AC Cobra

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AC Cobra
Blue AC Cobra 427 side.JPG
Descrizione generale
Costruttore bandiera  AC Cars
Tipo principale Roadster
Produzione dal 1961 al 1967
Esemplari prodotti 348 (Shelby Cobra: 427)
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza da 3860 a 3960 mm
Larghezza da 1550 a 1730 mm
Altezza 1250 mm
Passo 2290 mm
Massa da 950 a 1150 kg
Altro
Progetto Carroll Shelby
AC Cobra 2.jpg

La Cobra è un'autovettura sportiva roadster prodotta dalla AC Cars e dalla Shelby Automobiles dal 1962.

Origini e Storia[modifica | modifica sorgente]

La vettura venne messa in commercio con varie denominazioni, inizialmente come Shelby A.C. Cobra per diventare poi A.C. Cobra e infine Ford Cobra. La particolarità di quest'auto è data dal fatto che univa un motore Ford V8 e una carrozzeria inglese non troppo pesante; pesava infatti solo 1311 kg.

Tale vettura nacque inizialmente come un'intuizione di Carroll Shelby, in quanto egli voleva abbinare l'agilità dei telai inglesi alla potenza dei motori americani.

Nel 1964, per tentare di opporsi allo strapotere della Ferrari, venne montato sulla Cobra un nuovo motore di grossa cilindrata, il Ford type 427 Side Oiler da 7 litri, sviluppato originariamente per le gare NASCAR. Rispetto al precedente motore 289 che erogava 350 CV, il Side Oiler ne erogava 500. Oltre a ciò, su consiglio di Phil Remington, capo progettista della Shelby American, la vettura abbandonò il sistema di sospensioni a balestra per una configurazione a doppi triangoli. Questo perché il precedente sistema non permetteva di gestire al meglio la potenza della vettura.

Il primo prototipo della Cobra 427 venne realizzato nel 1965; dopo aver prodotto le prime 100 unità necessarie all'omologazione FIA, la vettura prese parte al campionato SCCA del 1966 nella classe A[1].

La produzione finale fu di 348 esemplari, di cui 88 in allestimento Corsa o Prova.

Tra le versioni più rare vi è la 427SC, un modello stradale con assetto da corsa prodotta in 31 esemplari.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

AC Shelby Cobra FIA Roadster[modifica | modifica sorgente]

Nel 1964, per tentare di vincere il campionato FIA riservato alle vetture Gran Turismo, la Shelby costruì cinque esemplari di cobra in configurazione Roadster con l'intenzione di arginare lo strapotere Ferrari. Per conformarsi al nuovo regolamento, venne inseriti un parabrezza aerodinamico (assente sulla versione americana, degli sportelli laterali, degli scarichi anch'essi laterali e il corpo vettura venne allargato. Il telaio tubolare era in acciaio, mentre le sospensioni indipendenti montavano molle a balestra. Il propulsore era un Ford small-block V8 che, dotato di quattro carburatori Weber, erogava 400 cv di potenza.

Ogni vettura, ciò nonostante, aveva delle minime differenze, e per distinguerle durante la gara, ognuna di esse fu dipinta con un banda di colore differente. Nonostante la vittoria in numerose corse, le Shelby non conseguirono la vittoria a causa della maggiore costanza delle Ferrari 250 GTO.[2]

Telai[modifica | modifica sorgente]

CSX2260[modifica | modifica sorgente]
La CSX2323

La CSX2260 è stata la seconda delle cinque Roadster prodotte e fu affidata ai piloti Jean Guichet e Jo Schlesser che la fecero debuttare alla 2000 km di Daytona. Ritiratasi dalla corsa, la vettura fu affidata in seguito a Ken Miles che la porto alla vittoria presso la USRRC GT svoltasi ad Augusta. Dopo la vittoria, la Roadster venne impiegata presso diverse cronoscalate e alla Targa Florio con risultati di non particolare rilievo. Nel 1965 la vettura venne ceduta al team Radford Racing e distrutta a seguito ad un incidente incorso a Brands Hatch. Dopo numerosi restauri, la vettura è tornata attualmente al suo stato originale.[3]

CSX2323[modifica | modifica sorgente]

Il telaio CSX2323 è stato il penultimo messo in produzione. Impiegato nella Targa Florio del 1964 con i piloti Jerry Grant e Dan Gurney, giunse all'ottavo posto assoluto nella classe GT. Successivamente venne impiegato alla 12 ore di Spa (dove giunse 15° assoluto) e al Nürburgring. In quest'ultima corsa l'auto rimase danneggiata, ma venne successivamente schierata nel 1965 a Sebring e Daytona dal pilota Graham Shaw.

CSX2345[modifica | modifica sorgente]

L'ultimo telaio realizzato fu il CSX2345, schierato alla Targa Florio con i piloti Phil Hill e Bob Bondurant. Dopo il ritiro dovuto alla rottura di una sospensione, la vettura fu schierata a Spa dove arrivò nona assoluta e prima di categoria. Altre vittorie di categoria si ebbero a Schauinsland e alla Sierre Montagna Hill Climb. Ad oggi, è l'unica vettura delle 5 prodotte ad aver mantenuto la configurazione originale invariata.

AC Shelby Cobra Daytona Coupe[modifica | modifica sorgente]

AC Shelby Cobra Daytona Coupe

Nello stesso anno in cui vennero schierate le FIA Roadster, Carrol Shelby realizzò anche alcune vetture in configurazione coupé con coda tronca. Disegnate dall'ex designer della General Motors Pete Brock vennero costruite ad occhio, senza avvalersi di aiuti progettuali come la galleria del vento. Per la realizzazione ci si avvalse anche dell'ingegnere e pilota britannico Ken Miles. Come propulsore venne adottato un modello Ford small-block V8 da 400 cv.

Nel 1964 vennero completati i test presso la pista di Riverside, in California. Subito dopo venne schierata presso la 2000 km di Daytona. I successi non mancarono, tanto che venne fatto un ordine per numerosi modelli in più. Per sopperire alla richiesta, il manager della squadra incaricò della produzione dei telai la carrozzeria Grandsport di Modena. Questi ultimi vennero leggermente modificati dagli ingegneri italiani per migliorarne l'aerodinamicità. La stagione si concluse con il secondo posto alle spalle della Ferrari, nonostante un alto numero di vittorie e piazzamenti. Nel 1965 le Daytona Coupe furono ancora in primo piano, vincendo le gare di Daytona, Sebring, Nürburgring e Reims che valsero loro l'agognata conquista del titolo mondiale.[4]

AC Shelby Cobra 427 Flip-Top[modifica | modifica sorgente]

La Flip Top con le parti della carrozzeria in blocco unico aperte

Alla fine del 1963 venne affidato a Ken Miles il compito di realizzare una versione della Cobra 427 ad alte prestazioni. Come base si decise di impiegare una Cobra 289. Nel 1964 la vettura, con un telaio irrigidito per far fronte alla nuova coppia, un propulsore 427 da 623 cv di potenza e varie componenti derivate dalle auto che partecipavano al campionato NASCAR, fu schierata presso la 12 Ore di Sebring, ma fu costretta al ritiro a causa di un guasto al motore. Una volta riparato il guasto, la Cobra venne dotata di una carrozzeria in cui la parte frontale e quella posteriore erano costruite in un unico pezzo, in modo tale che fosse possibile aprirle e raggiungere agevolmente le componenti vitali della vettura. Ciò le fece guadagnare il soprannome di Flip Top. L'ultima corsa a cui prese parte si svolse presso il circuito di Nassau, dove mostrò ottime potenzialità superando addirittura una Chevrolet Corvette Grand Sport prima di ritirarsi nuovamente. A causa delle enormi modifiche apportate, la Flip Top non poteva essere fatta gareggiare in nessuna categoria automobilistica, cosa che la fece diventare un pezzo da museo.[5]

AC Shelby Cobra 289 Coupe Willment[modifica | modifica sorgente]

Nel 1964 una AC Cobra Daytona venne venduta al pilota John Willment. Essa fini però pesantemente danneggiata in un incidente e dovette essere rimandata alla sede centrale dell'azienda per le dovute riparazioni. Vennero completate, ma la vettura venne riconsegnata senza scocca. Per questo motivo, il proprietario si affidò al progettista della Shelby Giovanni Ohlsen per realizzarne una nuova da zero. Quest'ultima, completamente costruita in alluminio, si distingueva da quella delle altre Daytona per il frontale più aerodinamico, per la coda rialzata e per l'assenza del lunotto posteriore.

In gara la Cobra Willment vinse la 3 ore di Snetterton e una gara in Africa ai comandi di Jack Sears. L'anno successivo, i migliori risultati conseguiti furono un secondo posto al Sussex Trophy e la vittoria nel Guards International Trophy.[6]

Sbarro AC Cobra[modifica | modifica sorgente]

Nel 1973 il designer Franco Sbarro realizzò una replica dell'AC Cobra. Era dotata del propulsore Ford V8 427 originale e di un telaio tubolare.[7]

AC Cobra 302 CRS[modifica | modifica sorgente]

Nel 1998 l'AC ha realizzato una nuova versione della Cobra. Denominata 302 CRS, mantiene inalterato il design della classica Cobra, ma è stata dotata di un telaio realizzato in fibra di carbonio dal peso di 1050 kg, sterzo a cremagliera, freni a disco e di un propulsore 5.0 V8 da 225 cv. Il rapporto peso/potenza si attesta sui 211 cv per tonnellata.[8]

AC Cobra 212 S/C[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del XXI secolo, la AC ha deciso di sostituire la Cobra 302 CRS con un nuovo modello denominato 212 S/C. Il design resta immutato, ma viene realizzato utilizzando interamente la fibra di carbonio. Il propulsore installato è un V8 Lotus 3.5 Twin Turbocharged da 350 cv di potenza gestito da una trasmissione Tremec T56 a sei rapporti. Per riequilibrare il peso della vettura è stato installato un differenziale Hydratrak BTR. La tenuta di strada è stata affidata a pneumatici sportivi Avon, mentre l'impianto frenante è stato potenziato con l'introduzione di freni sportivi.[9]

Ford Shelby Cobra Concept[modifica | modifica sorgente]

Nel 2004 la Shelby, in collaborazione con la Ford, ha realizzato una concept car che si propone come una moderna interpretazione della AC Cobra. Come propulsore monta un V10 6.4 da 605 cv che dovrebbe avere la possibilità di far raggiungere alla vettura una velocità di 427 km/h. Si tratta di una versione evoluta del Ford V8 427, che presenta due cilindri in più, quattro alberi a camme in testa, realizzazione in alluminio, impianto iniezione con vavole piatte anzich a farfalla e compressori. Il pianale e le sospensioni sono derivati dalla Ford GT. Per contenere il peso l'intero mezzo è stato costruito impiegando componenti in alluminio e carbonio.[10]

Ford Shelby GR1[modifica | modifica sorgente]

Basandosi sulla meccanica della Cobra Concept ed ispirandosi alla Cobra Daytona per il design, la Shelby, in collaborazione con la Ford, ha realizzato la concept car GR1 nel 2005. Fu progettata da Manfred Tremotino e realizzata dal Ford Advanced Product Creation. Per la realizzazione sono stati impiegati componenti derivati dalla Ford GT e il propulsore installato era un V10 da 605 cv di potenza gestito da un cambio manuale a sei marce.[11]

Shelby Cobra 289 50th Anniversary[modifica | modifica sorgente]

Nel 2014 la Shelby ha deciso di creare una versione speciale in 50 esemplari della Cobra per commemorare il 50° aniversario dell'immissione sul mercato dell'AC Cobra. La vettura presenta una carrozzeria che può essere realizzata o in alluminio o in fibra di vetro. Il propulsore è rimasto il Ford V8 289 da 350 cv di potenza originale, le sospensioni sono a quattro ruote indipendenti e il telaio è di tipo tubolare. I parafanghi sono stati allargati e sono state applicate sulla carrozzeria numerose decalcomanie da gara commemorative.[12]

La Cobra nei media[modifica | modifica sorgente]

  • In ambito cinematografico, la Cobra compare nel film Twin Town e Bad Boys.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) La Cobra su shelbyautos.com
  2. ^ AC Shelby Cobra FIA Roadster. URL consultato il 05 settembre 2013.
  3. ^ CSX2260. URL consultato il 5 settembre 2013.
  4. ^ AC Shelby Cobra Daytona Coupe. URL consultato il 09 settembre 2013.
  5. ^ AC Shelby Cobra 427 'Flip-Top'. URL consultato il 10 settembre 2013.
  6. ^ AC Shelby Cobra 289 Coupe 'Willment'. URL consultato l'11 settembre 2013.
  7. ^ Sbarro AC Cobra replica, 1973. URL consultato il 10 febbraio 2013.
  8. ^ AC Cobra 302 CRS. URL consultato il 12 settembre 2013.
  9. ^ AC Cobra 212 S / C. URL consultato il 13 settembre 2013.
  10. ^ Ford Shelby Cobra Concept. URL consultato il 21 gennaio 2014.
  11. ^ Ford Shelby GR-1 concept. URL consultato il 25 gennaio 2014.
  12. ^ Shelby Cobra 289 FIA 50th Anniversary. URL consultato il 09 febbraio 2014 2014.
  13. ^ World Racing 2 | games.reveur.de - all about racing games
  14. ^ http://www.igcd.net/vehicle.php?id=714&PHPSESSID=c18ff1...&width=1280 IGDC:1966 AC Cobra 427 S/C
  15. ^ http://www.igcd.net/vehicle.php?id=6336&PHPSESSID=c18ff1...&width=1280 IGCD:AC Cobra 'Rattler'
  16. ^ 1967 Shelby Cobra 427. URL consultato il 13 dicembre 2012.
  17. ^ Need For Speed Cars - Official Site
  18. ^ 1966 AC Cobra 427 S/C. URL consultato l'11 aprile 2013.
  19. ^ http://velocity.discovery.com/tv-shows/chasing-classic-cars/videos/finding-the-1965-427-cobra.htm.

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