Chiesa di San Giacomo in Augusta

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Coordinate: 41°54′27.97″N 12°28′38.24″E / 41.90777°N 12.47729°E41.90777; 12.47729[1]

Chiesa di San Giacomo in Augusta
Esterno
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Località Roma-Stemma.pngRoma
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Giacomo il Maggiore
Diocesi Diocesi di Roma
Stile architettonico Barocco
Inizio costruzione 1592
Completamento 1602
Sito web Sito della Parrocchia

La chiesa di San Giacomo in Augusta è un luogo di culto cattolico di Roma, nel rione Campo Marzio, in via del Corso, presso l’ospedale omonimo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L’attuale chiesa risale ad una piccola cappella dedicata a san Giacomo apostolo nell'anno 1347 quando venne fondato l'Ospedale di san Giacomo degli Incurabili, chiamato così perché vi si assistevano gli ammalati di malattie non curabili negli altri ospedali romani. È in questo ospedale che fu curato san Camillo de Lellis, ed è qui che ebbe l'intuizione di fondare l'ordine che porta il suo nome e che è dedito alla cura degli ammalati. Nel 1579 iniziò l'integrale ricostruzione dell'ospedale ad opera del Cardinale Antonio Maria Salviati, lo stesso che nel 1592 fece iniziare la totale ricostruzione e ampliamento della chiesa di san Giacomo.

La chiesa si chiama in Augusta per la presenza nelle vicinanze del Mausoleo di Augusto; la progettazione dei lavori venne affidata all'architetto Francesco Capriani da Volterra, cui subentrò nel 1598 Carlo Maderno che terminò i lavori nel 1602.

Nel 1824 Leone XII eresse la chiesa a parrocchia del rione. Trasformata in stalla durante la Repubblica Romana del 1849, perse gran parte delle opere e dell’arredo, bruciato in piazza del Popolo. Il restauro successivo, voluto da Pio IX comportò il rifacimento della tinteggiatura di tutta la chiesa, la messa in opera dell’affresco della volta, e il pavimento marmoreo del 1863.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa presenta, all'esterno, due campanili gemelli a fianco dell'abside. L'interno è a pianta ellittica con tre cappelle per lato. La volta fu affrescata da Silverio Capparoni e raffigura la Gloria di san Giacomo. L'altare maggiore è opera di Carlo Maderno, eretto con marmi provenienti dal vicino Mausoleo di Augusto; la pala d’altare è di Francesco Grandi (1831-1891) e rappresenta la Santissima Trinità. Nella cappella della Madonna dei Miracoli è conservata l'immagine sacra, a cui fu attribuito un miracolo che dette origine alla Chiesa di Santa Maria dei Miracoli in piazza del Popolo. Nelle altre cappelle della chiese vi sono opere seicentesche di Giuseppe Passeri, del Pomarancio, di Antiveduto Gramatica, di Domenico Cresti, detto il Passignano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Coordinate prese da OpenStreetMap.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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