AC Cars

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La AC Cars (Auto Carriers LTD.) è stata una casa automobilistica inglese produttrice di auto sportive, attiva dal 1904 al 2008.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una AC Royal del 1924

La AC nacque dall'incontro tra un tecnico automobilistico ed un commerciante di carni che nel 1903 presentarono un piccolo mezzo a tre ruote, l'Auto Carrier, destinato principalmente al trasporto di merci e dotato di un piccolo motore monocilindrico. La produzione iniziò l'anno seguente quando venne creata la Autocar&Accessories Ltd; il furgoncino venne presto affiancato dalla prima autovettura, sempre a tre ruote, la AC Sociable che rimarrà in produzione sino al 1915[1]. Nel 1907 l'azienda cambiò nome in Auto Carriers Ltd, nel 1911 aprì un impianto di produzione a Thames Ditton nel Surrey e iniziò la progettazione di veicoli a quattro ruote, la cui produzione iniziò regolarmente al termine della prima guerra mondiale. Nel circuito di Brooklands, situato nelle vicinanze della sede, si svolgevano i test delle vetture e vennero anche stabiliti numerosi record di velocità terrestre di categoria.

Nel 1922 la proprietà aziendale passò al pilota australiano Selwyn Francis Edge che la rinominò in AC Cars Ltd; pochi anni prima, nel 1919, aveva visto la luce un propulsore destinato a restare in produzione per molti anni, fino al 1963; progettato da John Weller, presentava un'architettura 6 cilindri in linea con una cilindrata di 1.991 cm³ ed era di peso ridotto, tanto da guadagnarsi il soprannome di light six. Questo motore equipaggiò i successivi modelli della casa britannica.

Nel frattempo le vicissitudini aziendali non erano ancora terminate e si assistette alla ridenominazione in AC (Acedes) Ltd nel 1927 e ad una interruzione della produzione con volontaria liquidazione dell'azienda, avvenuta in concomitanza della grande depressione del 1929.

Una AC Aceca per la Carrera Panamericana.

L'attività venne ripresa, a livello artigianale, negli anni successivi, con la presentazione avvenuta nel 1931 di un modello di vettura sportiva costruita sulla base dello stesso telaio che equipaggiava la SS 1, ma con il motore progettato anni prima dalla casa stessa.

Dopo l'interruzione dell'attività dovuta alla seconda guerra mondiale la produzione civile riprende con la novità dell'utilizzo sui modelli, oltre che del classico motore due litri, anche di propulsori di fabbricazione Bristol ed in seguito Ford.

I modelli principali costruiti sono la AC Aceca (versione berlinetta) e la AC Ace (versione roadster) che sono state proficuamente utilizzate in varie competizioni negli anni sessanta [2]

Ulteriore notorietà venne acquisita con l'accordo del 1961 sottoscritto con la Shelby Automobiles per la produzione del telaio che andava ad equipaggiare la AC Cobra, dotata di propulsore Ford V8 e divenuta in seguito Shelby Cobra con tre diversi modelli: la Cobra 260, 289 e 427.

Successivamente vennero costruiti modelli come la AC 428, una spyder la cui carrozzeria era stata disegnata da Frua e la AC ME 3000; quest'ultima una vettura sportiva a motore centrale presentata nel 1973.

Nel 1996 il marchio venne rilevato da Alan Lubinski che trasferì la rimanente produzione in altre località britanniche fino ad arrivare a costruire a Malta dal 2004 un nuovo modello basato sulle caratteristiche della famosissima Cobra: la MKV, ma le vendite calarono progressivamente e nel 2008 venne a mancare la partecipazione dell'AC e la joint-venture con Malta fallì.

Nel 2009 il marchio fa di nuovo la sua apparizione in mani tedesche con l'annuncio della presentazione di un nuovo modello[3]. Esso esce nel 2012 e viene denominato AC 378 GT Zagato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) I primi veicoli a tre ruote della AC
  2. ^  AC ACE. effeNovanta - YouTube. URL consultato in data 30 settembre 2014.
  3. ^ (EN) La AC cars.de

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L'Automobile-Marche e modelli dalle origini ad oggi - Gruppo Editoriale l'Espresso - 2009 (pag.33-34)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

trasporti Portale Trasporti: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di trasporti