Ducati Sogno

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La Ducati Sogno è una macchina fotografica prodotta tra il 1946 e il 1951 dall' azienda italiana nota come Società Scientifica Radio Ducati SpA.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi prototipi vennero realizzati nel 1941 nei laboratori POST dove si progettavano prodotti strategici da lanciare sul mercato nel periodo postbellico. Nel 1946, alla prima Fiera di Milano, la Ducati presenta la prima versione della microcamera “Sogno”.

Il successo delle fotocamere Ducati è tale che la società Ferrania inizia a commercializzare le proprie pellicole 35mm già pronte in caricatori tipo Ducati. All'inizio degli anni Cinquanta la società Ducati viene accusata di vicinanza con l'ex regime fascista, come conseguenza i progetti di nuove versioni della Sogno (Ducati Sport, con tempi di esposizione più rapidi) vengono accantonati e la produzione viene definitivamente interrotta nel 1952, dopo la realizzazione di poco più di diecimila esemplari.

Nel 1950 la microcamera Sogno venne affiancata da un modello più semplice ed economico, denominato SIMPLEX. La Simplex era priva di telemetro, con un'ottica non non intercambiabile (Etar 35mm 1:3,5),tempi da 1/20 a 1/250 più la posa B.

Nello stesso anno venne progettata e prodotta in pochissimi esemplari un modello di microcamera denominata SPORT con le stesse caratteristiche della Sogno ad eccezione dell’otturatore a tendina che in questo caso consentiva tempi brevissimi, da 1/100 a 1/3000.

La microcamera Sogno non era sincronizzata, era però disponibile un accessorio (sincrolampo ES1301) da applicare al bottone di scatto mediante il quale si poteva utilizzare il lampeggiatore; successivamente, poco prima che la produzione della fotocamera fosse interrotta, venne realizzato un modello sincronizzato anche questo prodotto in un numero di esemplari molto basso. Alcune fotocamere non sincronizzate furono modificate con l'aggiunta, sulla parte frontale di un connettore PC per il lampeggiatore.

Nel corso della produzione sono state introdotte alcune piccolissime differenze che riguardano soprattutto l’oculare e le finestrelle del telemetro. Nei primissimi modelli la regolazione diottrica del telemetro si effettuava ruotando una piccola ghiera presente sull’oculare dello stesso, successivamente tale regolazione venne demandata ad una levetta presente sulla parte superiore dell’apparecchio, in corrispondenza del bottone per regolare i tempi di otturazione, e gli oculari del telemetro e del mirino erano completamente lisci. La variante successiva presentava intorno ad ognuno dei due oculari una piccola ghiera fissa ed infine gli ultimi apparecchi prodotti presentano anche una piccola fessura sotto ad una delle finestrelle del telemetro con un piccolo cursore che serviva alla regolazione dello stesso telemetro.

Dal punto di vista esclusivamente collezionistico vale la pena di ricordare l’esistenza di alcuni modelli di microcamera Sogno con incise sulla parte frontale le scritte “non cedibile – per collaboratore Ducati”, erano apparecchi che venivano dati in omaggio ai rivenditori o ai collaboratori.

Alla chiusura della sezione ottica nei laboratori del reparto di ricerca e sviluppo erano presenti alcuni modelli sperimentali più o meno completi come ad esempio un modello con tempi lunghi (tempi da 1 secondo a 1/500) che furono dispersi e regalati a dipendenti e collaboratori

Analizzando i numeri di matricola delle microcamere si può stimare una produzione di circa 9000 – 10000 esemplari per la Sogno e di circa 7000 – 8000 esemplari per la Simplex.

Non tutti gli apparecchi furono commercializzati attraverso i normali canali di vendita, infatti alla chiusura della sezione ottica gli apparecchi ancora in magazzino venivano offerti come omaggio agli acquirenti di motociclette Ducati.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La fotocamera ha dimensioni molto contenute (alta 54mm, spessa 33mm, lunga 100mm, poco più grande di un pacchetto di sigarette ma con un peso di 245g, ottica inclusa) e, oltre ad un eccellente qualità costruttiva, può vantare una dotazione di tutto rispetto.

Il formato del fotogramma è 18x24mm su pellicola cinematografica da 35mm, scelta che fa rientrare la Sogno nella famiglia delle mezzo formato.

Questa scelta, oltre a consentire dimensioni contenute ed un risparmio di pellicola, ha la caratteristica di restituire fotografie verticali scattando con la macchina in posizione orizzontale e viceversa.

La Sogno utilizza appositi caricatori capaci di ospitare circa 47 cm di film, corrispondenti a 15 pose. Il fotografo deve provvedere al caricamento della pellicola nei rullini riutilizzabili forniti con la microcamera stessa.

Questa scelta, necessaria per ridurre al minimo l'ingombro della fotocamera, assieme all'elevatissimo prezzo di vendita (82.000 lire nel 1947, corrispondenti a circa 3.500 euro) ha contribuito a determinare l'insuccesso commerciale della Sogno.

Ducati ha prodotto tre diverse bobinatrici per il caricamento da rulli di pellicola o per il trasferimento da un comune rullino da 35mm.

La messa a fuoco avviene tramite telemetro, separato dal mirino, che mostra una porzione dell’inquadratura, l’oculare del telemetro è regolabile per compensare eventuali difetti di vista del fotografo. Il mirino, galileano, serve per la composizione dell'immagine e dispone di un indicatore rosso che segnala il mancato caricamento dell' otturatore.

L’otturatore, a tendina, consente tempi da 1/20 a 1/500 più la posa B.

Ottiche[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le ottiche sono state appositamente progettate da Giuliano Toraldo di Francia, professore emerito di fisica superiore presso l’Università di Firenze, all’epoca collaboratore prima del Regio Istituto Nazionale di Ottica, poi, nell’immediato dopoguerra, dell’industria bolognese.

L' ottica di serie presente sui primi modelli è un 35 mm 1:2,8 denominato "Vitor" con diaframma regolabile tra 1:3,5 e 1:16, successivamente la Sogno sarà equipaggiata con un Vitor 35mm 1:3,5.

Il parco ottiche è così composto:

  • Standard:
    • Vitor 35mm f/3,5
    • Vitor (chiamato inizialmente Nitor) 35mm f/2,8
  • Grandangolari (forniti con mirini e cornici aggiuntive):
    • Dugon 16mm f/6.3
    • Argon 28mm f/4
  • Teleobiettivi (dotati di mirini ottici aggiuntivi):
    • Lator 60mm f/2.8
    • Teletor 120mm f/5.6

Successivamente vennero realizzati:

  • Eltor 40mm f/2 (l'ottica più luminosa messa in commercio)
  • Luxtor 40mm f/1.5 (annunciato ma mai messo in produzione)

Vengono commercializzati anche molti altri accessori, un corredo di lenti addizionali Vicino per le distanze di 80 cm, 45 cm, 30 cm e 23 cm, filtri colorati, paraluce, cassette reflex per le riprese al microscopio, tre diverse bobinatrici , proiettori per diapositive, ingranditori, borsa pronto, cavalletti, ecc.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Malavolti Le Microcamere della Ducati, Fotocamera sas, Milano.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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