Episodi di Merlin (prima stagione)

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1leftarrow.pngVoce principale: Merlin (serie televisiva).

La prima stagione della serie televisiva Merlin è stata trasmessa nel Regno Unito dal 20 settembre al 13 dicembre 2008 sulle rete BBC One.[1]

In Italia la stagione è stata trasmessa in prima visione dal 15 dicembre 2008 al 20 gennaio 2009 su Italia 1.[2]

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Titolo originale Titolo italiano Prima TV UK Prima TV Italia
1 The Dragon's Call La chiamata del Drago 20 settembre 2008 15 dicembre 2008
2 Valiant Valiant 27 settembre 2008 15 dicembre 2008
3 The Mark of Nimueh Il segno di Nimueh 4 ottobre 2008 23 dicembre 2008
4 The Poisoned Chalice Il calice avvelenato 11 ottobre 2008 23 dicembre 2008
5 Lancelot Lancillotto 18 ottobre 2008 30 dicembre 2008
6 A Remedy to Cure All Ills Un rimedio per curare tutti i mali 25 ottobre 2008 30 dicembre 2008
7 The Gates of Avalon Le porte di Avalon 1º novembre 2008 6 gennaio 2009
8 The Beginning of the End L'inizio della fine 8 novembre 2008 6 gennaio 2009
9 Excalibur Excalibur 15 novembre 2008 13 gennaio 2009
10 The Moment of Truth Il momento della verità 22 novembre 2008 13 gennaio 2009
11 The Labyrinth of Gedref Il labirinto di Gedref 29 novembre 2008 20 gennaio 2009
12 To Kill the King Uccidere il re 6 dicembre 2008 20 gennaio 2009
13 Le Morte d'Arthur La morte di Artù 13 dicembre 2008 20 gennaio 2009

La chiamata del Drago[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

L'episodio si concentra sull'inizio delle avventure del giovane Merlino e sul suo inevitabile destino di proteggere il principe Artù. Merlino parte dalla piccola cittadina di Ealdor, luogo in cui aveva trascorso la sua infanzia, alla volta di Camelot, con la speranza di riuscire a trovare uno scopo ai suoi poteri magici. Non appena raggiunge Camelot, viene a conoscenza che il suo sovrano, Uther Pendragon, disprezza la magia e condanna a morte chiunque osi praticarla. Infatti, proprio in quel momento, un uomo accusato di magia e stregoneria viene giustiziato davanti agli occhi curiosi dell’intero regno e a quelli sofferenti della madre, che promette vendetta prima di smaterializzarsi nel nulla. Nel frattempo, Merlino prosegue il suo cammino e si reca da Gaius, il medico di corte, a cui il ragazzo salva la vita mentre rischiava di cadere brutalmente giù da una scala. Nonostante Merlino cerchi di negarla, Gaius capisce l’importanza dei suoi poteri magici ma promette di non farne parola con nessuno e di ospitarlo presso la sua dimora finché ne avrà bisogno. Ma le occasioni per mettersi nei guai non mancano: mentre si occupa di alcune commissioni affidategli da Gaius, Merlino interviene in difesa di un servitore continuamente bersagliato da quello che sembra essere uno dei tanti bulli della zona: in realtà, si tratta del principe Artù in persona, che non tarda a rinchiudere il ragazzo in cella. Gaius riesce a liberarlo la mattina successiva ma con un piccolo prezzo da pagare: Merlino diventa il bersaglio del popolo che gli lancia addosso frutta e verdura a volontà. È proprio in quel momento che fa la sua conoscenza con Ginevra, o meglio Gwen, la serva di Lady Morgana, la figliastra del re. Merlino e Artù continueranno a provocarsi a vicenda, fino a sfociare in una vera e propria lotta dove Merlino sembra avere la meglio grazie all’aiuto della magia: nonostante ciò, la lite si conclude a favore del principe, che decide comunque di risparmiare Merlino perché avverte in lui qualcosa di diverso da tutti gli altri. Quella notte, Merlino viene per l’ennesima volta svegliato da una voce che pronuncia il suo nome e decide finalmente di seguirla: il suono lo porta nei sotterranei del castello, in una grotta in cui si trova imprigionato da anni l’ultimo Grande Drago, che informa il ragazzo che il suo destino è quello di proteggere Artù. Nel frattempo, la madre dell’uomo che era stato giustiziato, ha assunto le sembianze di una cantante invitata a corte per volere di Uther e prepara la sua vendetta progettando di uccidere il figlio del re, così come lui aveva fatto nel suo caso, durante la cerimonia in cui tutti attendono il suo melodioso canto. In realtà, non appena comincia a cantare, lancia un incantesimo che fa addormentare tutti gli invitati al banchetto: tutti tranne Merlino, che capisce ciò che sta accadendo e riesce a tapparsi le orecchie in tempo. Grazie all’uso della magia, fa crollare uno dei lampadari esattamente sulla testa della donna, spezzando così l’incantesimo e facendole riassumere le sue sembianze originali. La donna, in punto di morte, raccoglie le sue ultime forze per lanciare un pugnale al cuore di Artù: è ancora Merlino a intervenire, salvando la vita del principe prima che il pugnale possa colpirlo. Artù è salvo, mentre la donna muore. Uther, per ricompensare il giovane ragazzo, nomina Merlino servitore di Artù, con il disappunto di entrambi.

Valiant[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Valiant, un cavaliere, riceve da un mercante uno scudo magico sul quale sono dipinti tre serpenti, che possono prendere vita a suo piacimento ed obbediscono ai suoi comandi. Valiant uccide il mercante proprio con i serpenti. A Camelot, intanto, si svolge il torneo annuale al quale partecipano i cavalieri di tutto il regno, per ottenere il posto del campione in carica, il principe Artù; tra questi c’è anche Valiant, che pur di vincere il torneo è disposto a uccidere i suoi sfidanti. Merlino, nel frattempo, si trova a dover affrontare il suo primo giorno in qualità di servitore di Artù: deve rigovernare i suoi cavalli, allenarsi insieme a lui per il torneo, tenere sempre in buone condizioni la sua armatura... ma i compiti sembrano accumularsi ininterrottamente e il ragazzo ricorre in alcuni casi alla magia per affrettare i tempi. Proprio mentre sta radunando l’armatura del principe, Merlino sente dei rumori provenienti dallo scudo di Valiant ed è convinto che siano opera dei serpenti che vi sono dipinti: sfortunatamente Valiant si accorge della presenza di Merlino e lo caccia via, senza che quest’ultimo possa accertarsi di ciò che aveva visto. Il giorno dopo, però, durante un combattimento Valiant ordina ai serpenti di attaccare uno dei suoi sfidanti, sir Ewan, che viene immediatamente portato da Gaius: quando questi informa Merlino che la sua ferita somiglia incredibilmente al morso di un serpente, Merlino capisce che cosa sia successo e si reca da Valiant. Lì, vede con i suoi occhi i serpenti nutrirsi e prendere vita; pertanto, corre ad informare Gaius, che però gli ordina di non dire nulla al re finché non abbia delle prove. L’unico testimone che possa provarlo è proprio sir Ewan: Valiant capisce che Ewan è il suo unico ostacolo nel compimento del suo piano e lo fa mordere nuovamente da un serpente e questa volta il morso gli è fatale. Nel frattempo, Merlino si reca da Artù, per informarlo a proposito di tutto ciò che aveva scoperto, giurandogli che si tratta della pura verità. Artù crede alle parole del suo servitore, perciò si reca personalmente a conferire con il re, affermando di avere la prova che ciò che dice è vero: il cavaliere Ewan, il testimone, e la parola di un cavaliere è molto importante secondo il regolamento. Proprio in quel momento però, Gaius li avverte della sua morte e Artù, furioso poiché Merlino gli aveva giurato di avere delle prove, è costretto a ritirare le sue accuse nei confronti di Valiant e a congedarsi. Artù ordina a Merlino di lasciare il castello, ma il ragazzo non si arrende, soprattutto perché sa che il prossimo ed ultimo sfidante di Valiant è proprio lui, il principe Artù. Se combatterà contro Valiant, andrà sicuramente incontro alla sua morte e Merlino non può permettere che questo accada: come gli ha detto il Grande Drago, il suo destino è quello di proteggere Artù. Il momento del combattimento tra Valiant e Artù arriva e Merlino mette in atto il suo piano: vuole far prendere vita ai serpenti dello scudo nel momento in cui tutti avranno gli occhi puntati verso Valiant. I serpenti vengono così liberati dallo scudo con lo stupore di tutti gli spettatori, re compreso, e il cavaliere ordina loro di uccidere Artù, disarmato e inerme. Il principe riesce però a decapitare i serpenti con una spada lanciatagli in quel momento da Lady Morgana e a colpire Valiant con una ferita letale. Artù è ancora una volta il campione del torneo: al banchetto organizzato in suo onore, Artù ammette a Merlino di aver fatto uno sbaglio nel momento in cui gli ha ordinato di lasciare il castello e di volerlo ancora come suo servitore.

Il segno di Nimueh[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

A Camelot comincia una strana epidemia che porta ad una rapida morte i contagiati. Merlino vorrebbe poter usare i suoi poteri per curarla, ma Gaius glielo impedisce. Tuttavia l'epidemia si diffonde sempre più, e quando viene contagiato il padre di Gwen, Merlino decide di curarlo con la magia nonostante Uther sospetti che la malattia sia stata causata da un mago. Il giovane compie un atto di imprudenza, infatti Gwen viene arrestata perché ritenuta colpevole di stregoneria e condannata a morte. Intanto Gaius scopre che il morbo si diffonde attraverso l'acqua, e recatosi con Merlino alla fonte, vi trovano un mostro e fuggono. Secondo Gaius la creatura può essere evocata solo da un potentissimo mago, e crede di sapere chi sia. Merlino chiede aiuto al Grande Drago e insieme a Morgana (determinata a salvare Gwen) e Artù riesce ad ucciderlo. Nel frattempo Gaius è andato da Uther e lo ha messo al corrente sul fatto che a causare il morbo sia stata Nimueh, una strega che da sempre perseguitava Uther. Gwen viene perciò liberata.

Il calice avvelenato[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nimueh è furiosa con Merlino che le ha impedito di portare a termine il suo piano per distruggere Camelot. Così decide di tendergli una trappola: approfitta dell'arrivo di Lord Beiard a Camelot per un incontro di pace con Uther. Il lord ha recato in dono al re due calici da cerimonia, uno per lui e uno per Artù. Nimueh si introduce nel castello vestita da serva e sostituisce il calice per Artù con uno avvelenato, poi avvicina Merlino e dopo aver stretto amicizia, durante la cerimonia, gli confida, mentendo, di aver visto lord Beiard mettere del veleno nel calice per Artù. Merlino interrompe la cerimonia rivelando ciò che ha appreso, ma Uther pretende delle prove. Così Merlino beve dal calice per dimostrare che è avvelenato e subito perde i sensi. Lord Beiard e i suoi vengono arrestati e Gaius porta Merlino nelle sue stanze. Scopre che l'avvelenamento è stato causato dal fiore della morte, che cresce solo in grotte sorvegliate da un basilisco e l'antidoto si ricava dalle foglie dello stesso fiore. Se Merlino non sarà curato morirà entro quattro giorni. Artù si offre di andare a prendere il fiore nonostante la pericolosità della missione, ed anche se Uther glielo vieta, parte lo stesso. Durante il viaggio Nimueh tende delle trappole ad Artù, ma lui le supera tutte, anche grazie all'aiuto di Merlino che con degli incantesimi a distanza lo protegge. Gaius intanto scopre che la potenza del fiore è stata intensificata da un incantesimo e quindi non può essere opera di Beiard. Artù torna a Camelot, ma il re lo chiude nelle segrete. Gwen riesce ad intrufolarsi e a prendere il fiore, con il quale salvano Merlino. Poi Gaius parla con Uther e lo convince ad evitare la guerra con il regno di Beiard, perché è certo che sia stata opera di Nimueh.

Lancillotto[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Merlino, mentre è in un bosco, viene attaccato da una feroce creatura e in suo soccorso interviente un giovane di nome Lancillotto, che riesce a far fuggire la bestia. Ma viene ferito, così Merlino lo porta da Gaius che lo cura. Merlino è grato a Lancillotto, e vorrebbe ripagare il favore: il giovane, infatti, sogna di diventare un cavaliere di Camelot e Merlino pensa di rivolgersi ad Artù. Gaius però gli fa notare che il primo codice di Camelot prevede che i cavalieri debbano essere dei nobili. Merlino non si lascia scoraggiare e decide di creare, con la magia, un finto sigillo di nobiltà. Lancillotto inizialmente non voleva imbrogliare, ma si lascia convincere da Merlino: Gwen realizza un'armatura per lui e supera la prova di ammissione. Ma prima di essere nominato cavaliere, e poter partecipare alla battaglia contro il grifone (la creatura da cui Lancillotto aveva salvato Merlino), l'inganno viene scoperto e Lancillotto condannato a morte. Intanto si scopre che la bestia non muore dopo che Artù le aveva inferto un colpo mortale, e secondo Gaius è una creatura della magia e può essere sconfitta solo con essa. Artù e i cavalieri la affronteranno comunque, così Merlino comincia ad esercitarsi con un incantesimo per ucciderla, ma senza successo. Quando Artù libera Lancillotto intimandogli di lasciare Camelot, e Lancillotto in segreto decide di provare a sconfiggere la bestia, Merlino lo segue. Mentre Artù e gli altri sono svenuti, Lancillotto affronta il grifone e grazie all'incantesimo di Merlino lo sconfigge. Artù in seguito vorrebbe ricompensarlo con la nomina a cavaliere, al contrario di Uther, ma Lancillotto, parlando con Merlino, rivela di averlo visto usare la magia, che manterrà il segreto ma che non vuole prendersi il merito e, congedando Artù e Uther, lascia Camelot.

Un rimedio per curare tutti i mali[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Lady Morgana si ammala di uno strano male, un male che neppure Gaius riesce a comprendere. Nel frattempo arriva a corte un sedicente medico, Edwin, il quale sostiene di possedere una rimedio per curare tutti i mali. Edwin ottiene di utilizzare il rimedio su Lady Morgana e la ragazza, tra lo stupore generale, si rimette perfettamente. Uther rimane così impressionato da proporre al giovane di restare a Camelot e di divenire il nuovo medico di corte. Gaius rischia così di perdere il suo lavoro ma Edwin non è proprio quello che sembra...

Le porte di Avalon[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Morgana ha un incubo nel quale sogna l'assassinio di Artù da parte di una giovane ragazza bionda. La ragazza inizialmente non vuole credere che si tratti di un sogno premonitore, ma è costretta a rivedere le sue convinzioni quando una coppia di nobili, padre e figlia, viene soccorsa da Artù e scortata sino a Camelot: la figlia, Sofia, ha le stesse fattezze della giovane comparsale in sogno. In effetti Sofia e il padre Aulfric altro non sono che Shii, potenti folletti, intrappolati in due corpi mortali come punizione per l'omicidio di un loro simile; il loro piano è quello di indurre Artù con la magia ad innamorarsi di Sofia e sacrificarlo per ottenere indietro le loro vesti immortali.

L'inizio della fine[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Merlino avverte una voce nella sua mente che gli chiede aiuto. La voce appartiene ad un bambino druido inseguito dalle guardie della cittadella senza via di scampo. Merlino aiuta il giovane druido a fuggire ed ottiene la collaborazione di Morgana che, sensibile alle persecuzioni causate dall'odio di Uther nei confronti della magia, dà rifugio al bambino e si prende cura di lui. Il bambino sembra conoscere Merlino e lo chiama Emrys, un nome mai udito dal giovane mago. Merlino allora si reca presso il Grande Drago per chiedergli consiglio sul da farsi: il bambino, infatti, deve essere portato via al più presto da Camelot prima che Uther possa trovarlo. Il Grande Drago però rivela a Merlino che il bambino, di nome Mordred, sarà colui che causerà la fine di Artù e che dunque, se il bambino dovesse sopravvivere, Merlino non potrà compiere il proprio destino. Merlino è combattuto: crede alle parole del Drago ma in cuor suo non si sente di abbandonare Mordred, e alla fine propenderà malgrado tutto per la salvezza del druido.

Excalibur[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Durante i festeggiamenti per la nomina di Artù a Principe Ereditario prorompe un cavaliere nero dall'aria funesta il quale getta il guanto per sfidare all'ultimo sangue uno dei cavalieri di Camelot. Il cavaliere altri non è che Tristan De Bois, il fratello di Ygraine, la madre di Artù, che, richiamato dalla morte grazie ad un incantesimo di Nimueh, reclama vendetta nei confronti del cognato, considerato responsabile della morte della sorella. Il cavaliere sfida uno ad uno i cavalieri di Camelot ma questi cadono uno dopo l'altro e Merlino si rende ben presto conto che nessun'arma mortale può uccidere chi è tornato dall'aldilà. Così il giovane mago chiede consiglio al Grande Drago il quale forgia, con il suo fiato, una spada incantata e raccomanda a Merlino di affidarla al solo Artù perché cadendo nelle mani di una persona malvagia la spada potrebbe divenire uno strumento pericoloso. Alla fine però la spada finisce nelle mani di Uther che, immolandosi al posto del figlio Artù, sconfigge il cavaliere. Merlino, rimproverato dal Grande Drago per avergli disobbedito, recupera la spada e la getta in fondo ad un lago, dove nessuno avrebbe più potuto recuperarla.

Il momento della verità[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il villaggio d'origine di Merlino, Ealdor, viene attaccato da una banda di briganti e saccheggiato. La madre di Merlino, Unith, si reca a Camelot per chiedere aiuto contro i predoni ma Uther non vuole privarsi di cavalieri per aiutarla. Merlino decide così di partire per Ealdor e di difendere la causa della madre e dei suoi ex compaesani. Non dovrà però affrontare il viaggio da solo: Gwen e Morgana insistono per accompagnarlo e, strada facendo, anche Artù si unirà al trio. Arrivati ad Ealdor la situazione sembra disperata: i predoni sono in sorannumero e meglio equipaggiati, Artù e Merlino dovranno riuscire a prepararli per la battaglia in poco tempo. Quando i briganti attaccano il villaggio, nonostante le eroiche gesta degli abitanti e dei quattro amici, la battaglia sembra volgere al peggio e Merlino, desideroso di preservare il villaggio in cui era nato e cresciuto, utilizza i propri poteri magici per creare un vortice e spazzare via i nemici. La battaglia è vinta ma Artù ha assistito alla scena e accusa Merlino di essere uno stregone. Il segreto di Merlino verrà messo però al sicuro dal sacrificio di Will, amico d'infanzia di Merlino, il quale, dopo aver salvato la vita di Artù proteggendolo da un colpo mortale, si ritrova in fin di vita e confessa di aver fatto lui l'incantesimo. Will, morente, si mostra fiero di Merlino e gli manifesta la sua certezza sul fatto che un giorno servirà un grande re.

Il labirinto di Gedref[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Durante una battuta di caccia nella foresta Artù uccide un unicorno e, raggiante, ne porta il corno a Camelot come cimelio. L'uccisione dell'unicorno però porta con sé una serie di piaghe su Camelot: carestie, siccità, il regno è in ginocchio. Uno stregone, Anhora, ammonisce Artù dicendogli che è lui il responsabile delle sciagure occorse a Camelot: avendo ucciso una creatura pura come l'unicorno ha scatenato una maledizione e solo il superamento di alcune prove potrà portare all'annullamento della stessa. La prima prova viene superata da Artù, che si dimostra gentile e caritatevole, ma il principe fallisce la prova successiva, dimostrandosi accecato dal proprio orgoglio. Allora Anhora concede ad Artù un'ultima possibilità presso il labirinto di Gedref: qui Merlino ed Artù si troveranno faccia a faccia con di fronte due coppe, una delle quali è avvelenata, ognuno può bere da un solo calice e dunque uno dei due deve morire. Merlino vorrebbe sacrificarsi per Artù ma il principe, con uno stratagemma, versa il contenuto del calice di Merlino nel proprio e lo beve, dimostrando così la purezza del proprio cuore. Artù cade a terra ma non è morto, Anhora rivela che il calice non era avvelenato, esso conteneva solo un potente sonnifero e Artù si sveglierà presto. Lo stregone spiega che Artù ha dimostrato ciò che realmente c'è nel suo cuore e che quindi la maledizione sarà annullata. Al termine Artù e Merlino riportano il corno nella foresta e lo seppelliscono; allo stesso tempo l'unicorno ricompare davanti ai ragazzi in quanto quando il cacciatore dimostra la purezza del proprio cuore, l'unicorno vive di nuovo.

Uccidere il re[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Quando il padre di Gwen viene sorpreso a trattare con uno stregone con dell'oro tra le mani, viene accusato di alto tradimento e condannato a morte. Nasce una controversia con Morgana, convinta dell'innocenza dell'uomo e del fatto che l'odio di Uther verso la magia lo porti a governare come un tiranno, senza giustizia e saggezza. Di fronte ad una sfuriata della figliastra, Uther, irato, la fa rinchiudere nelle segrete. Morgana, accecata dal risentimento, organizza un attentato nei confronti di Uther: la ragazza lo convince ad andare in visita alla tomba del padre ma là, ad aspettarlo, ci sarà un gruppo tagliagole al soldo dello stregone con il quale il padre di Gwen era stato visto. Merlino è inizialmente intenzionato a lasciare che il complotto vada in porto, anche perché, venuto meno Uther, lui sarebbe stato finalmente libero di esercitare la magia. Cambia idea però a fronte delle parole di Gaius, per cui Artù è ancora troppo giovane per diventare re, e di Gwen, che sostiene di non desiderare la morte di Uther perché altrimenti si abbasserebbe al suo stesso livello, decidendo di accorere in aiuto del re. Merlino sconfigge i servitori dello stregone ma lo stregone riesce a resistere alla magia del giovane mago, che cade a terra svenuto. Lo stregone aggredisce allora Uther ma, quando sta per colpirlo a morte, Morgana uccide lui salvando il re. Poco prima infatti Uther si era mostrato pentito per la morte del padre di Gwen e aveva detto a Morgana di aver bisogno del suo consiglio e della sua comprensione per poter essere un buon sovrano. Morgana, ricredutasi sul patrigno, dopo averlo salvato si riconcilia con lui abbracciandolo davanti allo sguardo sollevato di Merlino.

La morte di Artù[modifica | modifica sorgente]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Artù e i suoi uomini sono a caccia e vengono attaccati da una gigantesca creatura. Tornati al castello, Gaius dice che si tratta della Bestia Errante e che la sua comparsa sta ad indicare un periodo di grande sconvolgimento, ma Uther è convinto che sia solo una sciocca superstizione. Il giovane principe è preoccupato per la sicurezza del suo popolo e decide di sconfiggere la bestia. Gaius spiega la storia della bestia errante a Merlino: un suo morso e sei morto, non c’è alcuna cura. Morgana intanto ha un terribile incubo: Artù viene attaccato dalla bestia e non ha scampo. Il mattino seguente, il principe raduna i suoi cavalieri ed è pronto a partire, ma Morgana corre da lui per avvertirlo. Ha visto delle cose terribili e non può andare! Artù non vuole ascoltarla e ordina a Merlino di riportarla dentro e avvisare Gaius che ha avuto ancora uno dei suoi incubi. Poco dopo Artù e Merlino, scortati dai cavalieri, vanno nella foresta e si addentrano in una grotta dove potrebbe nascondersi la bestia. Merlino e Artù vengono attaccati e il giovane principe cade a terra. Merlino attira l’attenzione della bestia e riesce a sconfiggerla con la magia, poi corre da Artù e si accorge che il ragazzo è stato morso. Di ritorno al castello, Gaius è preoccupato per la salute del principe e dice che bisogna avvertire il re. Merlino intanto prova a salvarlo con la magia, ma nessuna delle sue formule funziona. Poco dopo Uther chiede a Gaius di fare il possibile per trovare una cura, poi prende fra le braccia il figlio e lo porta nelle sue stanze aiutato dai giovani cavalieri. Merlino si reca dal drago dicendogli che non ha compiuto il suo destino, Artù è stato morso dalla bestia errante e non riesce a salvarlo. Il drago gli dice che forse c’è una cosa che può fare. La bestia è una creatura evocata dalla magia antica e deve usare quella stessa magia per salvarlo. Deve trovare chi la pratica ancora, coloro che detengono il potere sulla vita e sulla morte. Deve recarsi in quella che è chiamata l’isola dei beati, dove ancora si può percepire il potere degli antichi. Lì scoprirà come salvare il principe. Merlino lo ringrazia e il drago gli ricorda che il giovane principe deve vivere a qualunque costo. Il giovane mago parla a Gaius dell’isola dei beati, ma l’anziano medico non vuole che vada, è un posto troppo pericoloso. I sacerdoti hanno potere sulla vita e sulla morte e per salvarlo chiederanno sicuramente una vita in cambio. Merlino però si dice pronto a pagare qualsiasi prezzo per salvare Artù. Il giovane decide così di partire per l’isola dei beati. Intanto le condizioni del principe non migliorano e il re siede accanto a lui affranto. Più tardi Gwen fa visita ad Artù e manda a riposare il povero Gaius. Mentre la donna lo accudisce, parla con lui dicendosi sicura che non morirà perché un giorno sarà re, un re che il popolo amerà e sarà orgoglioso di avere come sovrano. Gaius intanto cerca di confortare Uther, mentre Merlino giunge sull’isola e incontra Nimueh. La donna sa cosa vuole chiedergli e gli ricorda che per una vita salvata deve esserci una morte. Merlino dice di essere disposto a donare la sua vita e Nimueh gli dona una coppa contenente l’acqua della vita. Se Artù la berrà, vivrà. Merlino torna al castello da Gaius e gli dice che Artù deve bere quell’acqua per guarire. I due si recano subito nella stanza del principe, ma vengono sorpresi da Uther cui raccontano che si tratta dell’estratto di una pianta che cura i morsi velenosi. Dopo poco Artù si risveglia, ma il prezzo da pagare per la sua salvezza è molto più alto di quello che Merlino si aspetta: il giovane mago, infatti, non muore, ma il mattino seguente lo attende una brutta sorpresa. Sua madre si presenta da lui gravemente malata. Gaius gli chiede chi abbia incontrato sull’isola e Merlino gli dice di aver parlato con Nimueh, ma di aver offerto la propria vita e non quella di sua madre. Il giovane mago se la prende con il drago per avergli mentito. Lui gli dice che non poteva permettere che morisse perché il suo destino è quello di proteggere Artù finché non salirà al trono. Merlino però non può perdonarlo e si allontana dicendo che non tornerà mai più da lui. Più tardi si confida con Gaius e gli dice di voler tornare sull’isola e cedere la sua vita per quella di sua madre. L’uomo cerca di convincerlo a non farlo perché la sua vita è molto importante ma Merlino è determinato, deve fare la cosa giusta. Decide così di partire, ma prima va a salutare Artù e sua madre. Il mattino seguente trova una lettera di Gaius in cui l’uomo gli spiega di essere partito al suo posto, perché la vita del ragazzo è troppo importante per essere sprecata e ritiene un onore sacrificarsi per questo. Merlino non può permetterlo, così parte cercando di raggiungere Gaius in tempo. Gaius arriva da Nimueh e le spiega che Merlino ha intenzione di sacrificare la sua vita per quella di sua madre. Lui però è disposto a morire al posto del giovane mago. Nimueh è stupita della sua richiesta, e pensa che uno stregone come Gaius non dovrebbe morire così, ma decide di esaudire la sua richiesta. Poco dopo arriva Merlino e si arrabbia perché aveva chiesto di prendere la sua vita, e non quella di sua madre o di altri. Fra i due si scatena una piccola battaglia di magia nella quale Nimeh con colonne e palle di fuoco colpisce al cuore Merlino. Il giovane è disteso a terra ma riesce a rialzarsi e scatena contro di lei un lampo mentre è girata. Nimueh viene colpita da un fulmine e muore. Merlino corre da Gaius, lo crede morto ma l’uomo si riprende e, quando apprende che Nimueh è morta, rimane di stucco. Merlino è riuscito a padroneggiare il potere della vita e della morte. Intanto il drago è infuriato, chiama a gran voce Merlino e Morgana avverte il suo richiamo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Merlin Season 1 Episode Guide, TV.com. URL consultato il 25 ottobre 2011.
  2. ^ Merlin, Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 25 ottobre 2011.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m (EN) Merlin series 1 audience. URL consultato il 1 aprile 2012.
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