Mirino (fotografia)

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Il mirino di una fotocamera è il dispositivo che permette di scegliere e comporre l'inquadratura. All'interno del mirino, oltre alla visualizzazione della scena inquadrata, sono frequentemente posti gli strumenti per valutare la messa a fuoco e l'esposizione del soggetto. Nel mirino galileano trova posto il telemetro, mentre nel mirino a pozzetto e nel sistema a pentaprisma è possibile trovare il vetro smerigliato, lo stigmometro, la corona di microprismi e l'esposimetro. Le moderne fotocamere digitali mettono a disposizione all'interno del mirino ulteriori strumenti che assistono il fotografo nella fase di scatto.

Mirini convenzionali[modifica | modifica sorgente]

Nelle fotocamere convenzionali sono normalmente distinguibili quattro modelli di mirino.

Mirino galileano[modifica | modifica sorgente]

È composto da due lenti all'interno di una finestrella vicino l'obiettivo. È molto nitido, luminoso ed economico. Può contenere una cornice raffigurante il campo inquadrato dall'obiettivo, però è soggetto all'errore di parallasse specialmente se il soggetto è vicino. Di solito si trova sulle compatte economiche oppure su alcune fotocamere come le Leica M.

Uno svantaggio del mirino galileiano sulle macchine ad obiettivi intercambiabili (per esempio le citate Leica) consiste nel fatto che il campo visuale deve essere adattato a quello dell'obiettivo in uso. Un mirino con un discreto angolo visuale, che riporta una cornice indicativa dell'inquadratura per le focali più comuni, può alleviare il problema solo alle focali intermedie. Nel caso di grandangolari spinti o teleobiettivi, questa non è una soluzione praticabile. Per questi casi è spesso previsto il montaggio di mirini addizionali, che però, essendo esterni, non sono in grado di visualizzare le informazioni su esposizione e messa a fuoco.

Mirino reflex a pozzetto[modifica | modifica sorgente]

Il suo nome deriva dalla posizione orizzontale in cui è ricostruita l'immagine, che obbliga ad osservarla dall'alto, come in un pozzo. Di norma utilizzato nelle biottiche, l'immagine è riflessa da uno specchio a 45° verso un vetro smerigliato posizionato sopra la fotocamera. In questo tipo di mirino, lo specchio raddrizza l'immagine capovolta, ma persiste l'inversione dei lati: ciò che è a destra si vede a sinistra e viceversa.[1] Alcune fotocamere dotate di questo tipo di mirino sono: Hasselblad (praticamente quasi tutte quelle del sistema V come dotazione di serie, intercambiabile con mirini a pentaprisma di vari tipi. Il sistema H nasce invece con la dotazione di un mirino a pentaprisma sostituibile con un mirino a pozzetto), Rolleiflex, Rolleicord, Rollei, Lomo Lubitel, e altre. Anche sulle reflex Nikon F e sulle Exacta, originariamente concepite come sistemi a parti intercambiabili, potevano essere montati mirini a pozzetto.

Mirino reflex a pentaprisma[modifica | modifica sorgente]

Utilizzato nelle fotocamere Reflex e Reflex digitali a piccolo e medio formato, riceve l'immagine direttamente dall'obiettivo di ripresa, permettendo in questo modo un'accurata composizione, mostrando anche il risultato di eventuali filtri fotografici. L'immagine è riflessa da uno specchio a 45° verso il pentaprisma (o il pentaspecchio), che riflette e orienta correttamente l'immagine verso il mirino sul dorso della fotocamera. Durante lo scatto, lo specchio si alza verso il pentaprisma permettendo il passaggio della luce, oscurando al contempo il mirino. Soltanto negli apparecchi di fascia professionale questo tipo di mirino permette una visione completa della scena inquadrata: solitamente, per motivi economici, ne viene reso visibile solo il 90-95%. La porzione mancante viene di norma coperta dal telaio della diapositiva o rifilata in fase di stampa.

Mirino digitale[modifica | modifica sorgente]

Nelle fotocamere digitali non reflex il mirino è costituito da un display LCD che visualizza in tempo reale l'immagine acquisita.

Gli schermi LCD sono spesso scarsamente visibili in condizioni di forte illuminazione (per esempio in pieno sole). Per questo motivo, il display può essere accompagnato da un piccolo mirino ottico di tipo galileano (etichettato OVF, optical viewfinder), oppure da un mirino elettronico (EVF, electronic viewfinder). In quest'ultimo caso, non si tratta d'altro che di una replica dello schermo LCD, con il vantaggio, rispetto a questo, di consentire una visione più chiara in caso di forte illuminazione, oltre che più concentrata sul soggetto.


Altri tipi di mirino[modifica | modifica sorgente]

Non tutte le fotocamere posseggono un mirino: i primi modelli economici (come la Kodak N1) ne erano sprovvisti; ma lo sono anche le fotocamere autocostruite o quelle progettate per applicazioni particolari. Ad esempio alcune fotocamere subacquee utilizzano una semplice cornice senza lenti per visualizzare il campo inquadrato.

Le macchine a grande formato (view camera) non possiedono mirino perché l'immagine viene focalizzata direttamente su una lastra di vetro smerigliato, visibile dal retro della macchina, alla quale viene sostituita la lastra fotografica solo al momento di scattare. La peculiarità di questo sistema è che, in assenza di pentaspecchio o pentaprisma, l'immagine viene visualizzata capovolta e a lati invertiti, così come è prodotta dall'obiettivo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fotografare - John Hedgecoe - ed. Mondadori 1976 - pag. 36

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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