Base navale di Guantanamo
| Guantanamo Bay Naval Base | |
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| Descrizione generale | |
| Attiva | 1898 |
| Nazione | |
| Alleanza | NATO |
| Ruolo | Base navale |
| Dimensione | 9.500 |
| Soprannome | GTMO |
| Comandanti | |
| Contrammiraglio | Mark M. Leary |
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La base navale di Guantanamo è una installazione militare di 120 chilometri quadrati della marina militare degli Stati Uniti e del Corpo dei Marines ubicata presso la omonima baia, nell'estremo sud-est di Cuba.
Il governo cubano si oppone alla presenza della base navale, sostenendo che il contratto di locazione non è valido ai sensi del diritto internazionale. Il governo degli Stati Uniti indica che il contratto è conforme al diritto internazionale.
Indice |
Storia [modifica]
Con lo sbarco di Cristoforo Colombo, la baia assunse il nome di "Porto Grande", successivamente sostituito, con la conquista da parte dell'Impero britannico in "Cumberland Bay".
Durante la guerra ispano-americana del 1898, la baia fece da testa di ponte per la marina e i marines per il successivo controllo dell'intera isola, costituendo quindi la "Base navale di Guantanamo".
Nel 1903, a guerra finita, il primo presidente cubano, Tomas Estrada Palma, uomo di fiducia degli USA, offrì un contratto di locazione perpetua della base con completa giurisdizione e controllo in favore del Governo americano al costo di 2.000 dollari in monete d'oro l'anno.
Tale base assunse un importantissimo ruolo di distribuzione, soprattutto per la marina mercantile e nel commercio carbonifero, principalmente durante il primo conflitto mondiale.
Con la rivoluzione castrista, l'annuale assegno di circa 4.000 dollari (dovuto ad una revisione del 1934), venne incassato una sola volta, in concomitanza con la grande euforia della rivoluzione. Successivamente, i contratti di locazione non sono mai stati incassati, per protesta sulla presenza militare americana considerata illegale, visto che il Governo cubano post-rivoluzionario non riconosce proprie, in conformità al diritto internazionale, le obbligazioni dei precedenti Governi.
Dopo la rivoluzione cubana, il personale civile della base è stato sottoposto a misure di sicurezza sempre più stringenti, fino al divieto da parte del governo dell'Avana ai cittadini cubani di lavorare per la base americana.
Con la crisi dei missili di Cuba del 1962, tutti i familiari dei militari alloggiati nella base furono evacuati, per essere reinseriti al termine della crisi.
Con oltre 9.500 marinai e Marines degli Stati Uniti, la base navale di Guantanamo è l'unica installazione militare statunitense in funzione in un paese comunista.
Nel dibattito politico americano l'ordine di chiusura del carcere di Guantanamo è stato oggetto di ulteriori polemiche, in quanto in molti auspicano[senza fonte] un totale abbandono della base e il conseguente ritorno della sua sovranità sotto il Governo di Cuba come un passo altamente simbolico per la nuova impostazione delle relazioni di Washington con l'America latina e i Caraibi promessa dalla nuova politica estera dell'amministrazione Obama.
Prigione di Guantanamo [modifica]
| Per approfondire, vedi Campo di prigionia di Guantánamo. |
Dal 2002 la base ospita una prigione militare, fino a poco tempo fa segreta, ove vengono imprigionati, e sottoposti su autorizzazione dell'allora presidente George W. Bush ad un trattamento non conforme alle norme del diritto internazionale, in special modo quelle della Convenzione di Ginevra pur di estorcere qualsiasi tipo di informazione utile, i prigionieri di guerra catturati nelle campagne militari in Afghanistan e Iraq considerati collegati con la rete del terrorismo internazionale.
Il 22 gennaio 2009, il presidente Barack Obama ha firmato gli ordini esecutivi per chiudere ciò che resta della sua rete di prigioni segrete tra cui il campo di detenzione di Guantanamo entro un anno. Tuttavia Obama ha rinviato di almeno sei mesi le delicate decisioni sui dettagli.
Voci correlate [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
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