Besanosaurus leptorhynchus
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Stato di conservazione: Fossile |
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Cranio e vertebre di Besanosaurus |
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Sauropsida |
| Superordine | Ichthyopterygia |
| Ordine | Ichthyosauria |
| Famiglia | Besanosauridae |
| Genere | Besanosaurus |
| Specie | B. leptorhynchus |
Il besanosauro (Besanosaurus leptorhynchus) è un rettile estinto appartenente agli ittiosauri. Visse nel Triassico medio (Anisico/Ladinico, circa 237 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in Italia. E' uno dei fossili più rappresentativi del famoso giacimento di Besano / Monte San Giorgio.
Indice |
[modifica] Descrizione
Questo animale è noto per un esemplare pressoché completo, lungo poco meno di 6 metri. Il cranio era piuttosto piccolo rispetto al corpo e possedeva un rostro di forma allungata e sottile, mentre le orbite erano relativamente piccole se confrontate con quelle di altri ittiosauri coevi (come Mixosaurus) e misuravano circa 8 centimetri di diametro. I denti, spaziati fra di loro in maniera regolare, erano piccoli e di forma conica, con la punta leggermente smussata.
Come in tutti gli ittiosauri, gli arti erano trasformati in strutture simili a pagaie. I due arti anteriori erano più grandi di circa il 15% di quelli posteriori, e possedevano numerose modificazioni strutturali: l'omero era breve e arrotondato, mentre il radio possedeva una lieve costrizione centrale e l'ulna era quasi del tutto circolare. Sia "mani" che "piedi" presentavano solo quattro dita ma con un notevole aumento del numero di falangi. Sembra che il corpo, piuttosto snello e allungato, non presentasse alcuna pinna dorsale (al contrario degli ittiosauri successivi) e la coda era lunga e sottile (anch'essa probabilmente sprovvista di pinna caudale). Si pensa che l'animale in vita dovesse pesare circa mezza tonnellata.
[modifica] Storia del ritrovamento
L'olotipo di Besanosaurus venne ritrovato nella primavera del 1993 nella cava del "Sasso Caldo", nei pressi di Besano, dai volontari del gruppo paleontologico di Besano. Il fossile, a esclusione della punta del rostro, era completamente immerso nelle rocce circostanti e inizialmente poté essere visto solo tramite i raggi X; furono necessarie 145 radiografie per esaminare il contenuto delle 38 lastre di roccia che racchiudevano lo scheletro. L'esemplare venne poi alla luce nel laboratorio paleontologico del Museo Civico di Storia Naturale di Milano dopo 16.500 ore di preparazione. I preparatori rimossero la roccia che racchiudeva il fossile passo dopo passo, utilizzando sabbiatrici, ceselli, aghi e con l'ausilio di uno stereo microscopio. Le 38 lastre di roccia vennero poi riassemblate e fu creata una matrice di silicone, dalla quale poi si ottenne un calco dell'esemplare originale. Attualmente il fossile si trova nel Museo di Storia Naturale di Milano, presso il quale si possono ammirare un calco e una ricostruzione dell'animale. Un altro calco si trova nel Museo Civico dei Fossili di Besano.
[modifica] Classificazione
Besanosaurus leptorhynchus (il cui nome significa "lucertola di Besano dal becco sottile") è stato descritto per la prima volta nel 1996 da Cristiano Dal Sasso e Giovanni Pinna, i quali lo attribuirono alla famiglia degli shastasauridi. Questi erano ittiosauri primitivi caratterizzati dalla mancanza di una pinna dorsale e dalla coda appiattita e nastriforme (al contrario degli altri ittiosauri). Successivi studi (McGowan e Motani, 2003) hanno però messo in luce rilevanti differenze tra Besanosaurus e gli altri shastasauridi, tali da permettere l'istituzione di una nuova famiglia (Besanosauridae) esclusivamente per l'esemplare di Besano.
E' possibile che al genere Besanosaurus siano attribuibili anche altri esemplari poco studiati, attualmente conservati presso il museo dell'università di Zurigo, ma questi reperti non sono ancora stati revisionati.
[modifica] Paleobiologia
Besanosaurus viveva lungo le coste dell'antico oceano Tetide, che nel Triassico medio divideva l'Europa dall'Africa, ricoprendo gran parte dell'Italia ed estendendosi fino alla Cina. Questo animale era un nuotatore dai movimenti simili a quelli di un'anguilla, dalla velocità moderata ma dalla rapida accelerazione e dalla buona capacità di manovra. Viveva in un ambiente tropicale, simile a quello degli odierni Caraibi.
Il rostro affusolato e sottile del besanosauro implica che questo animale si nutrisse di prede di dimensioni medio - piccole, probabilmente di molluschi cefalopodi: le dimensioni dei denti, il loro grado di usura e la loro forma indicano che essi erano più adatti ad afferrare prede dal corpo molle (come appunto i calamari) piuttosto che a trafiggere le dure scaglie dei pesci attinotterigi del periodo.
L'esemplare rinvenuto era una femmina gravida: ben visibili, attraverso le costole, sono i fossili di quattro embrioni. Per questo motivo si pensa che questa specie fosse ovovivipara: le uova, incubate nel corpo materno, si schiudevano al momento del parto.
[modifica] Bibliografia
- Dal Sasso, C., and Pinna, G., 1996, Besanosaurus leptorhynchus n. gen. n. sp., a new shastasaurid ichthyosaur from the Middle Triassic of Besano (Lombardy, N. Italy): Paleontologia Lombarda, Nuova seire, v. 4, p. 1-23.
- McGowan, C., and Motani, R., 2003, Ichthyopterygia: Handbook of Paleoherpetology, part 8, 175pp.
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