Virgin Interactive

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La Virgin Interactive è stata una famosa casa produttrice di videogiochi della Gran Bretagna, appartenente al gruppo Virgin. Nacque come Virgin Games nel 1983 e nel 1987 creò il marchio Virgin Mastertronic con l'acquisizione di Mastertronic; nel 1993 cambiò nome in Virgin Interactive Entertainment, ed è stata a lungo considerata “l'Electronic Arts d'Europa”.

Pubblicò sia videogiochi per Pc sia per altri sistemi, tra cui Amiga, ZX Spectrum, Amstrad CPC, Commodore 64 e Super Nintendo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente Virgin Games si dedicò al mercato degli home computer più diffusi nel Regno Unito, in particolare lo ZX Spectrum. Il metodo di lavoro era ispirato a quello della Virgin Records in ambito musicale: i game designer lavoravano come freelance, proponendo i giochi all'azienda in cambio di una somma iniziale e percentuali sulle vendite. I primi titoli su cassetta contengono il gioco su un lato e della musica di Steve Hillage adatta al gioco sull'altro.[1]

Virgin Games facilitò la carriera di molti sviluppatori[senza fonte], come ad esempio gli Westwood Studios e la Synergistic; inoltre, molti componenti della Shiny Entertrainment, incluso il suo fondatore David Perry, avevano lavorato per la Virgin prima di rendersi indipendenti.

Nel 1987 il Virgin Group acquistò il 45% della Mastertronic e l'anno successivo la acquisì completamente, per poi fonderla con la Virgin Games creando il marchio Virgin Mastertronic. La Mastertronic era stata un'azienda di punta nel mercato dei videogiochi a basso costo e dal 1987 era divenuta il distributore europeo della SEGA. Quest'ultima acquistò a sua volta la divisione dalla Virgin nel 1991; il settore di pubblicazione videogiochi che rimase alla Virgin venne presto rinominato Virgin Interactive Entertainment. Per le edizioni a basso costo venne fondata l'etichetta Tronix, che venne però dismessa intorno al 1992-1993.[2].

Nel 1994 la Virgin Interactive creò il “Processo Digicel”, originariamente per un gioco mai pubblicato dal titolo Dynoblaze. Il primo videogioco a sfruttare questa nuova tecnologia fu Disney's Aladdin, seguito da alcuni altri negli anni immediatamente successivi.

Nel 1998 la società cominciò ad avere dei seri problemi finanziari, che portarono alla vendita delle azioni statunitensi della compagnia al colosso Electronic Arts. Nel 1999 la Virgin Interactive fu acquistata dal produttore francese Titus Software, e nel luglio del 2003 il suo nome fu cambiato in Avalon Interactive.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni dei più famosi videogiochi prodotti o pubblicati da questa società sono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Videogiochi 12
  2. ^ (EN) A History of Mastertronic, aguter.plus.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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