Eretteo (mitologia)

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Eretteo (Έρεχθέυς) è una figura della mitologia greca.

Mito[modifica | modifica wikitesto]

Era un re di Atene. Eretteo è lo stesso figlio di Erittonio, secondo gli storici attici invece sarebbe suo nipote, figlio di Pandione e di Zeusippe. Fu il sesto re di Atene e durante la guerra contro gli Eleusini capeggiati da Eumolpo figlio di Poseidone apprese dall'oracolo di Delfi che per conseguire la vittoria avrebbe dovuto sacrificare una delle sue figlie. Decise allora di sacrificare Ctonia, ma nel momento del sacrificio anche le sue sorelle si uccisero, poiché, segretamente, avevano fatto voto di morire tutte insieme. Solo Orizia, rapita nel frattempo da Borea, rimase all'oscuro della morte di Ctonia, e dunque non si suicidò.

Riportata la vittoria, Eretteo uccise Eumolpo in fuga, ma Poseidone lo punì aprendo la terra sotto i suoi piedi con un colpo di tridente e facendolo precipitare nel luogo dell'Acropoli, dove venne in seguito edificato l'omonimo tempio.

Egli è spesso confuso con suo nonno Erittonio. Suoi meriti nel governo della città furono l'introduzione del culto di Atena e la vittoria sugli Eleusini.

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

Il mitologico re fu raffigurato da Fidia in alcune metope del Partenone e nel donario di Delfi per la vittoria di Maratona. Appariva anche con Eumolpo in un gruppo in bronzo sull'Acropoli di Atene, probabilmente opera di Mirone. Nella ceramica è raffigurato in una kylix da Tarquinia (Musei di Berlino) e in scene del ratto di Ctonia su due vasi a figure rosse del V secolo a.C. (Musei di Monaco e Berlino).

Predecessore Re di Atene Successore
Pandione I 1397-1347 Cecrope II

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Ferrari, Dizionario di mitologia greca e latina, Torino, UTET, 2002 ISBN 88-7750-754-3
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