Elise Cowen
Indice |
Elise Nada Cowen (Washington Heights, 1933 – Washington Heights, 1 febbraio 1962) è stata una poetessa statunitense.[1] Ha fatto parte della Beat generation e fu vicina a Allen Ginsberg, una delle figure principali del movimento.
Biografia[modifica]
Nata da una famiglia ebrea della classe media nel sobborgo di New York Washington Heights,[2], la Cowen scrisse poesie fin dalla giovane età, appassionandosi alle opere di Thomas Stearns Eliot, Ezra Pound e Dylan Thomas.
Mentre frequentava il Barnard College[3] nei primi anni 1950, divenne amica della scrittrice Joyce Johnson (pseudonimo di Joyce Glassman). Fu durante questo periodo che il professore di psicologia Donald Cook le fece conoscere Ginsberg.[4] I due scoprirono di aver una conoscenza comune, Carl Solomon, che entrambi avevano incontrato separatamente in un ospedale psichiatrico. A Carl Solomon Ginsberg dedicò il suo più celebre poema, Urlo.
Seguì un coinvolgimento sentimentale con Ginsberg nella primavera ed estate del 1953. Tuttavia durante questo periodo Ginsberg cominciò a manifestare la sua omosessualità e il rapporto gradualmente si dissolse. Nonostante questo la Cowen gli rimase emotivamente legata per il resto della sua vita.[5]
Nel febbraio del 1956 lei e la sua amante Sheila[6] si trasferirono in un appartamento con Ginsberg e Peter Orlovsky a Yorkville (Manhattan).[7] Allora la Cowen lavorava come dattilografa. Fu licenziata e venne trascinata via dall'ufficio da agenti di polizia che la picchiarono. Quando suo padre andò a prenderla alla stazione di polizia, l'avvertì: "Se tua madre lo sapesse si ucciderebbe".[8]
Si trasferì allora a San Francisco, attratta dalla crescente scena Beat. Mentre era a San Francisco, Elisa Cowen rimase incinta e fu costretta a sottoporsi ad un intervento di isterectomia nel corso di un aborto in condizioni di gravidanza avanzate. Tornò a New York e, dopo un altro viaggio in California, andò a vivere a Manhattan.
La morte e la pubblicazione postuma[modifica]
La Cowen fu soggetta a depressione per tutta la vita, ma i suoi problemi mentali si aggravavano sempre di più e alla fine fu ricoverata al Bellevue Hospital, per curare l'epatite e la psicosi.[9] Abbandonò l'ospedale contro il parere dei medici e tornò nella casa dei suoi genitori in Bennett Avenue con la scusa che stava per andare in vacanza con loro a Miami Beach. Nella casa dei suoi genitori si suicidò, saltando attraverso la finestra chiusa del soggiorno e precipitando a terra dal settimo piano.
Dopo la sua morte i genitori distrussero la maggior parte dei suoi scritti. Tuttavia, Leo Skir, un suo amico, nel suo seminterrato di Minneapolis[6] conservava ottantatré delle sue poesie al momento della sua morte che inviò alla rivista The Ladder e vari altri periodici di poesia.[10]
Una breve biografia e alcuni dei suoi lavori sono inclusi in Women of the Beat Generation: Writers, Artists and Muses at the Heart of a Revolution, a cura di Brenda Knight.
La Cowen ha un posto di rilievo in Minor Characters di Joyce Johnson.
| (EN) « During that first weekend at Barnard I met a girl whom my instincts immediately told me to avoid...Her dark hair was ungraciously scraped back with a rubber band, and acne flared under the ragged bangs on her forehead. Behind her black-rimmed glasses, eyes looked out at you sorrowfully and fiercely...I did not want to know Elise Cowen...I resisted friendship with her for about a month...We became friends...We went and had coffee...we ended up cutting [class], unwilling to tear ourselves away from a conversation of such inexhaustible intimacy. Most of our conversations were like that during the ten years that we knew each other, so that even now it's sometimes a shock to remember Elise is dead and I can't pick up a phone and speak to her. » |
(IT) « Durante questo primo fine settimana al [college] Barnard ho incontrato una ragazza che il mio istinto subito mi diceva di evitare ... I suoi capelli scuri erano negligentemente tirati indietro con un elastico e l'acne prosperava sotto la frangia sbrindellata sulla fronte. Dietro i suoi occhiali cerchiati di nero, gli occhi guardavano tristemente e intensamente ... Non volevo conoscere Elise Cowen ... ho rifiutato la sua amicizia per circa un mese ... Siamo diventate amiche ... Siamo andate a prendere un caffè ... abbiamo lasciato la lezione, non volendo abbandonare una conversazione di una tale inesauribile confidenza. La maggior parte delle nostre conversazioni erano così durante i dieci anni che ci conoscevamo e anche adesso è a volte uno shock ricordare che Elise è morta e non posso prendere il telefono e parlare con lei. » |
| (Johnson Joyce, Minor Characters[11]) | |
Note[modifica]
- ^ Tra i suoi amici artisti era conosciuta anche con il soprannome Beat Alice. Knight, Women of the Beat generation, op. cit., p. 141.
- ^ Washington Heights è un sobborgo del distretto di Manhattan, 18 chilometri a nord di New York City. Coordinate geografiche: 40°51′07″N 73°56′10″W / 40.852°N 73.936°O
- ^ Il College fa ufficialmente parte della Columbia University. Vedi: (EN) College. Barnard College, Columbia University. URL consultato in data 13-08-2010.
- ^ Donald Cook e Allen Ginsberg si conobbero quando studiavano alla Columbia University ad un party di Cook nella 112th street. Vedi: The Villager, op. cit.
- ^ Johnson, McCampbell Grace, Girls who wore black, op. cit., p. 119.
- ^ a b CPCW University of Pennsylvania, op. cit.
- ^ The Villager, op. cit.
- ^ Knight, Women of the Beat generation, op. cit., p. 152.
- ^ Knight, Women of the Beat generation, op. cit., p. 142.
- ^ Knight, Women of the Beat generation, op. cit., p. 143.
- ^ (EN) Elise Nada Cowen. The Cosmic Baseball Association Website, 24-12-1996. URL consultato in data 13-08-2010.
Bibliografia e riferimenti[modifica]
- (EN) The Beat of New York in the Fifties. The Villager. URL consultato in data 13-08-2010.
- (EN) Elise Cowen (1933-1962). CPCW University of Pennsylvania. URL consultato in data 13-08-2010.
- Ronna Johnson; Nancy McCampbell Grace, Girls who wore black: women writing the beat generation (in inglese), Piscataway (New Jersey), Rutgers University Press, 2002, pp. 295. ISBN 0-8135-3065-2
Anteprima limitata (Google Libri): (EN) Girls who wore black: women writing the beat generation. URL consultato in data 13-08-2010. - Brenda Knight, Women of the Beat generation: the writers, artists, and muses at the heart of revolution (in inglese), York (Maine), Conari Press, 1998, pp. 366. ISBN 1-57324-138-5
Anteprima limitata (Google Libri): (EN) Women of the Beat generation: the writers, artists, and muses at the heart of revolution. URL consultato in data 13-08-2010. - Joyce Johnson, Minor characters: a young woman's coming-of-age in the beat orbit of Jack Kerouac (in inglese), Londra, Penguin Books, 1999, pp. 265. ISBN 0-14-028357-9