Arrigo Beccari

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« Pregate molto come se tutto dipendesse da Dio e impegnatevi molto come se tutto dipendesse da voi »
(Arrigo Beccari)

Arrigo Beccari (Castelnuovo Rangone14 agosto 1909 – -Nonantola27 dicembre 2005) è stato un sacerdote italiano,attivo nella Resistenza ed annoverato tra i giusti tra le nazioni a Yad Vashem per aver assistito e salvato durante la seconda guerra un gruppo di un centinaio di bambini ebrei rifugiatisi a Villa Emma a Nonantola.

[modifica] Cenni biografici

Arrigo Beccari nasce nel 1909. A 14 anni entra in seminario. Ordinato sacerdote, è insegnante nel Seminario Minore di Nonantola, nonché suo economo. Dal 1940 ricopre l’ufficio di parroco nella chiesa di San Pietro a Rubiara (una frazione di Nonantola), dove rimarrà fino alla morte.

Il nome di don Beccari è inscindibilmente legato all’esperienza dei ragazzi di Villa Emma a Nonantola. Nel 1942 l’organizzazione ebraica di assistenza ai rifugiati DELASEM riesce a ottenere il permesso perché un gruppo di una cinquantina di ragazzi ebrei rifugiatisi in Slovenia possa essere accolto in Italia. Il delegato bolognese Mario Finzi aveva preso in affitto un’imponente villa di campagna, Villa Emma, a Nonantola per dare una sistemazione al gruppo. I fuggiaschi arrivarono a Nonantola il 17 luglio 1942 in un edificio da anni abbandonato, privi di tutto. Don Beccari, con l’aiuto dell’amico medico Giuseppe Moreali e di don Ennio Tardini, si prende cura delle loro necessità, dalle brandine prelevate dai locali del seminario ai libri per la scuola. Un altro gruppo di una trentina di ragazzi orfani giunge dalla Croazia nell'aprile del 1943. Per un anno i ragazzi poterono condurre a Nonantola un’esistenza relativamente tranquilla con il sostegno solidale della popolazione locale, dedicandosi alla cura della casa, a lavori agricoli, di falegnameria e di cucito e alle lezioni scolastiche, impartite dai loro accompagnatori, tra i quale Josef Indig, Marco Shoky e il pianista Boris Jochvedson.

Con l’8 settembre e l’occupazione nazista, la prima preoccupazione è di porre in salvo i ragazzi di Villa Emma. In meno di 36 ore, don Arrigo Beccari e Giuseppe Moreali li affidano a famiglie locali o li nascondono nei locali del seminario. Ricorda don Beccari:

« La situazione era molto pericolosa. I ragazzi non potevano restare alla villa. Pensammo di accoglierne una parte, circa 30, in seminario. Il rettore, mons. Ottaviano Pelati, ed io chiamammo i seminaristi maggiorenni e chiedemmo se erano d’accordo ad ospitare i ragazzi della villa su all’ultimo piano, che era vuoto. Parlammo anche del rischio che si correva, ma loro non esitarono e ci dissero di sì. Allo stesso modo risposero anche le famiglie di Nonantola presso cui si rifugiarono altri ragazzi e ragazze. Alcuni furono accolti anche nell’asilo delle suore. Rimasero nascosti una decina di giorni, vestiti da seminaristi. »

In tutto, le famiglie che accolsero i ragazzi furono circa trenta, oltre ai sacerdoti del seminario e alle suore ospedaliere.

Si provvide quindi a fornire ai ragazzi documenti falsi per l’espatrio in Svizzera che con l’aiuto della DELASEM avvenne a piccoli gruppi tra il 6 e il 17 ottobre 1943, guadando di notte il fiume Tresa. Uno soltanto tra i piccoli ospiti di Villa Emma, Salomon Papo, che malato dovette essere affidato a un ospedale, perirà ad Auschwitz. Salvi anche tutti gli accompagnatori, con l’eccezione di Goffredo Pacifici, il bidello di Villa Emma, che sarà arrestato e deportato una settimana dopo mentre portava in Svizzera altri ebrei. Dalla Svizzera i ragazzi nel dopoguerra raggiungeranno per la maggior parte Israele.

Nel frattempo la parrocchia di Rubiana è divenuta una centrale importante della Resistenza emiliana: si stampano nel solaio documenti falsi e materiale di propaganda antifascista, e si dà rifugio a partigiani e ebrei perseguitati, ebrei ferraresi e modenesi che furono sistemati nelle campagne circostanti, ma anche ebrei mandati da don Leto Casini e dalla curia fiorentina. Arrestato il 16 settembre 1944 per una delazione assieme a don Ennio Tardini, don Beccari fu interrogato ma non confesso' mai la sua attivita'. rimane sette mesi nel carcere bolognese di San Giovanni in Monte fino alla Liberazione.

Nel dopoguerra continua la sua attività di parroco. Il 18 febbraio 1964 lo Stato d’Israele lo onora tra i giusti tra le nazioni a Yad Vashem a Gerusalemme. Dagli anni '90 i “ragazzi di Villa Emma” si ritrovano periodicamente a Nonantola, e il 9 settembre 2001 a Haifa in Israele hanno dedicato un parco, Gan Nonantola, con un monumento creato da Tilla Offenberger, un’artista tra i “ragazzi di Villa Emma”, con un’iscrizione in ebraico e italiano a ricordo di don Arrigo Beccari, Giuseppe Moreali e di coloro che li hanno protetti e salvati.

Villa Emma, per anni in stato di abbandono, è oggi proprietà privata. A Nonantola, nel marzo 2004 è stata costituita la Fondazione Villa Emma - Ragazzi ebrei salvati, che ha tra i soci fondatori il Comune di Nonantola e la Provincia di Modena. Ai ragazzi di Villa Emma la RAI ha dedicato nel 2004 il film-TV, La fuga degli innocenti.

[modifica] Bibliografia

  • Josef Indig Ithai, Anni di fuga. I ragazzi di Villa Emma a Nonantola, a cura di Klaus Vogt (Giunti: Firenze 2004)
  • Klaus Voigt, Villa Emma: Ragazzi ebrei in fuga, 1940-1945 (La Nuova Italia: Firenze 2002)
  • Enrico Ferri (a cura di), Dalla parte giusta. Lettere dal carcere di don Arrigo Beccari (Giuntina: Firenze 2007)
  • Enrico Ferri, La vita libera: Biografia di don Arrigo Beccari (Mucchi: Modena 1997)
  • Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Milano: Mondadori, 2006), pp. 40-43.

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