Enrico Cernuschi

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Enrico Cernuschi

Enrico Cernuschi (Henri Cernuschi per i francesi) (Monza, 19 febbraio 1821Mentone, 11 maggio 1896) è stato un banchiere italiano naturalizzato francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il patriota e futuro banchiere nacque a Monza da genitori benestanti, era destinato a diventare avvocato, ma, mentre ancora studiava a Pavia, partecipò in modo attivo alle Cinque giornate di Milano del 1848.

Caduta Milano di nuovo in mano agli asburgici, eletto all'Assemblea costituente romana, partecipò nel 1849 alla difesa della Repubblica Romana, fu arrestato (1850), ma riuscì a fuggire in Francia, dove iniziò ad operare in ambito bancario, riuscendo a costruire una grande fortuna.

Ebbe un ruolo importante nell'opposizione al movimento socialista, e nel mese di aprile 1870, poiché aveva contribuito con una grossa somma ai fondi di una commissione formata per combattere il plebiscito napoleonico, fu costretto a lasciare la Francia, quindi si trasferì in Svizzera. Dopo il crollo dell'Impero, nel mese di settembre in seguito alla proclamazione della Terza Repubblica francese, Cernuschi ottenne il permesso di tornare a Parigi, ma presto lascia di nuovo la città per viaggiare in Estremo Oriente.

Quando Cernuschi tornò a Parigi possedeva una collezione di bronzi, sete, porcellane, libri illustrati e oggetti d'arte Orientale. Organizzò tra il 1873 e il 1874 una grande mostra di opere orientali al Palais de l'Industrie e estese questa sua collezione per il resto della sua vita.

Lasciò la sua collezione alla città di Parigi, così come la sua residenza privata al n.7 in viale Valasquez ai bordi del Parc Monceau nell'8º arrondissement, fu utilizzata come museo. Oggi, il Museo Cernuschi comprende arte cinese, statuaria funeraria, sete dipinte ottavo secolo, terrecotte neolitiche (III millennio a.C.), oggetti in bronzo dell'antica Persia, un Buddha Amithaba dell'VIII secolo, oltre a esempi di calligrafia.

Come banchiere, Cernuschi è meglio conosciuto per le sue pubblicazioni sulle questioni finanziarie, più in particolare relativamente al sistema monetario denominato “bimetallismo”. Si suppone che il termine “bimetallismo” abbia avuto origine proprio con lui.

A sostegno del bimetallismo scrisse decine di pubblicazioni, eccone alcune: Mécanique de l'échange (1861); Illusion des sociétés cooperative (1886); Le Bimetallisme en Angleterre (1879), Le Grand Procès de l'Union Latine (1884). Nel 1896 mori nella città di Mentone e fu sepolto al Cimitero di Père-Lachaise.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Questo articolo riprende il testo da una pubblicazione ora di pubblico dominio: Chisholm, Hugh, a cura di (1911). Enciclopedia Britannica (11ª ed.). Cambridge University Press

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