Cunter

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Cunter
comune
Cunter – Stemma
Dati amministrativi
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Graubünden matt.svg Grigioni
Distretto Albula
Lingue ufficiali Romancio e Tedesco
Territorio
Coordinate 46°37′N 9°35′E / 46.61667°N 9.58333°E / 46.61667; 9.58333 (Cunter)Coordinate: 46°37′N 9°35′E / 46.61667°N 9.58333°E / 46.61667; 9.58333 (Cunter)
Altitudine 1.189 m s.l.m.
Superficie 7,12 km²
Abitanti 215 (2005)
Densità 30,2 ab./km²
Comuni confinanti Riom-Parsonz, Salouf, Savognin, Tiefencastel
Altre informazioni
Cod. postale 7452
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 3532
Targa GR
Circolo Surses
Localizzazione
Cunter è posizionata in Svizzera
Cunter
Cunter – Mappa

Cunter, in italiano antico Contra, è un comune svizzero nel distretto dell'Albula del Canton Grigioni.

Indice

Geografia [modifica]

Cunter è situato nella Val Sursette, sulla sponda destra del torrente Giulia o Gielgia. Dista 36 km da Coira e 41 km da Sankt Moritz. La stazione ferroviaria più vicina è Tiefencastel, a 8 km, mentre l'uscita autostradale di Thusis, sulla A13/E43, dista 20 km.

Il punto più elevato del comune è sul Piz Mitgel (2796 m s.l.m.), sul confine con Savognin e Tiefencastel.

Sul suo territorio si trova la diga di Burvagn.

Stemma [modifica]

Lo stemma rappresenta il busto di San Carlo Borromeo che ne è anche patrono.

Storia [modifica]

Vi sono tracce di un insediamento durante l'età del Bronzo. In tempi più recenti fu frazione di Riom l'indipendeza arrivò nel XX secolo. Nel 1740 Cunter aiutò dei militi austriaci a disertare, questa crisi determinò il blocco dei rifornimenti da parte dell'Austria. Il villaggio fu più volte distrutto da incendi negli anni 1754, 1812, 1824 e nel 1896.[1]

Lingua [modifica]

Dal censimento del 2000 si evince che la maggior parte della popolazione parla il Romancio surmirano (51,01%), seguito dal tedesco (36,36%). La parte restante dei residenti parla italiano.

Note [modifica]

  1. ^ Cunter in Dizionario storico della Svizzera

Bibliografia [modifica]

AA. VV., Storia dei Grigioni, 3 volumi, Collana «Storia dei Grigioni», Edizioni Casagrande, Bellinzona 2000.

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