Vito Bonsignore

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on. Vito Bonsignore
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura X, XI

Vito Bonsignore (Bronte, 3 luglio 1943) è un politico italiano, eurodeputato, eletto come Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro (UDC), successivamente esponente di Forza Italia, del Popolo della Libertà e del Nuovo Centrodestra. Alle elezioni Europee del 2009 è stato eletto nelle file del Popolo delle Libertà (PdL) nella Sezione nord-occidentale (Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia).


Biografia[modifica | modifica sorgente]

Si è diplomato a Catania, nel 1961 come geometra emigrando in seguito a Torino. Laureato in economia e commercio a Messina, fu funzionario alla Società autostrade per la tratta Torino-Alessandria-Piacenza (SATAP), dove ricoprì via via ruoli sempre più importanti, fino alla carica di direttore tecnico e di direttore generale[1]. Consigliere di amministrazione dell'Istituto Mobiliare Italiano (IMI) e dell'INSUD S.p.A. e amministratore delegato della società Torino-Milano di Marcellino Gavio. Imprenditore del settore autostrade e banche.

Attualmente (2001), residente a Beckenham (Kent, Gran Bretagna)[2].

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Componente della direzione centrale della Democrazia Cristiana, dal 1970 al 1980 è stato consigliere comunale di Venaria Reale (TO) nella corrente andreottiana, deputato alla Camera (dal 1987 al 1994), sottosegretario al Bilancio (dal 1992 al 1993) nel Governo Giuliano Amato. Attualmente è deputato del Parlamento europeo, eletto nel 2004 per la lista dell'UDC nella circoscrizione nord-ovest, proclamato in sostituzione di Marco Follini che ha rinunciato all'incarico preferendo dedicarsi alla politica italiana. Vito Bonsignore ha ricevuto 53.000 preferenze[1].

È iscritto al gruppo del Partito Popolare Europeo di cui è vicepresidente. È membro della Commissione per i bilanci. Membro della Commissione per il controllo dei bilanci. Membro della Delegazione all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE. Vicepresidente della Delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica sorgente]

Alberto Mario Zamorani, amministratore delegato di Metropolis, società di gestione del patrimonio immobiliare delle Ferrovie dello Stato, arrestato l'8 giugno 1992[3], ha raccontato alla procura di Torino, di una mazzetta di un centinaio di milioni pagata allora al sottosegretario andreottiano Vito Bonsignore: consegnate sulle scale di Palazzo Montecitorio[4].

Nel 2005 rimane coinvolto nello scandalo della Banca Antonveneta (bancopoli). Vito Bonsignore è accusato, nel suo ruolo di imprenditore, di concorso in aggiotaggio in quanto una sua società ha ricevuto finanziamenti dell'allora chiamata Banca Popolare Italiana (PBI) per titoli Antonveneta poi rivenduti al finanziere Emilio Gnutti realizzando una notevole plusvalenza.

Bonsignore fu condannato a 2 anni di reclusione, per corruzione, abuso e turbativa d' asta, per l'appalto dell'ospedale di Asti. Condanna confermata in appello e in Cassazione [2].

Nel 2008 è risultato intestatario di un conto corrente con 5,5 milioni di euro in Liechtenstein, dopo che la lista di Italiani con conti correnti nel paradiso fiscale era stata acquisita dall'Agenzia delle Entrate.[5]. Vito Bonsignore è iscritto nel registro degli indagati della procura di Napoli per la vicenda dei conti bancari in Liechtenstein. L’ipotesi di reato formulata dal pm Vincenzo Piscitelli, della sezione criminalità economica della procura partenopea, è di riciclaggio.[6].

Nel 2011 venne condannato a tre anni e mezzo di reclusione e multa da 900.000 euro, insieme al finanziere Emilio Gnutti e gli industriali Ettore Lonati e Tiberio Lonati, oltre all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e dalla professione per 2 anni. Stessa pena per Stefano Ricucci, Giovanni Leoni, Giuseppe Statuto, Danilo Coppola[7], per la scalata Unipol[8].

Il 16 novembre 2013, contestualmente alla sospensione delle attività del Popolo della Libertà e al rilancio di Forza Italia[9], aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano[10][11].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Chi è Vito Bonsignore: l'uomo. Portale.
  2. ^ a b Bonsignore perde un altro round. Repubblica. Archivio. 4 novembre 2001.
  3. ^ In manette Zamorani un manager di stato. Repubblica. Archivio. 9 giugno 1992,
  4. ^ La lezione morale di Don Vito, l' uomo che ama le autostrade. Repubblica. Archivio. 25 maggio 2006.
  5. ^ La lista del Liechtenstein: da Bonsignore ai Ferruzzi. Corriere della Sera, 18 marzo 2008.
  6. ^ Anche a Napoli s'indaga sulla lista del Liechtenstein: ci sono Tucci e Bonsignore. Corriere del Mezzogiorno. Cronaca. 3 marzo 2008.
  7. ^ Scalata UNIPOL condannati. Corriere della Sera. Cronaca. 31 ottobre 2011.
  8. ^ BNL-UNIPOL condannato anche Bonsignore. Repubblica. Archivio. 11 novembre 2011.
  9. ^ L’addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  10. ^ Costituito il gruppo Nuovo Centrodestra all'Europarlamento
  11. ^ Berlusconi lancia Forza Italia E Alfano il Nuovo Centrodestra

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]