Vittorio Calvino

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Vittorio Calvino

Vittorio Calvino (Alghero, 4 febbraio 1909Monfalcone, 10 luglio 1956) è stato un giornalista, commediografo e sceneggiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I genitori Teofilo (piemontese di antica famiglia valdese) e Gertrud Claussen (figlia del console danese in Italia) giungono ad Alghero per amministrare le tenute dell'ammiraglio Alfred von Tirpitz, ministro della marina germanica. Nel 1918 la madre muore a causa dell'epidemia di influenza spagnola, evento che determina la partenza della famiglia dalla Sardegna. Con i fratelli Paolo, Guido, Silvio ed Evelina vaga tra una zia paterna in Svizzera e vari collegi. Compie studi classici e vive una giovinezza avventurosa: mozzo all'età di 13 anni, sommergibilista e commesso viaggiatore[1][2].

Sposa a Milano il 15 agosto 1933 Alma Meille, anch'ella di famiglia valdese, la cui famiglia era in contatto da generazioni con i Calvino. Nel 1936 inizia la collaborazione con Il Secolo Illustrato, poi con Cinema, rivista di critica cinematografica. Nel 1940 si trasferisce a Roma a dirigere l'ufficio stampa della Lux Film, una tra le principali case di produzione dell'epoca. Nel frattempo erano nati i figli Oliviero (1935) e Daniela (1938), che avrà una breve carriera di attrice con film come La noia, dal romanzo di Moravia, e La virtù sdraiata, diretto nel 1969 da Sidney Lumet. Nel 1943 nasce Anita, che sarà per 30 anni programmista dei servizi giornalistici Rai[3].

Il lavoro alla Lux lo inserisce naturalmente nel mondo dello spettacolo. Scrive drammi, sceneggiature, opere per la radio. Nel 1944 pubblica un romanzo giallo: La donna del Sud (Editoriale Romana). Nel 1953 viene invitato dalla nascente Rai a dirigere il settore film[4]. Nel 1955 abbandona l'incarico in quanto ritiene la televisione troppo burocratizzata e lottizzata.

Nell'estate del 1956 è a Monfalcone. Viene colpito da un collasso cardio-circolatorio e muore il 10 luglio, a soli 47 anni.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore e soggettista cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

Opere teatrali[modifica | modifica wikitesto]

Le opere teatrali più importanti sono state pubblicate nel volume Teatro, Bologna, Cappelli, 1959.

Radiodrammi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Budruni, Vittorio Calvino. Chi era costui?, su Voce di Alghero, 28 febbraio 2014.
  2. ^ Sante Maurizi, Da Alghero al teatro. Vittorio Calvino, l'autore dimenticato, La Nuova Sardegna, 24 marzo 2005, p.47.
  3. ^ Guido Guidi, A-Z: alla TV è arrivato il momento della cronaca, in Radiocorriere TV, anno 46, n. 52, ERI, 1969, pp. 36-37.
  4. ^ Ricordo di Vittorio Calvino, in Radiocorriere, anno 33, n. 30, Edizioni Radio Italiana, 1956, p. 11.
  5. ^ Radiocorriere TV, anno 41, n. 35, ERI, 1964, p. 22.
  6. ^ Radiocorriere, anno 26, n. 29, RAI, 1949, p. 9.
  7. ^ Lucio Ridenti, Calvino oltre la torre, in Radiocorriere, anno 33, n. 49, Edizioni Radio Italiana, 1956, p. 8.
  8. ^ Lincoln Cavicchioli, Una delle più belle commedie di Vittorio Calvino, in Radiocorriere TV, anno 36, n. 50, ERI, 1959, p. 43.
  9. ^ Gilberto Loverso, In ricordo di Vittorio Calvino, in Radiocorriere, anno 34, n. 2, Edizioni Radio Italiana, 1957, p. 43.
  10. ^ Radiocorriere TV, anno 40, n. 35, ERI, 1963, p. 44.
  11. ^ Radiocorriere, anno 33, n. 23, Edizioni Radio Italiana, 1956, p. 7.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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