con Jimmy, l'assalitore aggredisce sessualmente Mary, ma scappa dopo aver visto una volante in lontananza. Dalle testimonianze della coppietta emerge che l'uomo era alto sul metro e ottanta con il volto coperto da una maschera bianca, con praticati due fori per permettergli la vista.

A un mese dai fatti, il 23 marzo, un'altra giovane coppia, Richard Griffin (29 anni) e Polly Ann Moore (17 anni), vengono trovati assassinati. I due vengono rinvenuti in una strada poco fuori Texarkana, uccisi con delle fucilate e alcuni colpi di revolver 32 alla nuca. Alcune scie di sangue trovate a pochi metri di distanza dall'auto fa presumere che i due siano stati uccisi in strada e successivamente messi nel veicolo.

In aprile, vengono trovati morti altri due giovani del posto, il diciassettenne Paul Martin e Betty Jo Booker di 15 anni, presso il "Spring Lake Park". Il cadavere di Marin viene trovato a poca distanza dalla sua auto abbandonata in una strada di campagna vicina al parco, mentre quello di Betty nei dintorni del bosco lì concomitante. Come nel caso di duplice omicidio precedente, anche i due corpi sono stati uccisi con una revolver 32.

A seguito dell'escalation di violenza che ha dilagato nella località, la Gazzetta di Texarkana soprannomina il misterioso assassino "Fantasma di Texarkana", per via del suo mascheramento.

La polizia rafforza i pattugliamenti in città, e proprio questo provoca un radicale cambiamento nel modus operandi dell'assassino. Il 4 maggio, un uomo viene aggredito nella proprietà personale della Contea di Miller, a pochi chilometri da Texarkana. La stessa notte avviene l'ultimo omicidio, quello di Virgil Starks, assassinato mentre è affacciato alla finestra della camera del salotto.

I successivi riscontri effettuati dalla polizia hanno dimostrato che i proiettili sparati dall'assassino sono però di una semiautomatica 22, ma la pista seguita dagli inquirenti insiste nel colpevolizzare dell'uccisione il fantasma.

Due giorni più tardi, viene ritrovato il corpo pugnalato a morte di Earl McSpadden legato alle rotaie della ferrovia. Nonostante la polizia archivi il caso come suicidio, i giornalisti locali insistono nell'indicare come autore del fatto il fantasma di Texarkana.

Sospetti[modifica | modifica wikitesto]

Le indagini della polizia portarono a identificare l'assassino come Youell Swinney, un ventinovenne (all'epoca dei fatti) con precedenti per rapina e aggressione, arrestato a luglio dello stesso anno con l'accusa di essere l'omicida.

L'arresto giunge dopo le dichiarazioni della moglie di Swinney, convinta della colpevolezza del marito e successivamente pentita e considerata testimone inattendibile. L'uomo non confessò mai gli omicidi, ma nel 1947 fu incarcerato in Texas dopo alcuni interrogatori e condannato all'ergastolo.

Nel 1970, Swinney demandò un Habeas corpus alla corte per richiedere la scarcerazione, vista l'assenza di prove con cui venne incarcerato e condannato. Ad una seconda richiesta alla corte d'appello, fu scarcerato nel 1974. Swinney morì nel 1994, e il caso del fantasma di Texarkana permane negli archivi degli omicidi seriali irrisolti.[1]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ancestry.com. Texas Death Index, 1903-2000 [database on-line]. Provo, UT, USA: The Generations Network, Inc., 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michael Newton, The Encyclopedia of Serial Killers, Checkmark Books, 2000.
  • William T. Rasmussen, Corroborating Evidence II, Sunstone Press, 2006, ISBN 0-86534-536-8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]