Chiesa di Sant'Anna dei Lombardi

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Coordinate: 40°50′41″N 14°15′02″E / 40.844816°N 14.250525°E / 40.844816; 14.250525

Chiesa di Sant'Anna dei Lombardi
Facciata
Facciata
Paese Flag of Italy.svg Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Località CoA Città di Napoli.svg Napoli
Religione Cristiana Cattolica di Rito Romano
Diocesi Arcidiocesi di Napoli
Anno consacrazione
Architetto Gaetano Sacco
Stile architettonico barocco, stile gotico
Inizio costruzione 1411
Completamento XVII secolo
Demolizione
Sito web

La chiesa di Sant'Anna dei Lombardi (detta anche Santa Maria di Monteoliveto) si trova a Napoli, in piazza Monteoliveto.

Indice

[modifica] Storia

La chiesa venne fondata nel 1411 da un ministro del re Ladislao che patrocinò la costruzione di una piccola chiesa affidata ai padri Olivetani; la fabbrica fu sottoposta a radicali lavori di ampliamento da parte di Alfonso I di Aragona e ben presto divenne tra le favorite della corte Aragonese. Nel XVII secolo fu trasformata in stile barocco da Gaetano Sacco e, nel 1799, scacciati gli olivetani, fu concessa all'arciconfraternita dei Lombardi. Nel 1805, parte della chiesa crollò a causa di un terremoto, ed in quest'occasione andarono dispersi tre dipinti del Caravaggio, che erano stati eseguiti appositamente per la chiesa.

[modifica] Descrizione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Sacrestia del Vasari, Cappella Piccolomini e Compianto sul Cristo morto (Guido Mazzoni).
L'interno principale, la navata

La chiesa è ricordata in genere perché testimonia l'interesse che in Napoli suscitarono fermenti artistici sviluppatisi nel Rinascimento fiorentino: soprattutto dal punto di vista architettonico, le grandi cappelle a pianta centrale rimandano chiaramente alle analoghe costruzioni fiorentine (l'intervento di Benedetto da Maiano è da mettere in relazione alle cappelle Piccolomini e Correale). Il resto della chiesa si presenta invece nella veste che le fu data nel XVII secolo, sacrificando l'originaria in stile gotico, di cui rimangono alcune finestre tamponate visibili all'esterno, sui lati, e l'atrio, in piperno caratterizzato dall'arco a sesto ribassato tipico del tardogotico napoletano, ricostruito, comunque, dopo i bombardamenti nel 1943. Da ricordare che il presbiterio fu aggiunto nel XVI secolo. All'interno, ancora, una vera e propria antologia della scultura del Quattrocento e del Cinquecento: opere di Guido Mazzoni, Antonio Rossellino, Benedetto da Maiano, Giovanni da Nola, Pedro Rubiales e molti altri.

La facciata della chiesa è composta da un arco in piperno; l'interno è a navata centrale con copertura a botte e cupola e cappelle a lato. L'altare Ligorio di Giovanni da Nola e l'altare Del Pezzo di Girolamo Santacroce sono nella navata. Tra le cappelle, tutte rinascimentali, spiccano la Cappella Correale (con architettura ispirata alla maniera di Giuliano da Maiano in cui trovano alloggio sculture di Benedetto da Maiano), la Cappella Tolosa (di Giuliano da Maiano con sculture dei Della Robbia e affreschi di Cristoforo Sacco) e la Cappella Piccolomini; nelle altre invece ci sono tombe della nobiltà napoletana del XV secolo e tutte sono decorate da affreschi di Giuseppe Simonelli, di Baldassarre Aloisi, Nicola Malinconico, Annibale Caccavello, Francesco Solimena e altri.

L'altare maggiore

Da segnalare la Cappella Fiodo ciò che rimane del monumento funebre di Antonio d’Alessandro (1443-1498 o 1499), barone di Cardito, grande diplomatico e giurista italiano, e di quello della consorte la nobile napoletana Maddalena Riccio (Rizzo), dei Patrizi di Nido. In origine nella chiesa era ubicata la Cappella d'Alessandro[1], i cui funerali furono di Stato, alla presenza di Ferdinando, duca di Calabria[2]. L'artista del complesso funerario marmoreo del 1491 fu Tommaso Malvito di Como.

Nell'atrio gotico è conservata la tomba di Domenico Fontana. In una cappella si trova il complesso scultoreo raffigurante il Compianto di Cristo di Guido Mazzoni.

Nella sagrestia vecchia, la cappella del Vasari presenta importanti affreschi di impronta rinascimentale toscana e stalli lignei decorati a tarsie lignee realizzate da Fra Giovanni da Verona nel 1506-1510.

Vi è inoltre il dipinto con l'Apostolo Pietro salvato dalle acque, del caravaggesco Carlo Sellitto.

I tre dipinti di Caravaggio, perduti nel terremoto del 1805, erano invece il San Francesco in meditazione, il San Francesco che riceve le stimmate ed una Resurrezione; di quest'ultima, il pittore fiammingo Louis Finson (o Finsonius) realizzò una copia, oggi ad Aix-en-Provence.

[modifica] I chiostri di Monteoliveto

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Chiostri di Monteoliveto.

Adiacente alla chiesa, vi sono i chiostri del complesso religioso, oggi molti di questi utilizzati come abitazioni private e pubbliche. Il numero dei chiostri era quattro e di questi, il principale, di cui ancora oggi si può ammirare la facciata d'ingresso, è il chiostro grande.

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[modifica] Note

  1. ^ E. Caracciolo, Napoli Sacra, Napoli 1624, p. 508
  2. ^ A. Summonte, Historia della città e Regno di Napoli, Stamperia di Domenico Vivenzio, Napoli 1748-1750.

[modifica] Bibliografia

  • François de Sade, Viaggio in Italia, Bollati Boringhieri, Traduzione di G. Ferrara degli Uberti, ISBN 88-339-1004-0. Firenze 1996.
  • Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spirituale della Napoli sacra, Newton e Compton editore, Napoli 2004.

[modifica] Voci correlate

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