Athanase Seromba

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Athanase Seromba (1963) è un presbitero e criminale di guerra ruandese appartenente alla Chiesa cattolica condannato da un tribunale internazionale per aver partecipato al massacro di duemila Tutsi in Ruanda nel 1994 (nel periodo del genocidio ruandese).

In quel periodo, Seromba era sacerdote di una parrocchia cattolica nella regione di Kibuye, nel Ruanda occidentale. Secondo quanto stabilito dalla condanna, fra il 6 aprile e il 20 aprile 1994 Seromba ha fatto abbattere a colpi d'artiglieria la propria chiesa per uccidere circa 2000 Tutsi che vi avevano cercato rifugio attirati dallo stesso sacerdote, partecipando anche attivamente al successivo massacro dei pochi superstiti.

Fuggito dapprima nella Repubblica Democratica del Congo e poi in Toscana, dove si era presentato sotto il falso nome di Atanasio Sumba Bura, venendo destinato alla parrocchia dell'Immacolata e S. Martino in Montughi di Firenze. Sotto la pressione di Carla Del Ponte, all'epoca incaricata delle Nazioni Unite per la persecuzione dei crimini di guerra, il 6 febbraio 2002 Seromba si consegnò al International Criminal Tribunal for Rwanda (Tribunale Criminale Internazionale per il Ruanda, ICTR) ad Arusha (Tanzania), dove fu processato per genocidio e crimini contro l'umanità. Il 13 dicembre 2006 fu giudicato colpevole e condannato a 15 anni di carcere, ricevendo anche l'estradizione dall'Italia.

Nel marzo 2008, il processo di appello ha condannato Seromba all'ergastolo, affermando che ha partecipato attivamente ai massacri e non ha dimostrato alcun segno di pentimento.[1]

Il 27 giugno 2009 è stato trasferito nella prigione di Akpro-Missérété a Port-Novo, in Benin.

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