Encefalite trasmessa da zecche

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Encefalite trasmessa da zecche
Encephalites tiques.png
Carta della diffusione dell'encefalite trasmessa da zecche
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 063
ICD-10 (EN) A84
Sinonimi
Encefalite da morso di zecca
Encefalite da zecche

L'encefalite trasmessa da zecche (o meningoencefalite da zecca o Tick-Borne Encephalitis, TBE) in campo medico è una forma di encefalite dovuta alla diffusione di un virus a RNA (Tick-Borne Encephalitis Virus, TBEV) appartenente al genere Flavivirus, che viene trasmesso all'essere umano dal morso di zecche del genere Ixodes.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Venne identificata per la prima volta in Russia nel 1937.[1]

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

È diffusa in quasi tutta Europa, soprattutto nella federazione Russa in Austria, Germania, Estonia, Lituania e Svizzera, mentre si mostra raramente in Italia e Grecia. Il periodo di maggior rischio epidemico è quello intercorso fra i mesi di aprile e agosto.[2]

Si mostra maggiormente in individui adulti rispetto a quelli più giovani e nei bambini.[3]

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

L'agente responsabile è un virus appartenente alla famiglia dei Flaviviridae del genere Flavivirus, con genoma a RNA a filamento singolo (ssRNA+ da 11Kbp). Può essere iniettato nell'essere umano dal morso di tutti gli stadi di sviluppo della zecca (larva, ninfa e adulto). Serbatoi sono marmotte, topi, pecore e capre; per queste ultime è documentata anche un'altra forma di acquisizione dell'infezione: attraverso il latte contaminato.[4]

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

Esistono 3 sottotipi del virus che causano differenti sindromi cliniche[5]:

  • Encefalite da zecche dell'Europa dell'Ovest (precedentemente nota come Encefalite centroeuropea, CEE), il cui principale vettore è l'Ixodes ricinus;
  • Encefalite da zecche dell'Estremo Oriente (precedentemente nota come Encefalite della Taiga e Meningoencefalite o Encefalite russa estiva primaverile, RSSE), il cui principale vettore è l'Ixodes persulcatus;
  • Encefalite da zecche Siberiana, il cui principale vettore è ancora l'Ixodes persulcatus.

Forme similari causate da altri Flavivirus che differiscono per vettori e manifestazioni cliniche sono:

  • Louping ill, che colpisce i bovini dell'Inghilterra e dell'Irlanda;
  • Encefalite da virus Negishi, che raramente si osserva in Giappone e in Cina, forse un ceppo del Louping ill virus;
  • Encefalite da virus Powassan.

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

Il morso, per via dell'effetto anestetizzante della saliva della zecca, risulta indolore e nel suo sviluppo non mostra particolari sintomi. Dopo un periodo di incubazione di 7-14 giorni in diversi casi la persona mostra febbre, cefalea, senso di stanchezza, nausea. Tali sintomi hanno durata variabile da 1 a 8 giorni. In alcuni casi si hanno complicazioni come paralisi e mialgia.

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

Una corretta diagnosi si ottiene tramite i test sierologici. Inoltre altri esami sono la PCR e la RT-PCR.[6]

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente non esiste un trattamento risolutivo, la terapia rimane sostanzialmente di sostegno.

Prognosi[modifica | modifica wikitesto]

Si sono registrati decessi ma rimangono in piccolissima percentuale rispetto ai casi riscontrati (1-2%); importante è il fattore età in quanto la prognosi migliora ad una età più bassa.

Prevenzione[modifica | modifica wikitesto]

Negli habitat dove vivono le zecche (foreste e radure, soprattutto dalla primavera all'autunno) l'utilizzo di un abbigliamento adeguato e dei repellenti disponibili riduce la possibilità di contagio. Esiste (fra gli altri) un vaccino di origine austriaca, creato nel 2000, poi denominato Ticovac:[7] esso se somministrato in due dosi a distanza non troppo ravvicinata (dalle 2 alle 4 settimane) riesce a proteggere la persona dal contagio per quasi un anno. Se viene aggiunta una terza dose a distanza di diversi mesi (almeno 9) la protezione si allunga sino a 3 anni.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Robert M. Kliegman, Hal B. Jenson, Pediatria di Nelson, 18 edizione p.1455, Torino, Elsevier-Masson, 2009, ISBN 978-88-214-3070-1.
  2. ^ Mauro Moroni, esposito Roberto, De Lalla Fausto, Malattie infettive, 7ª edizione p. 956-957, Milano, Elsevier Masson, 2008, ISBN 978-88-214-2980-4.
  3. ^ Jílková E, Vejvalková P, Stiborová I, Skorkovský J, Král V., Serological response to tick-borne encephalitis (TBE) vaccination in the elderly--results from an observational study in Expert Opin Biol Ther., nº 9, luglio 2009, pp. 797-803..
  4. ^ Mauro Moroni, esposito Roberto, De Lalla Fausto, Malattie infettive, 7ª edizione p. 712, Milano, Elsevier Masson, 2008, ISBN 978-88-214-2980-4.
  5. ^ (EN) Jesse L. Goodman, David T. Dennis; Daniel E. Sonenshine, Tick-Borne Encephalitis in Tick-Borne Diseases of Humans, Washington, DC, ASM Press, 2005, p. 151, ISBN 1-55581-238-4.
  6. ^ Chen LF,, Liu YC, Chen SH, Hui S, Li JH, Xu J., Characteristic analysis of E protein genes of new strains of tick-borne encephalitis virus isolated from China in Bing Du Xue Bao., nº 24, 2008, pp. 202-207.
  7. ^ Marth E,, Kleinhappl B, Jelovcan S., Stimulation of the immune system by different TBE-virus vaccines. in Int J Med Microbiol., nº 293, aprile 2004, pp. 139-44.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Bartolozzi, Guglielmi Maurizio, Pediatria principi e pratica clinica, Torino, Elsevier-Masson, 2008, ISBN 978-88-214-3033-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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