Dibattito sull'aborto

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In numerosi Stati è attivo un dibattito sull'opportunità di consentire per legge l'aborto volontario, detto anche interruzione volontaria della gravidanza.

In genere, nella legislazione, la legittimità dell'interruzione di gravidanza viene contemplata solo sotto una serie di condizioni ben precise, che includono la presenza di ben definite motivazioni, la libera ed esplicita autodeterminazione delle donne, e il fatto che il concepimento sia relativamente recente (prime settimane), ovvero, nel caso di aborto terapeutico, che l'età gestazionale non sia ancora avanzata oltre determinati limiti.

Lo stato del dibattito sulla legittimità dell'IVG[modifica | modifica sorgente]

Poster sovietico del 1925. Traduzione della scritta superiore: "Gli aborti praticati da levatrici qualificate o autodidatte non solo menomano la donna, ma possono condurre alla sua morte". Didascalia dell'immagine superiore sinistra: "Visita da una levatrice autodidatta". Didascalia dell'immagine superiore destra: "Conseguenze di un aborto". Didascalia dell'immagine inferiore: "Morte causata da un aborto". Testo in basso a sinistra: "Qualsiasi aborto conduce alla morte". Testo in basso a destra: "Qualsiasi levatrice qualificata o autodidatta che pratichi un aborto commette un crimine".

Pur con numerose sfumature, il dibattito contrappone due posizioni principali:

  • quella di chi vorrebbe rendere (o mantenere) illegale la IVG, o quantomeno sottoporre la sua applicabilità a vincoli estremamente stringenti. A questo fronte (autodefinitosi pro life, "a favore della vita", ovvero esplicitamente antiabortista) appartengono in generale tutti coloro che ritengono che l'embrione umano, fin dal concepimento, dovrebbe godere dello stesso diritto alla vita dell'essere umano dopo la nascita, nonché la maggior parte delle confessioni religiose;
  • quella di chi sostiene che la IVG dovrebbe diventare (o restare, dove già lo è) lecita e legalizzata, demandando alla valutazione soggettiva della donna, e solo ad essa, la scelta in merito. Questi vengono talvolta definiti pro choice, "a favore della scelta", o abortisti. Aderiscono a questo fronte, in linea di massima, tutti coloro che non ritengono di poter giudicare astrattamente motivazioni così personali, coloro che privilegiano la libertà di scelta, coloro che non ritengono che un embrione sia già un essere umano compiuto, coloro che lo ritengono un modo efficace di ridurre o sconfiggere la piaga degli aborti clandestini, ed altri ancora.

Il dibattito[modifica | modifica sorgente]

Le tesi contrarie alla IVG[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Movimento pro-life.

In Italia si fa interprete di questo fronte il Movimento per la Vita, nel quale confluiscono forze laiche e religiose (cattoliche, ortodosse e alcuni gruppi protestanti).

I sostenitori di queste tesi considerano l'embrione un essere umano a tutti gli effetti, in quanto dotato di un proprio patrimonio genetico diverso da quello dei genitori e, dopo un certo stadio di sviluppo, di un sistema nervoso centrale, ritenuto sede della coscienza.

In quest'ottica, dunque, l'embrione e il feto sarebbero già persona umana fin dal concepimento, dotati degli stessi diritti della donna che lo porta in grembo.

Le tesi a favore della IVG legalizzata[modifica | modifica sorgente]

I cosiddetti abortisti non sono necessariamente a favore dell'aborto. Essi sostengono piuttosto l'assoluta necessità di una legislazione chiara e precisa che stabilisca cosa sia possibile fare, come debba venire fatto, chi sia incaricato di eseguire aborti e con quali controlli e quant'altro necessario. Questo per tutelare le persone coinvolte nel processo e la loro libertà di scelta, e per minimizzare i rischi di salute connessi. Resta il fatto che una legislazione chiara e precisa è spesso gradita anche da parte dei "pro life": l'assenza di legislazione, infatti, è spesso causa del permanere del fenomeno nella clandestinità, piuttosto che della sua eliminazione effettiva. Per lo più, in realtà, come accadeva anche in Italia, prima della legge 194 del 1978, ovvero nel Codice Rocco del 1930, di norma esiste sempre almeno una norma che punisce l'aborto, quindi si tende a parlare di legalizzazione dell'aborto intendendola come concessione del diritto di abortire solo nei casi esplicitamente previsti dalla legge.

Sintesi delle posizioni pro e contro la legalizzazione dell'aborto[modifica | modifica sorgente]

Le tesi contrarie alla legalizzazione dell’aborto Le tesi favorevoli alla legalizzazione dell'aborto
Premesso che l'ontogenesi umana abbia inizio nell’istante della fecondazione, ovvero della congiunzione di uno spermatozoo maschile con un ovocita femminile, e che, «una volta che il processo è cominciato, non c’è una particolare fase del suo sviluppo che sia più importante di un’altra: tutte sono parte di un processo continuo»,[1] il fronte "pro life" chiede la tutela degli embrioni come individui anche sulla base del rapporto Warnock del 1984, stilato da una commissione bioetica inglese, presieduta dalla filosofa Mary Warnock, in cui si evidenzia la mancanza di una soluzione di continuità della vita umana, ritenuta continua e progressiva, dal momento del concepimento fino alla morte.[1]

Il concepito è il risultato del processo di fecondazione (fusione) dei due gameti, maschile (spermatozoo) e femminile (ovocita), che dà origine ad uno "zigote" o "ovocita fecondato", portatore di un nuovo patrimonio genetico. I pro-life sostengono che l'unicità del neoformato genoma umano renda il concepito un individuo distinto dai suoi genitori e meritevole di autonoma tutela, anche su un piano giuridico.

Le tesi favorevoli alla legalizzazione dell’aborto sono sostenute dai "pro choice", i quali, pur non negando il valore della vita umana, affermano che la donna gravida debba poter esercitare, in determinati casi ed entro limiti fissati dalla legge, il diritto a interrompere la gravidanza.

In generale, il fronte dei "pro choice" riconosce questo diritto alla donna, in quanto la gravidanza e la nascita di un figlio, spesso non desiderato e non progettato, può generare una condizione di pericolo per le di lei condizioni di salute, fisiche e psicologiche.

Inoltre, i "pro choice" ritengono che il frutto del concepimento, almeno nelle prime settimane di gravidanza, non avendo ancora sviluppato sufficientemente il sistema nervoso centrale (in particolare la corteccia cerebrale, il talamo e le relative connessioni neuronali), non è ancora ancora un individuo autocosciente[2][3] e dunque è radicalmente differente, dal punto di vista biologico e ontologico, dall'essere umano adulto.

L'embrione, inoltre, è un'entità altamente polimorfa e priva dell'autonomia vitale che è alla base della definizione di organismo. Privo del corpo materno, infatti, non ha alcuna possibilità di una vita propria (che acquista solamente da feto verso le 23 settimane di gestazione, sempre però in incubatrice con interventi di rianimazione, respirazione artificiale e alimentazione parenterale).

Il fronte "pro choice" non riconosce l'univocità tra genoma e individuo, citando come prove i gemelli identici (genoma uguale, ma due o più individui), i mosaicismi e i chimerismi (due o più genomi, ma un solo individuo) o i tessuti di origine embrionale degenerati (mole idatiforme, coriocarcinoma) che hanno un genoma umano ma non sono individui.

Inoltre molti degli ovociti fecondati risultano incompatibili con la vita individuale per vari motivi, primo fra tutti l'insorgenza di gravi anomalie genetiche e vengono abortiti naturalmente. In molti casi ciò avviene nelle primissime fasi della gestazione, tanto che molte donne, ancora inconsapevoli della gravidanza, non si accorgono dell'accaduto; le stime, variabili, parlano di oltre il 30% dei casi.[4][5][6]

La conseguenza di questa tutela giuridica è quindi il divieto assoluto, secondo i "pro life", di praticare l'aborto, considerato alla stessa stregua dell'omicidio.

Per essi in definitiva sarebbe del tutto irrilevante il concetto di autonomia vitale posto a favore delle tesi di pro-choice: il diritto alla vita si acquisterebbe al momento del concepimento.

Sul piano giuridico, i "pro choice" ritengono dunque che il concepito sia titolare di una legittima aspettativa a nascere, ma non di un vero e proprio diritto, e in questo senso che debba prevalere su questa aspettativa, nei casi previsti, la libera e consapevole autodeterminazione della madre.
Alcuni antiabortisti sostengono che alcune donne ricorrano all'aborto come pratica contraccettiva e che le motivazioni che spingono a tale scelta siano, di fatto, frutto di egoismo e mancanza di responsabilità. In particolare i cattolici osservanti fanno riferimento alla enciclica Evangelium vitae dove Giovanni Paolo II espose come, a suo modo di vedere, i presupposti teorici della contraccezione fossero i medesimi dell'aborto, facendo particolare riferimento a quei metodi che non impediscono il concepimento, ma impediscono che sfoci in una gravidanza (pillola del giorno dopo, spirale).

Altro aspetto che i pro-life sottolineano è che in Italia, dopo 29 anni di aborto legale e oltre 4.800.000 di IVG, l'Istituto Superiore di Sanità ha palesato come la pratica dell'aborto clandestino, pur avendo subito una notevole riduzione, non sia stata del tutto abbandonata: l'Istituto stima, infatti, in 20.000 il numero di aborti annui clandestini[7];

I favorevoli alla IVG regolamentata dalla legge sostengono che molte gravidanze indesiderate, e quindi a rischio di aborto, non avrebbero luogo se venissero attivate delle serie politiche di educazione sessuale e di educazione alla contraccezione. Si ritiene che il calo delle IVG sia anche e particolarmente dovuto alla legittimazione della contraccezione e alla sua diffusione, anche se in realtà questa diffusione risulta tuttora piuttosto limitata, in particolare in Italia così come in molti altri paesi in particolare sottosviluppati o in via di sviluppo[8]. In particolar modo si sostiene quindi la necessità di un'approfondita educazione sessuale e sanitaria agli adolescenti già a partire dalle scuole medie. Altre misure in tal senso sono state sperimentate anni fa, quale ad es. l'istituzione dei distributori automatici di profilattici, che oltre a impedire gravidanze indesiderate evitano il diffondersi di malattie sessualmente trasmissibili. Si sostiene quindi la necessità di inserirli anche in alcuni locali o punti di ritrovo, come le discoteche o i pub, o anche nelle scuole. Questa iniziativa tuttavia ha suscitato molte polemiche e non ha avuto particolare sviluppo.

Inoltre, in merito agli aborti clandestini i pro-choice evidenziano che le stime precedenti al 1978 rilevavano un numero di aborti clandestini variabile fra i 200.000 e i 600.000 annui[9]. Occorre inoltre precisare che allo stato attuale gli aborti clandestini sono praticati nella maggior parte dei casi da donne immigrate, spesso esse stesse clandestine, poco consce quindi dei loro diritti e che oltre il 70% sia praticato nell'Italia meridionale ed insulare. Analizzando inoltre l'andamento degli aborti clandestini è facile notare come esso sia in massiccia diminuzione[10].

Aborto e religioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rapporto tra religione ed aborto.

La posizione delle religioni maggiori rispetto all'interruzione volontaria di gravidanza è solitamente di condanna, seppure alcune di esse lo ritengano accettabile in circostanze più o meno limitate. La posizione delle religioni minori è più variegata.

  • Fra gli ebrei, pur rifacendosi ai testi della Bibbia contrari all'aborto (soprattutto il libro dell'Esodo 21, 22-25) e ad una prassi attestata già da Flavio Giuseppe, c'è una qualche accettazione dell'aborto nelle prime quattro settimane, ma solo nel caso di pericolo per la salute della madre. Gli aborti terapeutici devono essere autorizzati caso per caso.
  • La posizione degli ortodossi è da sempre contraria all'aborto[11], tenendo fermi i riferimenti biblici contrari all'aborto (p.es. Es 21, 22-25) e confermandoli già in testi non-canonici del I secolo d.C. come la Didaché, la Lettera di Barnaba e l'Apocalisse di Pietro e infine il canone 91 del Concilio in Trullo, ritenendo che "l'uomo è fatto ad immagine di Dio al momento del concepimento". Tuttavia, seguendo Basilio, non si esclude che lo si debba praticare nel caso di pericolo per la vita della madre (come caso di eccezione).
  • I cattolici, sulla base di riferimenti scritturali e apostolici, hanno sempre considerato la vita un bene non disponile, in quanto considerata un dono da parte di Dio all'uomo, e dunque un bene in sé di cui all'uomo non è dato disporre: ne consegue che l'aborto, in quanto scelta volontaria dell'uomo volta a impedire lo sviluppo della vita, equivale ad un omicidio ed è considerata peccato mortale gravissimo, in quanto con questa scelta l'uomo si contrappone arbitrariamente alla volontà di Dio. Allo stesso modo i cosiddetti metodi di contraccezione d'emergenza, che impediscono l'annidamento del concepito nell'utero materno, vengono considerati abortivi perché impediscono lo sviluppo iniziale della vita del nascituro.[12] Papa Giovanni Paolo II ha spiegato la posizione cattolica nell'enciclica Evangelium Vitae, specialmente nei numeri 58-63 e 68-74. La Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata dall'allora prefetto cardinale Joseph Ratzinger, divenuto in seguito papa Benedetto XVI, ha affermato che è lecito eseguire l'asportazione del feto in seguito a grave danneggiamento dell'utero, nel caso esso rappresenti un grave pericolo attuale per la vita o la salute della donna.[13]
  • Gli anglicani non hanno definito una posizione ufficiale sul momento a partire dal quale la vita in sviluppo nell'utero è una persona umana, e quindi santa e titolare del diritto alla vita. Solo una minoranza condivide la posizione cattolica mentre la maggioranza applica i principi di contestualizzazione tipici dell'etica anglicana nei casi di conflitto fra i diritti di persone differenti; di conseguenza, fra gli anglicani prevale l'idea che in certi casi, definiti secondo i principi succitati, l'aborto è moralmente giustificabile. (cf. Lambeth Conference Report, 1930, 16 & 1978, 10).
  • Quanto ai protestanti, Lutero e Calvino sostennero che anima e corpo esistono immediatamente al momento del concepimento, mentre Melantone affermò che l'anima è data da Dio solo dopo che il corpo è formato. Oggi, tuttavia, molte delle chiese più diffuse accentuano l'importanza delle circostanze uniche che ciascuna decisione di aborto ha sulle responsabilità di chi deve scegliere, in particolare la donna, riconoscendo che il conflitto morale sull'aborto sia tragico ed ambiguo e comunque di responsabilità personale. Di conseguenza alcune Chiese condannano l'aborto[14], mentre altre lo accettano[15].
  • i Testimoni di Geova ed altre confessioni cristiane rimangono profondamente contrari all'aborto
  • I Musulmani consentono l'uso di pillole del giorno dopo e ogni pratica 'abortiva' antecedente l'impianto dell’ovulo fecondato nell’utero. E altresì concesso l'aborto nel caso di rischi sanitari della madre di estrema gravità. Ma in generale se si ha coscienza di essere incinta l'aborto è proibito anche in caso di stupro.[16]
  • Nelle centinaia di correnti religiose dell'induismo la regola è per il no. Tuttavia si registra una certa tolleranza per i trasgressori.
  • Nel buddhismo l'aborto è vietato da quasi tutti i testi e tradizioni perché considerato una violenza nei confronti di un essere vivente e senziente (tranne alcuni testi che non considerano l'embrione "senziente").[senza fonte] Il XIV Dalai Lama, però, pur essendo contrario in linea di principio, si è espresso a favore di una valutazione "caso per caso" e della scelta del "male minore".[17] Data l'esistenza di diverse forme di buddismo, non esiste un'attitudine univoca nei confronti dell'aborto.[18].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Tale affermazione è contenuta nel Rapporto Warnock, del 1984 [1].
  2. ^ Eccles, John C. "Evolution of consciousness." 1992. Proc. Natl. Acad. Sci. USA Vol. 89 pp. 7320-7324
  3. ^ Roth, Gerhard. "The Evolution of Consciousness." Brain Evolution and Cognition. 2001. New York, NY.
  4. ^ Roberts CJ, Lowe CR, "Where have all the conceptions gone?" in Lancet, 15 marzo, 1975, PMID 47978.
  5. ^ Wilcox AJ, Baird DD, Weinberg CR, "Time of implantation of the conceptus and loss of pregnancy." in New England Journal of Medicine, vol. 340, nº 23, 10 giugno, 1999, pp. 1796-1799, DOI:10.1056/NEJM199906103402304, PMID 10362823.
  6. ^ a b Wang X, Chen C, Wang L, Chen D, Guang W, French J, "Conception, early pregnancy loss, and time to clinical pregnancy: a population-based prospective study." in Fertil Steril, vol. 3, nº 79, marzo 2003, pp. 577-584, DOI:10.1016/S0015-0282(02)04694-0, PMID 12620443.
  7. ^ Relazione del ministro della salute sulla attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l'interruzione volontaria di gravidanza (legge 194/78), anno 2006
  8. ^ Come emerge da un rapporto Onu del 2005, la percentuale di donne italiane che adotta metodi contraccettivi è tuttora inferiore al 40%, a fronte di una media mondiale superiore al 53%; nazioni come la Spagna, la Francia e la Germania si aggirano intorno al 70%Rapporto ONU 2005 sulla contraccezione nel mondo
  9. ^ L'interruzione volontaria di gravidanza in Italia. URL consultato il 20 febbraio 2008.
  10. ^ italia donna
  11. ^ Informazioni su aborto e Chiesa ortodossa su www.orthodoxwiki.org, qui un documento ufficiale.
  12. ^ Dignitas Personae - Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede
  13. ^ Circa L'"Isolamento Uterino" Ed Altre Questioni
  14. ^ Informazioni su chiese riformate contrarie all'aborto nel sito evangelico www.godandscience.org
  15. ^ Per le posizioni delle chiese riformate che accettano l'aborto si veda ad esempio la posizione della Chiesa valdese L'embrione, la persona, la fede
  16. ^ Matrimonio e Morale nell'Islam
  17. ^ Dalai Lama (Tenzin Gyatso) con Howard C. Cutler - L'arte della felicità
  18. ^ [2], [3]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Palo Gianangelo, (a cura di)"L'aborto nella discussione teologica cattolica", Queriniana, Brescia 1977

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]