Chiesa di Sant'Anna dei Lombardi

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Coordinate: 40°50′41.34″N 14°15′01.89″E / 40.844816°N 14.250525°E40.844816; 14.250525

Chiesa di Sant'Anna dei Lombardi
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Località CoA Città di Napoli.svg Napoli
Religione Cristiana Cattolica di rito romano
Titolare Sant'Anna
Diocesi Arcidiocesi di Napoli
Architetto Gaetano Sacco
Stile architettonico gotico, rinascimentale
Inizio costruzione 1411
Completamento XVII secolo

La chiesa di Sant'Anna dei Lombardi (detta anche Santa Maria di Monteoliveto) è una chiesa monumentale di Napoli sita nei pressi di via Toledo, in piazza Monteoliveto.

Si tratta di una delle più rilevanti testimonianze del rinascimento toscano a Napoli.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa venne fondata nel 1411 da Gurello Origlia[2][3], protonotario del re Ladislao di Durazzo, che patrocinò la costruzione di una piccola chiesa detta di santa Maria di Monteoliveto, affidata ai padri Olivetani. La fabbrica fu sottoposta a radicali lavori di ampliamento da parte di Alfonso I di Napoli e ben presto divenne tra le favorite della corte aragonese.

La chiesa testimonia lo stretto legame tra la città e la Toscana, dimostrando che già a quei tempi si era insediata a Napoli una fitta "colonia" fiorentina di mercanti, artigiani e banchieri; non a caso i negoziati tra Antonio Piccolomini e gli scultori Antonio Rossellino e Benedetto da Maiano sulla costruzione e la decorazione della cappella omonima presente in chiesa furono portati avanti dalla famiglia Strozzi, che aveva a Napoli una filiale della loro banca attraverso cui facevano pagamenti agli artisti.[4]

Nel XVII secolo la chiesa fu ritrasformata da Gaetano Sacco mentre nel 1798 Ferdinando I delle Due Sicilie dispose l'allontanamento degli olivetani e così l'arciconfraternita dei Lombardi, all'epoca in un'altra chiesa dedicata a sant'Anna situata nelle vicinanze, nell'omonima via tra il palazzo Ventapane e il palazzo Carafa di Maddaloni, ma inagibile per via del crollo del tetto, colse l'occasione per spostarsi nella chiesa di Monteoliveto che cambiò dunque denominazione in Sant'Anna dei Lombardi.

Parte della facciata fu ricostruita dopo la seconda guerra mondiale per via di gravi danni subiti durante i bombardamenti alleati, in particolar modo nell'atrio gotico.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La navata verso l'altare maggiore

La chiesa presenta fermenti artistici tipici nel rinascimento fiorentino, soprattutto dal punto di vista architettonico; le grandi cappelle a pianta centrale rimandano chiaramente alle analoghe costruzioni fiorentine e l'intervento di Benedetto da Maiano è da mettere in relazione alle cappelle Piccolomini e Correale.

Pianta dell'interno
La navata verso la controfacciata

Il resto dell'edificio si presenta invece nella veste che le fu data nel XVII secolo, sacrificando l'originaria in stile gotico, di cui rimangono alcune finestre tamponate visibili all'esterno, sui lati, e l'atrio, in piperno caratterizzato dall'arco a sesto ribassato tipico del tardogotico napoletano, ricostruito, comunque, dopo i bombardamenti nel 1943.

La facciata della chiesa è composta da un arco in piperno; nell'atrio gotico è conservata l'edicola sepolcrale di Domenico Fontana, costruita nel 1627 dai figli Sebastiano e Giulio Cesare Fontana e proveniente dalla distrutta chiesa di Sant'Anna.

L'interno è a navata unica con copertura a botte e cupola; le cappelle sono cinque a lato, più altre quattro nel presbiterio (due sulle pareti frontali e due ai lati dell'abside). Da ricordare che il presbiterio fu aggiunto nel XVI secolo e che all'interno delle quattro cappelle che lo caratterizzano vi è una vera e propria antologia della scultura del Quattrocento e del Cinquecento. Sono infatti presenti opere in terracotta di Guido Mazzoni, sculture di Antonio Rossellino, Benedetto da Maiano, Giovanni da Nola, Pedro Rubiales e molti altri. L'altare maggiore fu eseguito su disegno di Giovan Domenico Vinaccia da Bartolomeo e Pietro Ghetti mentre alle spalle della zona absidale alcuni corridoi conducono alla sacrestia.

La controfacciata ospita nella parte superiore l'organo "F.lli Lingiardi di Pavia" (1904) ed un ciclo di affreschi di Battistello Caracciolo, nella parte inferiore invece si ammirano gli altari gentilizi della famiglia Ligorio (1532) e Del Pezzo (1524) eseguiti dal da Nola il primo, e da Girolamo Santacroce il secondo.

Tra le cappelle spiccano la Correale, con architettura ispirata alla maniera di Giuliano da Maiano in cui trovano alloggio sculture di Benedetto da Maiano; la Tolosa, di Giuliano da Maiano con sculture dei Della Robbia e affreschi di Cristoforo Scacco di Verona; e la cappella Piccolomini, tra le più riuscite dei modi fiorentini.[1] Nelle altre invece sono presenti tombe della nobiltà napoletana del XV secolo con decorazioni in fresco di Giuseppe Simonelli, di Baldassarre Aloisi, Nicola Malinconico, Francesco Solimena e altri.

Cappelle sul lato sinistro[modifica | modifica wikitesto]

Cappella d'Avalos: affreschi dell'Arditi e Sarnelli
  • Cappella d'Avalos: la cappella si presenta di forma più allungata rispetto alle altre e costituisce un vero e proprio ambiente a sé. Sul fondo vi è l'altare maggiore con una tela di Fabrizio Santafede raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Benedetto e Tommaso del 1606; affreschi sulle Storie del Vecchio e Nuovo Testamento di Giovan Antonio Arditi e Antonio Sarnelli caratterizzano la cupola ed il tamburo.
  • Cappella dei Santi Mauro e Placido: una tela firmata e datata 1708 di Paolo de Matteis raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Mauro e Placido è presente sull'altare; di Nicola Malinconico invece gli affreschi e tele sulla volta e nelle lunette raffiguranti la Gloria e le Storie dei santi. Le pareti laterali invece presentano due monumenti funebri, uno (a sinistra) di ignoto maestro napoletano del 1576 dedicato a Giovanni e Carlo Rapario con Flagellazione, l'altro monumento sepolcrale è dedicato a Grazia Cavaniglia ed è opera di Giacomo della Pila.
  • Cappella Porcinari: sono presenti opere di Paolo de Matteis, Francesco Di Maria, Pacecco e Carlo De Rosa tutte riguardanti san Bartolomeo Tolomei.
  • Cappella di san Giovanni Battista: sull'altare vi è il monumento scultoreo di Giovanni da Nola del 1516 San Giovanni Battista; di Giacomo della Pila invece è l'Annunciazione ed il bassorilievo con la Pietà, mentre di De Matteis sono gli affreschi con Glorie e vite del santo. Infine, sono presenti in loco altre opere di bottega del da Nola.

Cappelle sul lato destro[modifica | modifica wikitesto]

  • Cappella Mastrogiudice: caratterizza l'ambiente un'opera scultorea raffigurante la Madonna col Bambino e San Giovannino tra i santi Gerolamo e Andrea di Giovanni da Nola, un organo monumentale della fine del XVII secolo e cicli di affreschi di Battistello Caracciolo.
Cappella Correale: bassorilievi de l'Annunciazione di Benedetto da Maiano
  • Cappella Correale (o dell'Annunciazione): segue la prima; sono presenti statue su San Giovanni Evangelista e Battista nonché un bassorilievo sull'Annunciazione di Benedetto da Maiano del 1489.
  • Cappella di santa Francesca Romana: è caratterizzata da Storie della vita della Santa di Vincenzo Fato, affreschi di Giuseppe Simonelli raffiguranti Storie della vita di Santa Francesca Romana e da un'opera di Giovan Battista Lama.
  • Cappella di sant'Antonio da Padova: vi sono affreschi di Nicola Malinconico con Storie della vita di sant'Antonio e sull'altare due opere di Annibale Caccavello raffiguranti Sant'Antonio da Padova e Predica di sant'Antonio.
  • Cappella Scala: accoglie i resti di militari della famiglia Scala, di probabile origine spagnola. Tali resti sono ospitati sotto la lapide posta al centro del pavimento a fiori di marmo rossi, bianchi e neri. Alcune fonti del XVII secolo riferiscono dell'esistenza di una lapide dedicata a Galzerano e Livio Scala, la quale non è però più visibile. La cappella mostra sulla parete di fondo un altare del Settecento, sormontato da un crocifisso ligneo di ignoto maestro, nonché un ciclo di affreschi di Nicola Malinconico raffiguranti Storie della vita di Cristo.
  • Cappella di san Cristoforo: posto sull'altare vi è un San Cristoforo di Francesco Solimena, su una parete il monumento funebre a Cesare Bosco di Matteo Bottiglieri e nella volta affreschi raffiguranti Storie della vita di san Cristoforo di Giuseppe Simonelli.

Presbiterio[modifica | modifica wikitesto]

La zona absidale
  • Cappella Savarese: collocata a sinistra dell'abside, sulla parete frontale vi è un affresco di anonimo databile intorno agli inizi del Quattrocento, mentre caratterizzano le pareti laterali due tele di Carlo Sellitto risalenti al 1608: Consegna delle chiavi a san Pietro e San Pietro salvato dalle acque.
  • Cappella Tolosa: sul fronte sinistro della zona presbiteriale, la cappella presenta chiari temi architettonici di stampo rinascimentale. Quattorcenteschi sono gli affreschi di Cristoforo Scacco di Verona e la tela di Reginaldo Piramo da Monopoli posta sopra l'altare. Infine vi sono opere in terracotta dei Della Robbia probabilmente destinate alla cappella Piccolomini.
  • Cappella Orefice: a destra dell'abside, offre cicli di affreschi di Luigi Rodriguez su Storie e Virtù della Vergine. Su entrambe le pareti laterali invece, i monumenti funebri a Antonio Orefice e suo figlio di Girolamo D'Auria.
  • Un passaggetto sul fronte destro della navata conduce ad alcune cappelle che si aprono in successione:
  • Cappella Fiodo: raggiungibile immediatamente dopo il passaggetto, vi sono poste sulle pareti laterali da un lato il monumento sepolcrale di Antonio d'Alessandro e sua moglie, lui barone di Cardito e grande diplomatico e giurista italiano, lei era una nobile napoletana Maddalena Riccio (Rizzo), dei Patrizi di Nido. L'intera opera appartiene a Giovan Tommaso Malvito ed è datata 1491. Dall'altro vi è il monumento funebre di Antonio Fiodo di Francesco da Sangallo e Bernardino del Moro. Altre opere di Pedro Roviale abbelliscono la cappella.
  • Cappella dell'Assunta: svoltando prima di giungere alla cappella Fiodo e proseguendo per un breve corridoio, lungo lo stesso si apre la cappella, caratterizzata da un pavimento maiolicato, cicli di affreschi sulla volta, una pala d'altare di Fabrizio Santafede raffigurante l'Assunzione della Vergine ed al lato un affresco di Giorgio Vasari raffigurante un Ritratto di monaco olivetano.
  • Sacrestia del Vasari: alla fine del corridoio, una volta passata la cappella dell'Assunta. Vi è nella cappella la presenza di importanti affreschi di impronta rinascimentale toscana e stalli lignei decorati a tarsie lignee realizzate da Fra Giovanni da Verona tra il 1506-1510.

Chiostri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiostri di Monteoliveto.

Adiacente alla chiesa, vi sono i chiostri del complesso religioso, oggi molti di questi utilizzati come abitazioni private e pubbliche. Il numero dei chiostri era quattro e di questi, il principale, di cui ancora oggi si può ammirare la facciata d'ingresso, è il chiostro grande.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b AA.VV., Napoli e dintorni, Touring Club Italiano Milano 2007, ISBN 978-88-365-3893-5
  2. ^ Giuliana Vitale, Gorello Origlia in Dizionario biografico degli italiani, vol. 79, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2013. URL consultato il 22 luglio 2014.
  3. ^ Cesare De Seta, Alfredo Buccaro (a cura di), I centri storici della provincia di Napoli: struttura, forma, identità urbana, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2009, p. 345.
  4. ^ Nunzio Federico Faraglia, Memorie artistiche della chiesa benedettina dei Santi Severino e Sossio in Archivio Storico per le Province Napoletane, III, 1887, p. 251.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • François de Sade, Viaggio in Italia, Bollati Boringhieri, Traduzione di G. Ferrara degli Uberti, ISBN 88-339-1004-0. Firenze 1996.
  • Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spirituale della Napoli sacra, Newton e Compton editore, Napoli 2004.
  • Napoli sacra. Guida alle chiese della città, Napoli (1993-1997)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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