Alvaro Leonardi

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Alvaro Leonardi (Terni, 16 novembre 1895Cameri, 1º gennaio 1955) è stato un aviatore e militare italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Suo padre era un commerciante di stoffe mentre la madre proveniva da una famiglia facoltosa di proprietari terrieri di Stroncone, i Sopranzi. Chiamato alle armi nel 1915 per il genio ferrovieri, inoltrò domanda per il trasferimento in aeronautica e quindi fu inviato alla scuola di volo di Cameri. Cominciò la sua esperienza sui Gabardini e Caudron G.3 che lo portò a raggiungere l'abilitazione al volo nel 1916. Il 26 ottobre 1915 ebbe anche l'onore di portare come passeggero con un Caudron G.3 Guglielmo Marconi che a Cameri stava sperimentando le trasmissioni aria-terra-aria. Promosso caporale e successivamente sergente, venne assegnato all'80ª Squadriglia da Caccia nel febbraio all'epoca di stanza ad Arcade. La dotazione della squadriglia era formata da 10 Nieuport 11 di produzione Macchi, oggi conosciuta come Aermacchi. L'inizio della carriera come cacciatore non fu tra i più entusiasmanti, complici il cattivo tempo e la natura delle missioni affidate al Leonardi. Il 19 aprile 1917 fu la prima vera occasione per ingaggiare il nemico, ma il caccia austriaco preferì non impegnarsi in duello e ritirarsi dietro le proprie linee.

A maggio l'80ª si trasferì ad Aiello per prendere parte all'offensiva italiana. Nel frattempo per propiziarsi la fortuna alcuni piloti cominciarono a dipingere sulle carlinghe il ritratto di "Fortunello", versione italiana di Happy Hooligan reso noto in Italia dal Corriere dei Piccoli.

Il 24 maggio Leonardi colse la sua prima vittoria durante la difesa di due monitori inglesi che cannoneggiavano dal mare le postazioni austriache di Prosecco e Opicina. La formazione di idrovolanti lanciata dalla marina imperiale contro le navi inglesi era capeggiata dall'asso Gottfried von Banfield, italianizzato in Goffredo de Banfield. Banfield ,che era tenuto occupato da un altro pilota italiano, probabilmente Imolesi della 79ª squadriglia, non poté soccorrere l'idrovolante che Leonardi costrinse ad ammarare. L'equipaggio austriaco, incolume, fu preso prigioniero dalla marina italiana.

In seguito il 13 luglio affrontando 5 caccia nemici sulla verticale del dosso Faiti salvò un ricognitore Voisin da un probabile abbattimento, senza però riportare vittorie.

Nel frattempo Leonardi e tutta la squadriglia abbandonarono i Nieuport 11 per il Nieuport 17, un aereo più potente. All'asso toccò il velivolo con matricola 3664 e il "Fortunello" dovette cedere il posto allo stellone d'Italia che divenne il simbolo dell'80ª fino alla fine della guerra. Con questo velivolo Leonardi riportò altre tre vittorie, un idrovolante, sul lago di Doberdò, un ricognitore, a San Michele di Conegliano, un caccia a Follina Zenson. Nel 1918 un nuovo cambio di velivolo, Hanriot HD.1 contraddistinto da un grosso numero 13, oltre che dalla stella d'Italia, questa volta in rosso, di cui purtroppo non è nota la matricola.

Quattro gli aerei abbattuti nel 1918: due ricognitori a Fragarè di Piave, Fossalta, un caccia a Follina e un Albatros B3 a Cà De Negro. Leonardi rivendicò in totale 11 vittorie che comprendevano altri due velivoli e un Drachen, ovvero un pallone frenato da osservazione, ma la mancanza di documentazione fissò a otto il numero di vittorie a lui riconosciute. Nel 1924 passa alle dipendenze del Centro Equipaggi della Regia Aeronautica ed assegnato alla scuola di volo di Cameri. Fu quindi istruttore di volo e nominato comandante di diverse basi aeree italiane.

Nel secondo conflitto mondiale fu inviato come comandante in seconda alla Scuola di Bombardamento Terrestre della Malpensa, poi sempre con lo stesso incarico alla Regia Accademia Aeronautica di Caserta. All'8 settembre 1943, evitò la deportazione in Germania nascondendosi come agricoltore nella campagna di Cameri. Collaborò segretamente con la resistenza, con l'avallo del Comitato di Liberazione Nazionale locale e della ditta CANSA, approntò una pista per velivoli pesanti sull'aeroporto di Cameri dove poi, il 2 maggio 1945, atterrarono 10 velivoli americani. Terminata la guerra venne posto in congedo con il grado di tenente colonnello, anche se verrà poi promosso al grado di colonnello, ad anzianità nel 1953.

Morì a Cameri, ove si era sposato nel 1924, il 1 gennaio 1955.

Meriti di volo[modifica | modifica sorgente]

  • Dal 1916 al 1919 effettuò 448 voli di guerra, 620 ore di volo e 25 combattimenti aerei
  • Dichiarato Asso dell'aviazione con 8 vittorie riconosciute nella prima guerra mondiale e classificato al nono posto nella graduatoria del Comando Generale dell'Aeronautica

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Pilota abile e ardimentoso, compì numerosi e difficili voli, sostenendo brillanti combattimenti e abbattendo tre velivoli nemici. 24 maggio-6 novembre 1917»
— Cielo del Carso e di San Michele di Conegliano
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Ardito pilota da caccia, compì numerosi e difficili voli di guerra, dando bella prova di energia, e di coraggio non comuni. In brillanti combattimenti abbatteva quattro velivoli nemici. 27 febbraio 1917-23 1918»
— Cielo del basso Piave
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Terni ha inititolato ad Alvaro Leonardi l'aviosuperficie comunale.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Roberto Gentili. Antonio Iozzi. Paolo Varriale Gli assi dell'aviazione italiana nella grande guerra. 2002, Aeronautica Militare-Ufficio Storico.

Paolo Varriale Italian Aces of World War1. 2009, Osprey Publishing