Episodi di Merlin (seconda stagione)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow.pngVoce principale: Merlin (serie televisiva).

La seconda stagione della serie televisiva Merlin è stata trasmessa in Gran Bretagna a partire dal 19 settembre 2009 dal canale BBC.

In Italia la stagione è stata trasmessa dal 9 gennaio al 13 febbraio 2010 su Italia 1.

In questa stagione compare per la prima volta Emilia Fox nei panni di Morgause.

Merlin logo.svg
Titolo originale Titolo italiano Prima TV UK Prima TV Italia
1 The Curse of Cornelius Sigan La maledizione di Cornelius Sigan 19 settembre 2009 9 gennaio 2010
2 The Once and Future Queen La regina del passato e del futuro 26 settembre 2009 9 gennaio 2010
3 The Nightmare Begins L'incubo ha inizio 3 ottobre 2009 16 gennaio 2010
4 Lancelot and Guinevere Lancillotto e Ginevra 10 ottobre 2009 16 gennaio 2010
5 Beauty and the Beast (Part 1) La bella e la bestia (1ª parte) 24 ottobre 2009 23 gennaio 2010
6 Beauty and the Beast (Part 2) La bella e la bestia (2ª parte) 31 ottobre 2009 23 gennaio 2010
7 The Witchfinder Il cacciatore di streghe 7 novembre 2009 30 gennaio 2010
8 The Sins of the Father I peccati del padre 14 novembre 2009 30 gennaio 2010
9 The Lady of the Lake La signora del lago 21 novembre 2009 6 febbraio 2010
10 Sweet Dreams Sogni d'oro 28 novembre 2009 6 febbraio 2010
11 The Witch's Quickening Morgana la strega 5 dicembre 2009 13 febbraio 2010
12 The Fires of Idirsholas I fuochi di Idirsholas 12 dicembre 2009 13 febbraio 2010
13 The Last Dragonlord L'ultimo signore dei draghi 19 dicembre 2009 13 febbraio 2010

La maledizione di Cornelius Sigan[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una nuova minaccia colpisce Camelot. La tomba di Cornelius Sigan viene trovata nei sotterranei del castello. Gaius scopre che Cornelius Sigan era uno stregone del passato che prima di morire aveva trasferito la sua anima in un grande pietra preziosa a forma di cuore. Sigan, infatti, stava cercando un modo per sfuggire alla morte. Intanto, un ragazzo che ha saputo della tomba piena di ricchezze di Sigan, Cedric, giunge al castello. Deciso a impossessarsi del tesoro della tomba, tenta di screditare Merlino agli occhi di Artù, e di prendere così il suo posto per rubare le chiavi della tomba. Cedric riesce a penetrare nella tomba, e, ignaro dell'incantesimo di Sigan, afferra il cuore. Subito, l'anima di Sigan si stabilisce nel suo corpo. Camelot si salverà dalla vendetta di Sigan solo grazie a Merlino, che riuscirà a riportare l'anima dello stregone nel gioiello con l'aiuto del Grande Drago.

La regina del passato e del futuro[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Re Odin, disperato per la morte del figlio (ucciso dal principe Artù durante un combattimento), assolda un noto assassino di nome Myror affinché lo vendichi. Nel frattempo Artù durante un allenamento si accorge che il suo sfidante gli sta riservando un trattamento speciale solo perché è il figlio del re. Quindi il giovane principe, temendo di aver vinto ogni gara fino a quel momento solo per il suo titolo, decide di partecipare ad un torneo in corso a Camelot di nascosto, sotto le sembianze di un altro cavaliere; con una scusa finge di lasciare la città e si rifugia a casa di Gwen. Aiutato da Merlino, addestra un contadino a comportarsi da cavaliere per mostrarsi nelle occasioni ufficiali, mentre lui prenderà il suo posto solo durante le gare, nascosto dall'elmo. Durante la sua permanenza a casa di Gwen, Artù si comporta come è abituato in quanto nobile, facendosi servire dalla ragazza nonostante sia ospite in casa sua; quando però lei si sfoga dicendogli ciò che pensa in realtà, ovvero che lui è solo un egoista e un maleducato, Artù, colpito e dispiaciuto, cerca di farsi perdonare da lei offrendosi di prepararle la cena. La serata prosegue per il meglio fino a quando lei scopre che la cena è stata preparata e portata dalle cucine del palazzo; delusa dal comportamento del principe, lo accusa di non essere abbastanza umile. Il giorno seguente, prima di recarsi al torneo, Artù si scusa e i due si scambiano un bacio; purtroppo lui sa che loro non sono destinati a restare insieme, dal momento che lei è solo una serva. Durante il duello Artù viene ferito gravemente dal suo sfidante, il quale altri non è che Myror; aiutato da Merlino riesce però a sconfiggerlo e a vincere il torneo. Anche se il suo piano iniziale era quello di rivelare la sua vera identità una volta conclusi i giochi, decide per questa volta di tirarsi indietro e di lasciare tutto il merito al contadino, dimostrando così a Gwen di essere più umile di quanto lei avrebbe creduto. Alla fine Artù si ritrova da solo con la ragazza e le dice che suo padre non approverebbe mai la loro unione; lei dimostra di comprendere le sue ragioni, ma spera che quando lui diventerà re la situazione possa cambiare.

L'incubo ha inizio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una sera, durante un temporale, Morgana è vittima di sonni agitati e, risvegliandosi, fissa il suo sguardo sulla candela nella sua stanza, che era stata precedentemente spenta da Gwen. Sotto la forza del suo sguardo, la candela si accende e la fiammella si alza a tal punto da incendiare le tende. A quel punto la ragazza lancia un urlo di terrore, talmente forte da rompere i vetri delle finestre. Il mattino dopo, Uther, Artù, Gaius e Merlino si riuniscono nelle stanze della ragazza per esaminare la scena dell'incidente. La prima ipotesi di Uther è che la causa dell'incendio sia stata la negligenza di Gwen, che, a suo parere, era uscita dalle stanze della sua pupilla dimenticandosi di spegnere la candela. La serva, tuttavia, sostiene di essere più che certa di averla spenta prima di uscire e Artù, per difenderla, avvalora l'ipotesi che sia stato un fulmine la causa di tutto. Uther, tuttavia, non ne è convinto e intuisce che la causa di tutto è la magia. Convinto di ciò, decide che non si fermerà finché non avrà trovato il colpevole. Nel frattempo, Merlino riflette su quanto aveva visto quella mattina: se, come aveva detto Artù, fosse stato un fulmine a provocare l'incidente, ci sarebbe stato sicuramente un buco sul tetto oppure, nel caso avesse colpito la finestra, i vetri sarebbero dovuti ricadere all'interno della stanza. Conversando con Gaius, sia lui che il suo mentore sospettano che Morgana abbia dei poteri magici, ma l'anziano medico non ne vuol far parola a Morgana e ammonisce Merlino affinché anche lui tenga per sé le sue congetture. Il giovane, tuttavia, credendo di comprendere la sofferenza che Morgana stava provando nel trovarsi in una situazione completamente nuova, senza sapere ciò che le stava accadendo, resta profondamente amareggiato dall'ammonizione di Gaius, tantoché vorrebbe consigliarle di rivolgersi ai Druidi. Nel frattempo, Uther ordina la cattura di tutti i sospettati di stregoneria e la loro inquisizione. Nelle stanze del principe Artù, il giovane Merlino ha l'opportunità di sbirciare sulla lista dei sospettati e scorge il nome di una donna accusata di aver contatti con i Druidi. Pertanto si dirige da lei e riesce ad avvertirla di stare attenta alle guardie del re, che la stavano braccando. Una volta salva, Merlino pretende di sapere da lei dove avrebbe potuto trovare i Druidi. Ottenuta l'informazione che cercava, si dirige verso le stanze di Morgana, la quale cerca in lui delle rassicurazioni. Era magia quella che aveva provocato l'incendio?

Lancillotto e Ginevra[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Gwen e Morgana vengono aggredite da dei mercenari al servizio di un re barbaro e crudele durante il pellegrinaggio alla tomba del padre di quest'ultima, che, grazie all'aiuto dell'amica, riesce a scappare. Gwen, tuttavia, viene catturata dal capo dei briganti, che decide di portarla comunque da re Hengist spacciandola per Lady Morgana, convinto che Uther avrebbe comunque pagato il riscatto. Uther, venuto a sapere della disgrazia accaduta a Ginevra, nonostante le preghiere di Morgana, si rifiuta di spendere denaro e uomini per salvare una serva, quindi Artù, supplicato dalla stessa Morgana e spinto dai suoi sentimenti, parte di nascosto con Merlino verso le terre dove viene tenuta prigioniera la sua amata. Merlino sospetta che Artù sia interessato a Gwen da un punto di vista più profondo di quello di un principe per una serva. A prova di ciò, durante il viaggio, Artù gli confida di non poter smettere di pensare a lei, ma che non riesce ad ammetterlo perché per loro non ci potrà mai essere un futuro a causa della volontà di suo padre Uther. Merlino, tuttavia, ribadisce che, secondo lui, quando sarà Artù il re le cose potrebbero cambiare. Artù sostiene di non pretendere che Ginevra lo aspetti fino ad allora, ma Merlino è convinto dei sentimenti di Gwen e crede che saprà aspettare. Intanto, durante un banchetto, Gwen riconosce in Lancillotto l'uomo che intrattiene re Hengist e i suoi ospiti duellando contro altri lottatori. La posta di questi combattimenti, in caso di sconfitta, era la morte: il perdente, infatti, era destinato ad essere mangiato pubblicamente da un enorme topo carnivoro, nudo e cieco, chiamato wildeon, che viveva nelle gallerie sotterranee che circondavano il palazzo a formare una fitta rete. Durante la sua prigionia, Gwen continua a fingere di essere Lady Morgana per non venire data in pasto ai wildeon, mentre Lancillotto, scoperta l'ubicazione della sua cella, comincia ad andarla a trovare e a prometterle che la libererà. Tra gli argomenti di conversazione, i due giovani parlano di ciò che è successo a Lancillotto da quando lui ha lasciato Camelot. Lui le racconta di essersi guadagnato da vivere nell'unico modo in cui era capace, cioè combattendo con la spada per intrattenere uomini come Hengist, e le confida di non trovare più un senso nella sua vita. Ginevra, tuttavia, lo conforta, dicendogli che in lui vede tutto ciò che c'è di buono al mondo, donandogli, così, una rinnovata speranza e un ideale in cui combattere. Fra i due comincia così a sbocciare un sentimento più profondo dell'amicizia. La sera seguente, il capo dei briganti di inizio episodio rivela ad Hengist che Gwen non è Morgana, allora il re lo dà in pasto al wildeon per avergli mentito. Intanto, dopo aver addormentato le guardie mettendo del sonnifero nel loro cibo, Lancillotto aiuta Gwen a fuggire, ma i loro tentativi di fuga vengono mandati a monte ed entrambi vengono catturati e legati nella gabbia in cui a momenti avrebbe fatto il suo ingresso il wildeon. Proprio quando sembrava che i due non avrebbero più avuto speranze di salvezza, Merlino e Artù, che nel frattempo, dopo mille peripezie, erano penetrati nella fortezza, riescono a liberarli e a uccidere Hengist facendolo mangiare dal wildeon. Durante la fuga dal castello di Hengist, Artù rimane malamente colpito dalle tenerezze che Gwen e Lancillotto si scambiano. Sulla via del ritorno, quando Lancillotto viene a sapere dagli sguardi di Merlino cosa c'è fra il principe e Gwen, decide di non intromettersi nel loro rapporto e decide di andarsene, chiedendogli di dire a Ginevra che lei lo ha cambiato profondamente. Quando la ragazza si sveglia e scopre che Lancillotto se n'è andato, resta profondamente delusa, perché credeva nella forza dei loro sentimenti. Vedendo Gwen piangere, Artù rimane sempre più ferito dal fatto che la ragazza sia più interessata a Lancillotto che a lui. Una volta tornati a Camelot, Artù porta Ginevra da Morgana e le due ragazze si stringono in un fortissimo abbraccio. Ancora abbracciata all'amica, Gwen guarda tristemente Artù, come se si sentisse in colpa per ciò che gli aveva fatto patire. L'episodio finisce con una battuta di Merlino, che cerca di consolare l'amico dicendo che lui sarà sempre al suo fianco.

La bella e la bestia (1ª parte)[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Lady Catrina e il suo strano servo Jonas arrivano a Camelot, dove sono ospiti graditi da parte di un felicissimo Uther, il quale rimane affascinato dalla sua ospite. Artù invece, molto lontano dal condividere l'entusiasmo del padre, e vedendo il flirt continuare, è molto dispiaciuto. Merlino e Gaius pensano che lei non sia quello che sembra, e i loro sospetti sono provati quando Merlino scopre che Lady Catrina è un troll e che, sfortunatamente, le sue intenzioni vanno molto al di là del cuore del re. Inorridito, racconta la verità ad Artù, che non gli crede. Merlino si assume il compito di provare la vera natura della donna, e allo stesso tempo di salvare Uther dalla rovina e Camelot dalla caduta.

La bella e la bestia (2ª parte)[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Appena incoronata Regina Catrina convince Uther a nominarla erede di Camelot, togliendo il titolo ad Artù. Sebbene gli specchi rivelino la vera indole della Regina Catrina, la sua influenza su Uther aumenta, e le ripercussioni si avvertono in tutto il regno. Quando Catrina accusa Merlino di rubare, lui è spinto a nascondersi. Costretto a muoversi furtivamente nei dintorni del castello, Merlino deve trovare il modo per mettere in mostra la vera natura di Catrina senza essere imprigionato. così scambia la pozione di Catrina con un'altra preparata da Gaius e appena dopo l'incoronazione Catrina si trasforma in troll, sotto gli occhi di Merlino, Artù, Morgana e Uther. Purtroppo Uther è sotto incantesimo e non vede la realtà e continua ad amare Catrina anche sotto forma di troll, a causa di un ciondolo stregato. Merlino scopre che l'unico modo per annullare l'incantesimo è far piangere Uther lacrime sincere. Così Gaius prepara una pozione che provoca una morte apparente e la danno da bere ad Artù, con il suo consenso. Uther viene informato della morte del figlio e piange sul suo corpo "morto". Catrina cerca di portarlo via di lì, ma la magia a cui era sottoposto Uther si spezza e finalmente il re vede chi è realmente Catrina. Intanto Merlino, che aveva l'antidoto alla pozione della morte di Gaius, viene colpito dal servo di Catrina e la boccetta con l'antidoto si rompe. Con un fazzoletto Merlino raccoglie il liquido e ne dà una goccia ad Artù, che si risveglia ed uccide Catrina.

Il cacciatore di streghe[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Merlino, trovatosi solo nel bosco, trasforma per un attimo una colonna di fumo in un cavallo, ma la magia viene vista. Nella sua determinazione di eliminare per sempre la magia da Camelot, Uther ingaggia Aridian, un terrificante cacciatore di streghe, che è molto temuto perché non si ferma davanti a nulla pur di scoprire ogni tipo di stregoneria. Sebbene nessuno sia sospettato, molte persone a Camelot temono che il cacciatore di streghe possa capire la verità guardandoli. Morgana ha paura che Uther la faccia giustiziare, e Gaius è preoccupato per il destino di Merlino e il suo, in quanto prendersi cura del giovane mago sarebbe considerato tradimento, quindi un crimine. Aridian scopre che Merlino è un mago e lo dice a Uther. Gaius si incolpa e viene torturato da Aridian per la sua completa confessione. Aridian dice che se lui confessa Merlino verrà lasciato in pace. Gaius confessa, ma viene ingannato da Aridian, che se la prende anche con Merlino e Morgana (aveva nel frattempo scoperto che era una strega). Merlino, intanto, sta cercando un modo per salvare Gaius. Va da un droghiere che gli dice che Aridian l'ha obbligato a vendere la bella donna che provoca allucinazioni. Merlino va da Artù che vuole delle prove. Così con la magia copia molte volte il bracciale magico che Aridian aveva messo in casa di Gaius e Merlino e mette nell'armadio di Aridian la Bella donna ed altri oggetti megici, Merlino dice ad Artù di controllare le stanze di Aridian. Uther e Artù trovano gli oggetti magici, ma non fanno in tempo ad arrestare Aridian che questo sta sputando rospi ed inciampando cade fuori dalla finestra, morendo.

I peccati del padre[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

A Camelot arriva un cavaliere che si fa largo uccidendo guardie su guardie; giunto innanzi a re Uther e suo figlio Artù getta a terra il guanto della sfida. Artù raccoglie il guanto e solo dopo si scopre che il misterioso cavaliere è in realtà una donna: Morgause. Artù, allora, chiede a Merlino di persuaderla affinché si ritiri, ma lei non lo fa. Durante il combattimento Morgause sembra avere la meglio ma quando sta per trafiggere Artù, si ferma e gli fa promettere di raggiungerla dopo tre giorni per sottoporsi ad una nuova sfida che lei deciderà. Prima di lasciare Camelot la ragazza si complimenta con Artù per il suo buon cuore dicendo che deve averlo preso da sua madre; dopo di che, di nascosto, incanta il cavallo di Artù. Quest'ultimo vorrebbe sapere come farà a trovarla di lì a tre giorni. Morgause, però, non risponde, e va via. Venuto a conoscenza del patto di Artù, Uther preoccupato lo fa chiudere nelle sue stanze per evitare che cerchi di raggiungere la donna. Artù riesce ugualmente a lasciare Camelot con l'aiuto di Merlino. Durante il viaggio scopre sorprendentemente che è il cavallo che vuole scegliere la strada, infatti è quest'ultimo che decide dove andare ad un bivio. Morgana intanto aveva incontrato Morgause, prima che lasciasse il castello; secondo Morgana, infatti, le due si erano già incontrate. Durante la conversazione Morgana aveva parlato della sua difficoltà a dormire e perciò Morgause le avrebbe voluto regalare il suo bracciale affermando che l'avrebbe aiutata, Morgana non accetta. Nonostante il rifiuto, però, quella notte Morgause si introduce nella stanza di Morgana (che in quel momento stava avendo un incubo), e le lascia il bracciale ai piedi del letto. A quel punto Morgana smette di rigirarsi nel letto e dorme benissimo fino al mezzodì del giorno successivo. Intanto il re, preoccupato, manda una squadra di cavalieri alla ricerca di Artù, che, nel frattempo, insieme con Merlino è giunto ad una cascata oltre la quale sorge un castello abbandonato. I due si addentrano e vedono un ceppo con sopra un'accetta. A quel punto arriva Morgause che dice che la sfida che Artù dovrà affrontare sarà quella di poggiare la testa sul ceppo. Avendo dato la sua parola, il principe esegue. Lei alza l'accetta per valutare se il principe ha cedimenti, questo non accade e allora Morgause non lo uccide e dice che Artù si è dimostrato un vero Cavaliere e pertanto ha diritto ad esprimere un desiderio. Artù chiede che cosa sa di sua madre visto che evidentemente per paragonarlo a lei l'ha conosciuta. Morgause dice che è in grado di mostrargliela. Mentre Morgause è intenta a preparare l'incantesimo, Artù dice a Merlino che forse la magia non è così malvagia come dice suo padre e che non tutti i maghi forse sono cattivi. Merlino non si esprime. A quel punto l'incantesimo è pronto e compare la madre di Artù: Ygraine. Intanto a Camelot il re si confida con Gaius. Uther è preoccupato di quel che la donna potrebbe chiedere ad Artù, ma Gaius gli confida che forse quella donna non è un'estranea. Infatti Gaius ha visto che sul bracciale che Morgause ha donato a Morgana è impresso lo stemma di Gorlois (padre di Morgana). Probabilmente Morgause è la sorellastra di Morgana. Uther si meraviglia, infatti, la credeva morta. Ora Uther è ancora più preoccupato: Morgause potrebbe rivelare ad Artù cose che lo sconvolgerebbero ed oltretutto se Morgana venisse a conoscenza della verità (anche se non viene esplicitamente detto qual è la verità riguardo Morgause) potrebbe odiare Uther irrimediabilmente. Ygraine, nel frattempo dice ad Artù la verità sulla sua nascita: suo padre ha utilizzato la magia di Nimueh per riuscire ad avere un erede. Per gli Spiriti, però, l'inizio di una vita implica la fine di un'altra e quindi ha sacrificato la moglie per avere un figlio. Artù è sconvolto e si sente in colpa, sebbene la madre afferma che vedendolo così valoroso è orgogliosa di lui e in quel momento si offrirebbe spontaneamente per quel sacrificio. La madre scompare ed Artù congedatosi da Morgause si precipita verso Camelot. Giunti al castello Merlino parla dell'accaduto con Gaius lamentandosi che il re fa uccidere tutte le streghe e i maghi mentre lui stesso ha fatto uso della magia. Artù intanto si precipita dal padre e raggiuntolo lo sfida a duello. Uther si rifiuta di combattere ma Artù sguaina ugualmente la spada e lo attacca. I due si impegnano in un duello violento. Artù accusa il padre della morte della madre e dice che ha perseguitato ed ucciso i maghi solo per pulirsi la coscienza, voleva scaricare su di loro le sue colpe, voleva attribuire alla magia i suoi errori. Proprio quando Artù sta per uccidere Uther disarmato, Merlino irrompe nella stanza e fa ragionare Artù dicendogli che Morgause l'ha ingannato. La strega voleva solo mettere contro padre e figlio per gettare Camelot nello scompiglio. Artù chiede al padre se è questa la verità. Uther afferma che è così e che la magia è subdola, i maghi fanno di tutto per creare il caos. I due, a questo punto, si riconciliano. Alla fine Artù ringrazia Merlino per avergli impedito di commettere un errore così grande, ma gli dice anche che suo padre ha ragione e che la magia è malvagia e chiunque la pratica deve morire. Conclude dicendo che l'ha capito proprio grazie a lui (Merlino). Poco dopo Uther va a trovare Merlino nel laboratorio di Gaius. Anche il re vuole ringraziare il fedele servo di suo figlio. Nel ringraziarlo il re afferma che Merlino è un degno alleato nella sua lotta contro la magia. Uscito il re dal laboratorio vi fa ritorno Gaius che si confessa molto fiero del suo allievo perché tutto sarebbe stato più semplice per Merlino senza Uther in vita, avrebbe potuto lasciare che Artù lo uccidesse. Merlino, però, sostiene che non poteva perché Artù non se lo sarebbe mai perdonato. Gaius ribadisce che lui ed Artù faranno grandi cose un giorno quando il giovane principe sarà re.

La signora del lago[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Merlino e Gaius s'imbattono in un carro che trasporta una gabbia con dentro una ragazza. Gaius spiega a Merlino che quella ragazza è stata catturata perché è una strega, inoltre si fa promettere dal ragazzo di non liberarla. Merlino tuttavia infrange la promessa la notte stessa spinto dalla compassione per la giovane, e decide quindi di nasconderla nei sotterranei. Comincia così a prendersi cura di lei, le porta cibo e candele e si affeziona a Freya (la ragazza), felice di avere qualcuno uguale a lui, con cui poter condividere i suoi poteri liberamente. Nonostante le proteste di Freya che tenta più volte di dirgli qualcosa, la loro amicizia matura serenamente. Proseguono le ricerche, intanto Halig, il cacciatore di taglie che aveva incatenato la ragazza, rivela ad Uther che quella ragazza è maledetta. Nonostante Halig sospetti di Merlino come complice di Freya, la protezione fornitagli da Artù lo protegge. Durante le notti alcune persone vengono uccise da morsi di un animale apparentemente enorme, eppure vicino al corpo non vengono rinvenute tracce di zampe ma solo impronte umane che si allontanano dai corpi. Fra Merlino e Freya intanto nasce l'amore e il ragazzo le chiede di fuggire insieme, per poter essere finalmente liberi. Nonostante le esitazioni di lei, Freya acconsente. Quando lui si allontana lei sottovoce gli dice addio. Gaius intanto parla al giovane mago di ciò che ha scoperto sulla bestia, e rivela al ragazzo che la sua amata è vittima di una maledizione: di notte si trasforma in una pantera con le ali, assetata di sangue. Il medico informa Uther e Merlino decide di liberarla. Quando però arriva al nascondiglio lei è sparita. Tutti i cavalieri di Camelot escono quella notte e inseguono Freya, ma quando sembra giunta a un vicolo cieco, scocca la mezzanotte e il suo corpo si trasforma. Durante il combattimento la pantera viene ferita da Artù, ma Merlino riesce a farla scappare usando la magia. La ritrova così al nascondiglio ancora sotto forma di mostro, poi lei riassume le sue sembianze umane. Ma la ferita non si rimargina e alla fine Merlino disperato, la porta sulle rive di un lago circondato da montagne, (come aveva descritto il posto dove viveva lei, e come era il posto dove volevano fuggire) dove tempo prima aveva gettato Excalibur. Lui le promette di aiutarla, ma la ragazza prima di morire, afferma di essere già stata salvata dall'amore di lui, e le promette che riuscirà prima o poi a sdebitarsi con Merlino. Merlino mette il suo corpo in una barca avvolto in piante e fiori mandandola al largo e infine la fa bruciare con la magia. Tornato a Camelot, Artù nota che Merlino è abbattuto e cerca, con successo, di tirarlo su di morale, scherzando con lui.

Sogni d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentanti di regni nemici arrivano a Camelot per discutere sulla pace, ma quello che in realtà il Re Alined vuole è la guerra. Farà di tutto ciò che è in suo potere per creare ostilità, anche se questo significa ricorrere alla magia. Il buffone di corte di Alined, Trickler, incanta Artù per farlo innamorare pazzamente dell'adorata figlia del re rivale Olaf, lady Vivian, in modo da far infuriare quest'ultimo. Il caos regna nel palazzo e Camelot è vicina alla guerra. Per rompere l'incantesimo Artù deve baciare la donna che ama davvero che poi è Ginevra. Merlino convince la ragazza, che si fida di lui e bacia Artù, rompendo così l'incantesimo. Il principe scopre che sta facendo un duello all'ultimo sangue, contro Olaf che lo ha sorpreso a far la corte a Vivian, ma riesce a vincere. Artù e Ginevra sono convinti che un giorno, quando Artù sarà re, loro si sposeranno. Gwen promette ad Artù che lo aspetterà.

Morgana la strega[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Lo spietato stregone Alvarr è determinato a distruggere Camelot e consentire alla magia di regnare di nuovo. Per combattere Uther, tuttavia, Alvarr deve recuperare il cristallo di Neahtid - una preziosa reliquia magica della Religione Antica. Pochi riescono a sfruttare il suo potere, ma Alvarr ritiene che Mordred possa essere utilizzato per promuovere la loro causa. Il cristallo è al sicuro nelle cripte di Uther e molti hanno perso la vita nel tentativo di riconquistarla. Alvarr, però, ha un'arma segreta - Morgana che ha un forte legame con il ragazzo druido. Morgana ha sempre protetto Mordred, ma lei andrà a fondo trasformandosi in una ladra e traditrice per aiutare lui e il carismatico, bello Alvarr. Merlino è scioccato dalla sua scelta e dal vero potere del cristallo misterioso, che gli fa vedere uno "spicchio" del futuro che si sta avvicinando.

I fuochi di Idirsholas[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Quando i fuochi di Idirsholas bruciano per la prima volta dopo 300 anni, Gaius teme che un mago abbia riportato in vita i Cavalieri assassini di Medhir. Morgause è tornata, ben decisa a voler porre fine al regno di Uther. Artù e Merlino cavalcano per affrontare i Cavalieri ma a malapena mettono in salvo le proprie vite. Appena ritornano a casa, trovano che l'intera Camelot è sotto uno strano incantesimo in cui tutti gli abitanti di Camelot sono addormentati- tutti ad eccezione di Morgana. Quando Morgause e i Cavalieri attaccano un'indifesa Camelot, Merlino dovrà prendere decisioni difficili, infatti scopre che Morgana deve morire altrimenti l'incantesimo non si spezzerà. Così l'avvelena. Morgause trova la sorella morente ed annulla l'incantesimo su richiesta di Merlino, a patto che quest'ultimo le dica che veleno aveva usato. Morgana si salva e sparisce con Morgause.

Intanto Merlino decide che la promessa fatta al Grande Drago va mantenuta e spezza la catena magica con cui Uther lo teneva prigioniero e vola via.

L'ultimo signore dei draghi[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il Grande Drago è finalmente libero e, pieno di rabbia per aver perso tutti i suoi simili, attacca Camelot senza pietà uccidendo gli abitanti e incendiando gli edifici. Il castello è in rovina e gli uomini di Artù non possono resistere più a lungo. Solo un Signore dei Draghi può uccidere un drago. Gaius ammette che uno di questi uomini potrebbe essere ancora vivo e nascondersi. L'ultimo Signore dei Draghi, di nome Belinor, è la chiave per Merlino del proprio passato, in quanto è suo padre, così come del futuro di Camelot, ma Artù e Merlino troveranno Balinor in tempo per salvare il regno e riusciranno a convincerlo a tornare a Camelot per salvare il suo nemico, Uther? Purtroppo durante il viaggio di ritorno un'imboscata cambierà totalmente gli eventi, e Belinor morirà. Artù sarà costretto a rischiare la vita, combattendo contro il Grande Drago. Mentre Artù è svenuto Merlino parla al Grande Drago, nella lingua dei draghi (avendo ereditato i poteri del padre al momento della sua morte). Riesce a domarlo e a farlo andare via lontano da Camelot, con la promessa di non nuocere più a nessuno. Merlino è così l'ultimo Signore dei Draghi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m (EN) Merlin series 2 audience. URL consultato il 14 luglio 2012.
televisione Portale Televisione: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di televisione