Trattato di Perejaslav

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Il trattato di Perejaslav fu stipulato nel marzo 1654 a Perejaslav (ora Perejaslav-Chmel'nyc'kyj), in Ucraina, fra i cosacchi di Bohdan Chmel'nyc'kij e lo zar di Russia Alessio I.

Bohdan Chmel'nyc'kij, l'atamano dei cosacchi che con il trattato di Perejaslav li sottrasse all'influenza polacca e li spinse nell'orbita russa.

Le copie originali del trattato sono state perse e gli esatti termini del trattato sono oggetto di controversie. Il trattato istituì l'Etmanato cosacco sulla Riva sinistra ucraina sotto il dominio russo.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Territorio della Polonia-Lituania prima del 1667. A destra, in verde chiaro, i territori annessi dalla Russia dopo la guerra russo-polacca (1654-1667).

I cosacchi costituivano una forza militare difficile da controllare, ma la Repubblica delle Due Nazioni (Polonia e Lituania) era stata per molto tempo in grado di impegnarli nei suoi confini meridionali. Nel 1620 si stava affermando l'idea dell'istituzione di uno stato cosacco; ma nel 1638, la Polonia tentò di inglobare all'interno della sua struttura militare alcuni gruppi di cosacchi a essa fedeli (i cosiddetti "cosacchi registrati", reestrovye),[1] cercando in questo modo di smantellare le istituzioni tradizionali dei cosacchi. Come reazione un gran numero di cosacchi dalla Zaporozhia si erano rifugiati sulla riva sinistra del Dnepr.

È in questo contesto che la Russia offrì il suo sostegno e la sua protezione ai cosacchi, aprendo la strada alla guerra russo-polacca (1654-1667) che avrebbe portato a un indebolimento irreversibile del nazione polacco-lituana.

Il trattato produsse un risultato molto diverso da quello previsto da Bohdan Chmel'nyc'kij: originariamente progettato solo per garantire il sostegno militare del potere russo, infatti, segnò la separazione dell'Ucraina dalla Polonia e rafforzò la potenza russa. La zona, che ai tempi del predominio polacco faceva riferimento alla tradizione cattolica, passò sotto l'influenza della chiesa ortodossa.

Per la Russia, l'acquisizione dell'Ucraina segnò il rafforzamento del suo potere e giustificò il nome di "impero" e il titolo di zar come "imperatore di tutte le Russie".

Nel 1954, in occasione del terzo centenario del trattato, Nikita Krusciov trasferì la Crimea[2] dalla Russia all'Ucraina, come parte dell'Unione Sovietica.

Il trattato è celebrato dagli ucraini filo-russi come l'unione dei popoli slavi russi, ucraini e bielorussi. Per i nazionalisti ucraini segna l'inizio del giogo russo sull'Ucraina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si trattava dei cosacchi stabilmente inseriti nell'organizzazione del regno di Polonia-Lituania: (EN) "Registered Cossacks" sul sito dell'Enciclopedia dell'Ucraina.
  2. ^ Il Khanato di Crimea era la terza potenza che si contendeva l'area.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Orest Subtelny; Ukraine History; University of Toronto Press; 2000. ISBN 0-8020-8390-0. capitolo 8 "The Great Revolt" pag. 134-a 136
  • Basarab, J. Pereiaslav 1654: A Historiographical Study (Edmonton 1982) [1]
  • Braichevsky, M. Annexation or Unification?: Critical Notes on One Conception, ed and trans G. Kulchycky (Munich 1974)
  • Hrushevs’kyi, M. Istoriia Ukraïny-Rusy, vol 9, bk 1 (Kiev 1928; New York 1957)

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