Aldo Graziati

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Aldo Graziati detto Aldò (Scorzè, 1º gennaio 190514 novembre 1953) è stato un importante direttore della fotografia italiano del neorealismo e del cinema italiano del secondo dopoguerra.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nome completo Aldo Rossano Graziati. Conosciuto anche con lo pseudonimo G. R. Aldo (Graziati Rossano Aldo, il suo nome completo scritto al contrario) o Aldò (alla francese, per aver lavorato per molti anni a Parigi), si distingue per la sua tecnica raffinata e una sensibilità tonale particolarmente indicate per gli effetti luministici della caratteristica narrazione in bianco e nero del neorealismo. Un senso alto e nobile, il suo, per il mestiere dell'operatore, che non godeva all'epoca delle stesse attenzioni di oggi.

Si trasferisce in Francia nel 1923, dove lavora per molti anni come coreografo, fotografo di scena e operatore. Durante l'occupazione tedesca si trasferisce a Nizza, dove conosce Michelangelo Antonioni che lo invita a tornare in Italia.

Nel 1946 si presenta per un provino a Luchino Visconti, che due anni dopo gli affida la direzione della fotografia del suo La terra trema.

L'operatore (oggi direttore della fotografia) - soleva dire - non deve fotografare, bensì interpretare e sviluppare il sentimento del regista, sentendo a sua volta ogni immagine, penetrandola, trattandola, dandole la sua esatta espressione, che è e resta espressiva. Comprensibili le lodi dei suoi registi (Vittorio De Sica: Gli debbo il miracolo a Milano) e dei critici più esigenti dell'epoca, fra cui Luigi Chiarini, che lo definì il Tissé italiano, con riferimento al celebrato operatore di Ejzenstejn.

Muore prematuramente tra Padova e Venezia in seguito ad un incidente automobilistico mentre è impegnato nella lavorazione di Senso (suo primo ed unico film a colori). Gli è stato intitolato il teatro comunale di Scorzé, suo paese natale.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Ha ricevuto il Nastro d'Argento nel 1950 per il complesso della sua opera e nel 1955 per Senso (alla memoria).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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