Ernst Lossa

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« Dovere dell'eugenetica, dovere dell'igiene razziale dev'essere quello di occuparsi con sollecitudine di un'eliminazione di esseri umani moralmente inferiori più severa di quella che è praticata oggi. Noi dovremmo letteralmente sostituire tutti i fattori che determinano la selezione in una vita naturale e libera. »
(Konrad Lorenz, 1940[1][2][3][4][5][6])
La foto ritrae Ernst Lossa. Proprio questa foto[7] fu data poco prima della sua uccisione all'infermiere amico che testimoniò al processo di Norimberga contro i medici nazisti carnefici. Ernst gli aveva scritto, prevedendo la sua imminente fine, una dedica con le parole "in memoria"[8]

Ernst Lossa (Augusta, 1 novembre 1929Irsee, 9 agosto 1944) è stato un ragazzo Jenisch, cittadino tedesco bavarese. A soli 14 anni fu ucciso nella clinica di Irsee con due iniezioni letali di morfina e scopolamina[9] durante la seconda fase dell'eutanasia nazista, la cossidetta eutanasia selvaggia. Nella sua cartella clinica i medici nazisti scrissero: la morte è stata causata da broncopolmonite.

La storia di Ernst Lossa[modifica | modifica wikitesto]

Lossa nacque ad Augusta nella Germania bavarese da genitori Jenisch, un ceppo nomade di zingari.[10][11] La sua famiglia, composta dal padre Christian, dalla madre Anna e due sorelline più piccole, per guadagnarsi da vivere, girava le città bavaresi e del sud della Germania, disegnando immagini religiose.[12].

Lo Zigeuner-Buch, 1905

I genitori di Ernst, già dal lontano 1905, erano stati schedati dal governo del Länder in cui vivevano, ed inseriti nel zigeuner buch, il libro degli zingari.

Quando sale al potere Adolf Hitler, poco dopo la nascita di Ernst, in virtù della politica razziale dei nazisti, la vita, per tutti gli zingari, compresi gli stessi genitori di Ernst, diventa durissima a causa di divieti, di discriminazioni ed emarginazioni perpetuate contro le razze diverse, ritenute inferiori a quella ariana e che sfocerà ben presto in persecuzione, internamento ed eliminazione fisica.

Quello fu il periodo in cui la politica di eugenetica nazista fu applicata anche agli stessi cittadini ariani handicappati o ammalati, considerati inutili e costosi sia per l'entità delle cure, sia per i sussidi di assistenza da costoro percepiti e sottratti, secondo l'ottica nazista, all'apparato bellico tedesco. Per abbattere i costi, per tutti questi fu prevista l'eliminazione fisica con un programma scientifico, sistematico e segreto: l'eutanasia.

La famiglia Lossa non fu risparmiata da un simile trattamento. Accusati di essere zingari e venditori ambulanti ai genitori di Ernst fu tolta dapprima la patria potestà, Ernst e le due sorelline più piccole furono affidate di conseguenza ad un orfanotrofio di Augusta. La madre di Ernst poco dopo muore di tubercolosi, all'epoca Ernst aveva solo 4 anni. Il padre invece, dopo essere stato arrestato fu deportato prima nel campo di concentramento di Dachau e quindi nel Campo di concentramento di Flossenbürg, dove troverà in seguito, la morte.

Ormai orfano, il piccolo Ernst vive una infanzia difficile, senza nessuna guida affettiva. Viene considerato dai medici e dagli educatori, un bambino difficile, irrequieto, ineducabile ed irrecuperabile. Viene messa in discussione la sua stessa sanità mentale per la convinzione razzista dei medici nazisti secondo la quale, essendo zingaro, Ernst fosse predisposto di natura ad avere turbe psicologiche. La sua candidatura al programma di morte per eutanasia, era stata decisa.

È così che dopo un'infanzia di maltrattamenti e discriminazioni, non ultima una permanenza nel riformatorio giovanile di Dachau nel 1940, il giovane Ernst viene mandato nel 1942 all'ospedale psichiatrico di Kaufbeuren che si trova a pochi chilometri dalla sua filiale, la clinica della morte nel villaggio bavarese di Irsee.

Ernst, giovane vittima del programma di eutanasia selvaggia[modifica | modifica wikitesto]

Kaufbeuren e Irsee, sede e filiale delle esecuzioni per eutanasia
« Il giorno prima di morire mi lasciò una foto con la dedica 'In memoria' sul retro. Gli chiesi come mai mi aveva dato quella foto, rispose che era sicuro che sarebbe morto in quell'istituto e mi raccomandò che, siccome ero l'unica persona a volergli bene, fossi io a seppellirlo quando sarebbe morto. - Il giorno dopo Ernst Lossa fu ucciso tramite due iniezioni letali.  »
(Deposizione di un infermiere al 'processo ai dottori' del processo di Norimberga, Norimberga 1946.[13])

L'istituto psichiatrico di Kaufbeuren fu tristemente noto per il medico e psichiatra Valentin Falthauser, suo direttore. Falthauser fu l'inventore della cosiddetta Dieta E (Sonderkost), una dieta da fame, priva di grassi, a base di sole rape, cavoli e mele. Dieta 'mortale', imposta alle vittime, bambini ed adulti, per destinarle alla morte.

Questa invenzione ebbe così successo che si estese ben presto a tutti i reparti di eutanasia della Germania nazista. Nelle intenzioni di Falthauser, quella dieta doveva portare ad una morte lenta in un periodo di massimo tre mesi.

Questo medico nazista fu un zelante fautore dell' eutanasia perpetuata fra la sede di Kaufbeuren e e la sua vicina filiale di Irsee. Quando la Germania si arrese, e Falthauser fu arrestato dagli americani, si scoprì che il medico aveva continuato ancora ad uccidere dopo la fine della guerra.

La sua ultima vittima era stata eliminata infatti il 29 marzo 1946, ovvero 21 giorni dopo la resa della Germania. Suor Wörle, una delle tante infermiere di Kaufbeuren ammise, senza nessuna riserva, di aver ucciso 210 bambini e di aver ricevuto un surplus di 35 marchi al mese sul suo normale stipendio per lo straordinario dedicato a quelle uccisioni.[14].

L'ospedale psichiatrico di Kaufbeuren, Luglio 1945, Sul cartello all'ingresso era scritto: "Luogo per sanare e curare"

La clinica di Irsee a pochissimi chilometri dalla casa madre di Kaufbeuren e diretta sempre dal Falthauser non faceva eccezione, anche qui venivano usati gli stessi metodi praticati nella sede centrale, dove per camuffare le reali opere di quell'istituto, un cartello all'ingresso recitava : Luogo per sanare e curare .[15]Si calcola che in queste due cliniche furono soppressi da 1200 a 1600 pazienti, tra cui circa 210 bambini.[16]. Le due cliniche inoltre, furono luogo di transito per migliaia di persone, da eutanasizzare in massa, avviate verso più noti campi di sterminio.[17]

Oltre alla Dieta E, in questi due centri della morte venivano somministrate anche terapie con iniezioni che prevedevano più soluzioni : Allucinogeni pericolosi come la scopolamina, alcaloidi tossici come la morfina e barbiturici nocivi come il veronal e il luminal. Un programma che in seguito, dopo la guerra, sarebbe stato conosciuto e denominato con il nome : Aktion T4.

Il programma Aktion T4 veniva attuato nell'ambito dell'eugenetica e dell'«igiene razziale», un programma che per i medici nazisti, quando testimoniarono a Norimberga, altro non era che un atto benevolo e pietoso, una morte per compassione.[18] Con questi metodi e con quelli praticati nei luoghi della eutanasia di massa, dove migliaia di persone venivano gasificate, nella seconda fase del programma eugenetico nazista conosciuto come eutanasia selvaggia, furono eliminate più di 140.000 persone, rispetto alla prima fase che portò alla eliminazione di solo 70.000 persone.

Il Monastero benedettino di Irsee, 1182. Il monastero dal 1939 al 1945 fu adibito come filiale dell'ospedale psichiatrico di Kaufbeuren e come tale, centro per l'eutanasia del programma eugenetico nazista.[19] Oggi è un centro congressi con albergo

Ed è proprio questo l'ambiente in cui viene a trovarsi il giovane Ernst, trasferito ben presto perché considerato, senza nessuna valida ragione, malato di mente e non educabile, da Kaufbeuren alla famigerata filiale di Irsee. Chi provenendo da Kaufbeuren arrivava ad Irsee, vi giungeva solo per essere eliminato in brevissimo tempo. La clinica di Irsee era di fatto un vero e proprio braccio della morte. Qui però grazie alla simpatia, alla compassione ed ad una certa considerazione mostrata degli infermieri, Ernst che doveva essere eliminato nel giro di pochi giorni, resiste' addirittura un anno e mezzo. Dagli infermieri Ernst era considerato gentile e disponibile e sapevano che molte volte procurava del cibo agli internati più bisognosi, in genere mele precedentemente da lui rubate.

Dinnanzi al procrastinare degli altri infermieri per somministrargli iniezioni letali, i responsabili del comprensorio di Kaufbeuren-Irsee incaricarono del compito probabilmente l'infermiera nazista Pauline Kneissler, la cui fama era nota per aver procurato la morte per eutanasia a moltissime persone sia civili che militari. La Kneissler con la scusa di somministrare un vaccino contro la febbre tifoidea, somministrò a Ernst un'overdose di un cocktail micidiale di morfina e scopolamina. Il 9 agosto 1944 Ernst Lossa muore nella clinica di Irsee.

I dipendenti della clinica, che in seguito testimoniarono al processo di Norimberga, asserirono che Lossa sapeva delle uccisioni che venivano fatte nell'istituto, sapeva anche che quella stessa sorte sarebbe presto toccata anche a lui. Si sospetta che, la conoscenza di Ernst su queste esecuzioni, motivò il direttore amministrativo della clinica Josef Frick e probabilmente anche il medico Valentin Faltlhauser[20], ad eliminare Ernst.

La deposizione di un infermiere al processo di Norimberga[modifica | modifica wikitesto]

Nel processo ai dottori,[21] uno dei processi secondari di Norimberga tenutosi nel 1946, ovvero dopo quello principale celebrato ai più importanti criminali del regime nazista, la testimonianza di un infermiere di Irsee, aiutò a far luce sull'ultimo giorno di vita del giovane Lossa :

Norimberga, Processo ai dottori. Furono ascoltati 85 testimoni e esaminati 1471 documenti.[22] Dei 23 imputati, venti erano medici fra cui tre ufficiali nazisti; 7 furono assolti, 7 furono condannati a morte; i rimanenti furono condannati al carcere con diversi gradi di imputazione
« Lossa era consapevole della morte innaturale che lo attendeva. Doveva avervi visto pazienti che ricevevano pastiglie o iniezioni particolari. Sapeva di essere destinato a rimozione. Di dover morire presto... Nel pomeriggio del giorno prima di dover morire, mi regalò una foto con dedica. C’era scritto: "In memoria".

Gli chiesi: Perché "in memoria"?

E lui rispose: "Tanto io non vivo a lungo. Voglio morire quando sei di turno tu, così mi metti bene nella bara".

Però non ero in turno io: quando sono arrivato la mattina, Lossa non era nel suo letto.

Era seduto a terra nella stanza dei bambini. Aveva il viso blu, la bava alla bocca e la pelle della bocca e del corpo sembravano borotalco, tanto erano squamate.

Ho provato a parlargli ma non... È morto nel pomeriggio.

La diagnosi fu di broncopolmonite. »

(Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute, di Marco Paolini tratto dal sito del Museo del giocattolo di Napoli[23])


A questo processo fu chiaramente stabilito che Ernst non era ammalato e non soffriva di nessuna turba psichica[24] e come qualsiasi altro ragazzo con problemi esistenziali, era educabile.

Una trasmissione televisiva in ricordo di Ernst Lossa[modifica | modifica wikitesto]

« Ausmerzen è un vocabolo antico, appartiene a un lessico popolare, è una parola pronunciata dalle bocche dei pastori, viene da marzo e indica qualcosa che va fatto in quel tempo, ha un suono dolce ma un significato duro: a marzo, prima della transumanza, gli animali più deboli, quelli che non reggerebbero il viaggio, vanno soppressi.. Cento anni fa, alla fine della Belle Époque, Ausmerzen è la strada intrapresa dall’eugenetica tedesca »
(Roberto Saviano commentando il libro di Marco Paolini , Ausmerzen[25])
Il drammaturgo, attore e regista Marco Paolini

Media di tutto il mondo hanno dedicato a Ernst Lossa ampi servizi televisivi, radiofonici, giornalistici e siti specializzati sul Web. Un servizio televisivo italiano su Lossa, preparato per il 26 gennaio 2011, alla vigilia del giorno della memoria è stato quello del drammaturgo, attore e regista Marco Paolini, trasmesso dalla rete televisiva italiana LA7.

La trasmissione seguita da un milione e settecentomila spettatori e intitolata : AUSMERZEN – Vite indegne di essere vissute era introdotta da Gad Lerner, e il repertorio del drammaturgo, considerato uno degli attori italiani più impegnati nel teatro di narrazione, consisteva in un lungo monologo, sceneggiato in un ambiente scarno e disadorno e trasmesso in diretta. Avendo come tema gli ospedali psichiatrici sotto il regime nazista, la trasmissione ebbe come teatro alcuni locali dall’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano.

Nel generale tema dell'Olocausto, Paolini affrontava il tema dell'eugenetica nazista e dell'eutanasia, raccontando anche la storia particolareggiata, fatta anche di dialoghi, della eliminazione del giovane jenisch, Ernst Lossa.

La trasmissione è costata a Paolini due anni di lavoro fatto di ricerche sulla documentazione del progetto Aktion T4. Spiegando lo scopo del suo lavoro, Paolini ha detto :

« Questo lavoro è frutto di due anni di ricerche, di incontri con testimoni e con specialisti. È una narrazione cruda, nitida, razionale. Io non sono l’officiante di un rito della memoria, ma ne sono un cronista. E faccio la cronaca di una storia di cui pochi sanno moltissimo e molti non sanno nulla, dunque cerco di non maltrattare né gli uni né gli altri. Anch'io ne sapevo pochissimo fino a qualche tempo fa.

Serve provare a raccontarla perché non penso sia solo archeologia storica, e neppure una storia solo tedesca. Pone domande difficili, che riguardano il presente, e forse è per questo essere difficili che non ce le poniamo volentieri. Ho chiesto aiuto a Gad Lerner per far sì che queste domande emergano dopo il racconto, dalle impressioni e dalle osservazioni degli spettatori in sala, ma sono sicuro che saranno le stesse che si porranno in tanti da casa. »

(Marco Paolini[26])

Alla trasmissione, un anno dopo, è seguita anche la pubblicazione di un libro, a cura di Mario Paolini e Michela Signori, ed un DVD sullo stesso tema e con lo stesso titolo.[27]

Nebbia nel mese di Agosto, il libro di Robert Domes, uno strumento didattico[modifica | modifica wikitesto]

Tre pietre commemorative vicino a Irsee per tre vittime uccise per eutanasia, fra cui Ernst Lossa

L'opera più importante su Ernest Lossa è quella dell'autore e giornalista bavarese di Ichenhausen, Robert Domes,[28] il libro Nebbia nel mese di Agosto. Domes ha indagato per cinque anni consultando archivi storici, facendo sopralluoghi e intervistando centinaia di persone.

Alla domanda Perché era necessario che Ernst morisse ? Domes risponde: "Penso che sia stato un testimone scomodo". Ed è da questa probabile ipotesi che prende forma e viene analizzata in maniera particolareggiata tutta la breve vita di Ernst fra cui gli ultimi anni che lo videro ospite fra Kaufbeuren ed Irsee.[29]

Il dott. Michael von Cranach direttore dell'ospedale di Kaufbeuren, nonché primario della clinica di Psichiatria dell'Università della stessa città[30] a cui va il merito di aver fatto luce sugli anni bui della eutanasia nazista a Irsee e a Kaufbeuren, e per l'impegno mostrato nell'aver denunciato con saggi, mostre e convegni, il silenzio che regnava fino a pochi anni fa su quanto accadeva realmente in quelle due città bavaresi, parlando del libro di Robert Domes fa notare: Questo libro è un grande successo, ed è usato [oggi] in molte scuole come strumento didattico.[31]

Ad avviso di Cranach il testo del giornalista bavarese è un libro da cui imparare in maniera concreta la persecuzione razziale e in cui la comprensione degli eventi, va al di là dei soli fatti storici.

Il libro di Robert Domes è stato realizzato anche in Edizione digitale formato kindle.

Il Museo italiano dedicato al ricordo di Ernst Lossa a Napoli[modifica | modifica wikitesto]

« Il Museo del Giocattolo di Napoli è un museo dedicato al ricordo di Ernst Lossa, il bambino zingaro ucciso nel 1944, a quattordici anni, dalla feroce campagna nazista di eugenetica, dopo un anno e mezzo di detenzione nel braccio della morte di un ospedale psichiatrico. Ernst è il simbolo di un'infanzia negata e, più in generale, della violenza contro il diverso, specie se debole. »
(Sito del Museo del giocattolo di Napoli. Intestazione della homepage che ne spiega la dedica)

Il museo, una delle più importanti collezioni di giocattoli antichi in Italia, vuole secondo le intenzioni degli organizzatori, assolvere ad una doppia funzione: proporre un'analisi sul contributo formativo del giocattolo nei secoli ed essere fulcro per la sensibilizzazione dell'arte in generale, partendo proprio dall'arte minore che riguarda il giocattolo.

Il museo contiene generi di giocattoli diversi, dalle bambole ai giocattoli di latta; dai giocattoli di legno ai giochi da tavolo; dai pupazzi ai giocattoli militari.[32] e nasce grazie alla collezione di oltre 1500 giocattoli del docente del Suor Orsola, Vincenzo Capuano.[33]

Il Museo del Giocattolo di Napoli è dedicato alla memoria di Ernst Lossa per ricordare la normale infanzia che a Ernst fu negata dalle vessazioni e soprusi del sistema criminale nazista.[34][35]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Éloge de la différence, di Albert Jacquard, pag. 90, Editions du Seuil, 1981
  2. ^ Les scientifiques et le racisme, di Pierre Thuillier, La Recherche, 1974
  3. ^ Une Ecole qui Tient Parole di Georges Oltra, preface di Jean-Charles Thomas, pag.221,222, L'Harmattan 1998
  4. ^ articolo apparso nel 1940 nella rivista Zeitschrift fur angewandte Psychologie und Charakterkunde
  5. ^ Leon Heisenberg nel numero di Science dell'aprile 1972
  6. ^ Biopolitica. Il Nuovo Paradigma, di Stefano Vaj. par.: La "tentazione eugenetica" , Società Editrice Barbarossa, Milano 2005
  7. ^ Marco Paolini: Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute, Einaudi Torino 2012 ISBN 978-88-06-21017-5 (DVD:ISBN 978-88-06-21241-4)
  8. ^ Marco Paolini: Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute, Einaudi Torino 2012 ISBN 978-88-06-21017-5 (DVD: ISBN 978-88-06-21241-4)
  9. ^ Sito : Jenischer bund in Deutschland und Europa e.V.
  10. ^ Già considerati zingari nella Germania pre nazista, tanto da essere schedati come tali nel zigeuner buch, di fatto furono accolti nella comunità zingara, la Romani Union, solo dopo la seconda guerra mondiale :UFC - Ufficio federale della cultura -Definizioni
  11. ^ «Kinder zwischen Rädern». Kurzfassung des Forschungsberichtes «Das Hilfswerk für die Kinder der Landstrasse» - pubblicato su mandato dell’Ufficio federale della cultura N. 67 della collana <undKinder> dell’Istituto Marie Meierhofer, Zurigo 2001, p. 13
  12. ^ Giadinskj Wordpress
  13. ^ Riassunto da: Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute, di Marco Paolini, Einaudi Torino 2012 ISBN 978-88-06-21017-5 (DVD: ISBN 978-88-06-21241-4)
  14. ^ Gli omicidi di Suor Worle
  15. ^ Articolo di Repubblica
  16. ^ [Dal Weblink Petra Schweizer-Martinschek: Medizinversuche an behinderten Kindern im Rahmen des NS-„Euthanasie-Programms]
  17. ^ Storia di Irsee, periodo 1939.1945
  18. ^ Tribunale militare di Norimberga, Documento No.426, Affidavit concerning the Nazi administrative system, the euthanasia program, and the sterilization experiments. Harvard Law School Library, Item No. 113
  19. ^ Irsee negli anni, dati storici
  20. ^ Emblematica la deposizione di Falthauser, direttore delle due cliniche della morte a Kaufbeuren ed Irsee, resa nel processo ai dottori il 7 e 8 luglio 1949 a Norimberga. Lo scrittore Giorgio Giannini nel suo libro Vittime dimenticate, lo sterminio dei disabili, dei ROM, degli omosessuali e dei Testimoni di Geova a pagina 27 riporta le parole che Falkthauser pronunciò a sua discolpa dinnanzi ai giudici del tribunale: " Sono un impiegato dello Stato, con un'anzianità di servizio di 43 anni [aveva 73 anni]....Come tale sono stato educato a obbedire assolutamente agli ordiuni superiori e alla legge, perciò ho considerato il decreto sull'eutanasia come una legge...Mi sono comportato con coscienza come un medico responsabile... "
  21. ^ Tribunale Militare Americano a Norimberga : Processo ai dottori
  22. ^ United States Holocaust Memorial Museum. Trials of War Criminals before the Nuremberg Military Tribunals under Control Council Law No. 10. Nuremberg, October 1946 - April 1949. Washington D.C.: U.S. G.P.O, 1949-1953
  23. ^ Museo del giocattolo di Napoli
  24. ^ La storia forse più incredibile è quella di Ernst Lossa, un ragazzino di 12 anni come tanti altri che, pur non soffrendo di alcuna malattia mentale, è stato trasferito da un orfanotrofio in un ospedale psichiatrico a causa della sua vivacità, dove mori con una iniezione di morfina - Michael Von Cranach, direttore primario della clinica di psichiatria di Kaufbeuren , Germania in Vita.it del 27.01.2006
  25. ^ Einaudi Editore, recensioni e commenti su Ausmerzen
  26. ^ Sito di Jolefilm
  27. ^ Il libro ed il DVD hanno come titolo : Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute edito da Einaudi nel 2012 a Torino. Per il libro : ISBN 978-88-06-21017-5 Per il DVD : ISBN 978-88-06-21241-4
  28. ^ Chi è Robert Domes
  29. ^ Recensione e commenti sul libro Nebbia di Agosto
  30. ^ All'inizio degli anni Novanta, Michael von Cranach agendo controcorrente ai molti che volevano insabbiare ciò che accadde negli ospedali psichiatrici nel periodo nazista condusse "una vasta ricerca negli archivi di diversi ospedali" raccogliendo una documentazione importante che presento' all'XI Congresso mondiale di psichiatria ad Amburgo nel 1999 - Giorgio Giannini, Vittime dimenticate, lo sterminio dei disabili, dei rom, degli omosessuali e dei testimoni di Geova, pagine 18-23, [[File:]] Stampa Alternativa, Viterbo 2011 ISBN 978-88-6222-274-7
  31. ^ Giudizio del Dott. Michael von Cranach su l libro di Domes: Nebbia nel mese di agosto
  32. ^ Sito del Comune di Napoli
  33. ^ Articolo de La Repubblica
  34. ^ Museo del Giocattolo di Napoli
  35. ^ Comunicato della Università degli Studî Suor Orsola Benincasa, della Regione Campania e del Comune di Napoli

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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