Bohdan Chmel'nyc'kij

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Bohdan Chmel'nyc'kij

Bohdan Chmel'nyc'kij, in ucraino Богдан Зиновій Хмельницький (Bohdan Zynovij Chmel'nyc'kij), Chmielnicki in polacco, detto "Bogdan il Nero" (Čyhyryn, 27 dicembre 1596Čyhyryn, 25 luglio 1657), è stato un militare ucraino, e fu atamano dei cosacchi d'Ucraina nel sollevamento da lui organizzato e che porta il suo nome, contro la nobiltà polacca nel 1648.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di origine nobile, probabilmente nato in Ucraina centrale a Čyhyryn, suo padre servì sotto l'etmano polacco Stanisław Żółkiewski. Avendo studiato presso i gesuiti a Leopoli ed a Cracovia, prese parte alla battaglia di Cecora nel 1620 contro l'armata del sultano, nel corso della quale morì suo padre. Egli venne fatto prigioniero e nel corso della prigionia imparò il turco ed il tartaro. Nel 1637 divenne segretario militare dei cosacchi registrati e, quindi, comandante di una Centuria cosacca. Aveva cominciato una vita da nobile quando un violento conflitto con una fazione opposta del villaggio in cui viveva, si concluse con la morte di suo figlio di dieci anni.

Bohdan Chmel'nyc'kij decise di vendicarsi e si rifugiò presso i cosacchi Zaporožci di cui divenne etmano nel 1648. Con l'aiuto dei tatari di Crimea incitò i contadini ucraini alla rivolta nella speranza di evitare loro la servitù della gleba nei confronti dei nobili polacchi. L'Ucraina aveva già sperimentato diverse ribellioni, ma questa volta la questione era la creazione di un paese indipendente. Il successo della rivolta di Chmel'nyc'kij fu enorme perché riuscì a sollevare, in tutta l'Ucraina, un esercito di più di 80 000 uomini, con il quale sconfisse l'esercito polacco in diverse occasioni e fece vacillare la potente influenza della Repubblica polacca del tempo, tuttavia, già in fase di decadenza.

Molte e sanguinose battaglie lo videro opposto ai leader polacchi, tra cui il duca Jeremi Michał Wiśniowiecki, voivoda d'Ucraina. Molte rivolte scossero l'Ucraina in quegli anni. Il numero degli ebrei uccisi nel corso di questo periodo variò, a seconda delle fonti, da alcune decine di migliaia a oltre 100.000[1]. I ribelli vennero sconfitti a più riprese nel 1651, ma la resistenza cosacca non fu mai definitivamente sottomessa. Bohdan Chmel'nyc'kij si rivolse allo zar Alessio I di Russia, convincendo i cosacchi, non senza difficoltà, a mettersi sotto la sua protezione. Il Trattato di Pereiaslav del 1654 approvò questa proposta che diede allo zar la riva orientale del Dniepr, ancora controllata dall'atamano cosacco. La rivolta cosacca divenuta poi russo-ucraina non si è concluse fino al 1667, con la firma del Trattato di Andrusovo.

Bohdan Chmel'nyc'kij diverrà, dopo la sua morte, una leggenda, simbolo della resistenza cosacca ed eroe ucraino.

Monumento a Chmel'nyc'kij, opera di Michail Mikešin (Kiev)

Egli diverrà l'eroe di diversi film, fra cui la trilogia di Henryk Sienkiewicz intitolata Par le fer et par le feu.

La città di Chmel'nyc'kyj, precedentemente nota come Proskuriv, è stata così ridenominata in suo onore nel 1954.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Heiko Haumann : Polen und Litauen. Von der Zuwanderung nach Polen bis zur Katastrophe von 1648, in Elke-Vera Kotowski, Julius H. Schoeps et Hiltrud Wallenborn : Handbuch zur Geschichte der Juden in Europa, tome 1, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, Darmstadt, 2001, p. 228-274, ici p. 235, ailleurs il chiffre le nombre de morts à au moins 100.000 à 125.000, cf. Heiko Haumann, Geschichte der Ostjuden, dtv, München, 1990, p. 40.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Iaroslav Lebedynsky, Les Cosaques, Une société guerrière entre libertés et pouvoirs - Ukraine - 1490-1790, Paris, Errance, 2004. ISBN 2-87772-272-4
  • Prosper Mérimée, Bogdan Chmielnicki, Première, L'Harmattan, 1865 - 2007, ISBN 978-2-296-02965-1.
  • Philip Longworth, Les Cosaques, Paris, Albin Michel, 1972.
  • Mikhaïl W. Ramseier, Cosaques, Genève, Nemo, 2009. ISBN 2-940038-39-2
  • Jean Savant, Les Cosaques, Paris, Editions Balzac, 1948.

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