Vincenzo Errante (germanista)

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Vincenzo Errante
Vincenzo Errante 1926.jpg
Vincenzo Errante
Barone della Vanella
Nome completo Vincenzo Errante
Altri titoli Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Nascita Roma, 22 febbraio 1890
Morte Riva del Garda, 25 agosto 1951
Dinastia Errante
Padre Celidonio Errante
Madre Maria Rosmini

Vincenzo Errante, barone della Vanella, (Roma, 12 febbraio 1890Riva del Garda, 25 agosto 1951) è stato un filologo, docente, traduttore, saggista e germanista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da Celidonio Errante, barone di Vanella e funzionario ministeriale, e da Maria Rosmini, di origine trentina e parente del filosofo Antonio Rosmini. Il bisnonno Celidonio aveva pubblicato e tradotto dei Frammenti di Dicearco da Messina, mentre il nonno Vincenzo, patriota e poi senatore del Regno d'Italia, aveva scritto poesie e una Storia dell'Impero osmano da Osman alla pace di Carlowitz .

Già nel 1908, appena terminato il liceo, Vincenzo Errante aveva pubblicato il saggio Giovanni Meli e i suoi tempi sul poeta siciliano del Settecento e iniziato un romanzo in stile dannunziano, La colomba nel turbine, che lasciò inedito. Iscritto alla Facoltà di lettere dell'Università di Roma, nel 1911 passò a quella di Padova, dove fu allievo di Vittorio Rossi: in quell'anno pubblicò Il discorso di Ippolito Nievo, la relazione di una conferenza tenuta a Vicenza sulla sua scoperta di due tragedie inedite del Nievo, I Capuani e lo Spartaco, da lui poi pubblicate qualche anno dopo.

Intanto che frequentava le lezioni di lingua e letteratura greca di Ettore Romagnoli, studiava anche il tedesco, ma si laureò nel 1912 con una tesi di argomento storico, pubblicata nel 1915 con il titolo Forse che sì, forse che no. La terza spedizione del duca Vincenzo Gonzaga in Ungheria alla guerra contro il Turco (1601), studiata su documenti inediti. Il suo interesse per la letteratura tedesca si manifestò nelle conferenze di Vicenza del 1913 e 1914 su Il romanticismo in Germania e sui Saggi di versione metrica dalle elegie di Wolfgang Goethe e Friedrich Schiller, pubblicati successivamente.

Nel 1915 fu chiamato in guerra e combatté con il grado di capitano, guadagnandosi decorazioni e il titolo di cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, senza trascurare i suoi studi. Risalgono a questo periodo la traduzione del Faust di Lenau e delle poesie del Mare del Nord di Heine, pubblicate nel primo dopoguerra. Scopo dichiarato del traduttore è quello di presentare ai moderni lettori le opere del passato «sotto una specie che rechi, dell'epoca, il suggello spirituale e formale», essendo ogni opera di poesia «una entità che nel susseguirsi delle generazioni passa per una serie di successive metamorfosi».[1]

Nel 1922 vinse il concorso per la cattedra di letteratura tedesca all'Università di Pavia, e vi tenne la prolusione inaugurale su Goethe, interpretato alla luce del superuomo di Nietzsche. Nel 1925 si trasferì a Milano, dove ricoprì diversi incarichi[2]: fu direttore della casa editrice «Unitas», condirettore della «Mondadori» e membro del comitato direttivo della «Rivista d'Italia». I suoi interessi si concentrarono sulla poesia di Rilke, con traduzioni e il saggio Rilke. Storia di un'anima e di una poesia, del 1930. Nel 1932 succedette nella cattedra di letteratura tedesca dell'Università di Milano al Borgese, che aveva lasciato l'Italia per gli Stati Uniti per protesta contro il regime.

Nel 1928 cominciò la collaborazione con la casa editrice UTET di Torino per la quale progettò, insieme a Fernando Palazzi, alcune grandi e diffusissime opere tra le quali la collana per ragazzi La scala d'oro, l'Enciclopedia della famiglia e Il tesoro del ragazzo italiano . Di questi anni furono altre traduzioni di autori tedeschi, da Hölderlin a Hofmannsthal, dal Tristano e Isotta di Wagner al Faust di Goethe, due monografie sullo stesso Goethe e sul Lenau, oltre a un'antologia per le scuole secondarie e alla direzione di un'enciclopedia per ragazzi.

Alla fine della guerra fu sottoposto a inchiesta dalla Commissione di epurazione dei professori fascisti, e preferì lasciare l'insegnamento. Si avvicinò all'opera di Shakespeare, del quale tradusse le tragedie più popolari e con l'allievo Emilio Mariano preparò Orfeo, un'antologia di traduzioni.

Nel 1948 sposò l'attrice di teatro Mary Martello. Morì nel 1951 a Riva del Garda, dove aveva stabilito la propria residenza dal 1940, ed è sepolto a Torbole, all'esterno della chiesa di Sant'Andrea, in un punto panoramico sul Garda che egli amava frequentare negli ultimi anni di vita.

Fu definito da Valentino Bompiani un «barone siciliano traduttore di Goethe in versi dannunziani».[3]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Meli e i suoi tempi, Civitavecchia, 1908
  • Il discorso di Ippolito Nievo, Mantova, Eredi Segna, 1911
  • Il romanticismo in Germania, in «Rassegna contemporanea», VII, settembre 1914
  • "Forse che sì, forse che no". La terza spedizione del duca Vincenzo Gonzaga in Ungheria alla guerra contro il Turco (1601) studiata su documenti inediti, in «Archivio Storico Lombardo», XLII, 1, 1915
  • Saggi di versione metrica dalle elegie di Wolfgang Goethe e Friedrich Schiller, Roma, Casa Editrice Italiana, 1918
  • Novalis e Dehmel. Appunti critici, Padova, Tipografia del Seminario, 1919
  • Lenau e i canti dei giunchi, Bologna, Zanichelli, 1922
  • Il mito di Faust: dal personaggio storico al poema di Goethe, 3 voll., Bologna, Zanichelli, 1924
  • Rilke. Storia di un'anima e di una poesia, Milano, Alpes, 1930; Firenze, Sansoni, 19422
  • La baccante di Maurice de Guérin. Studio critico e traduzione, Siracusa, Istituto Nazionale del dramma antico, 1932
  • Orientamento allo studio dei poeti stranieri, Milano, Arti grafiche, 1933
  • La personalità di Goethe e lirica goethiana, Milano, Vincenzo Colonnello, 1933
  • Lenau. Storia di un martire della poesia, Milano-Messina, Principato, 1935
  • Orazione in vita eterna di Gabriele D'Annunzio, Milano, Vincenzo Colonnello, 1938
  • Il tesoro del ragazzo italiano. Enciclopedia illustrata diretta da V. Errante e F. Palazzi, 8 voll., Torino, Utet, 1939-1947; 10 voll., 1948-572; 9 voll., 1960-623; 1965-664; 1968-695
  • La lirica di Hölderlin, 2 voll., Milano-Messina, Principato, 1940
  • Il mito di Faust, 3 voll, Firenze, Sansoni, 1951-1952
  • Orazione commemorativa di Sem Benelli, Milano, Ariel, 1953

Edizioni e traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ippolito Nievo, I Capuani, tragedia inedita a cura di V. Errante, Lanciano, Carabba, 1914
  • Franz Grillparzer, Saffo: poema tragico in cinque atti, riduzione dal tedesco in versi e introduzione di V. Errante, Lanciano, Carabba, 1915
  • Nicolaus Lenau, Faust: poema, riduzione dal tedesco in versi italiani di V. Errante, Roma, Casa Editrice Italiana, 1919
  • Ippolito Nievo, Spartaco, tragedia inedita a cura di V. Errante, Lanciano, Carabba, 1919
  • Franz Grillparzer, Il vello d'oro: trilogia tragica, riduzione dal tedesco in versi italiani e introduzione storico-critica di V. Errante, 2 voll., Lanciano, Carabba, 1920
  • Heinrich Heine, Il Mare del Nord, traduzione in versi e prefazione di V. Errante, Firenze, Le Monnier, 1920
  • Heinrich von Kleist, Pentisilea, traduzione in versi di V. Errante, Firenze, Le Monnier, 1921
  • Eschilo, Prometeo incatenato, traduzione in versi e introduzione di V. Errante, Milano, Mondadori, 1926
  • Johann Wolfgang von Goethe, Ifigenia in Tauride, traduzione in versi e introduzione di V. Errante, Milano, Unitas, 1926; poi Firenze, Sansoni, 1949
  • Maurice de Guérin, Il centauro, traduzione di V. Errante, Milano, Edizioni del liocorno, 1932
  • Friedrich Hölderlin, L'arcipelago, traduzione di V. Errante, Firenze, 1935
  • Hugo von Hofmannsthal, Liriche, traduzione di V. Errante, Genova, 1936
  • Gemme: antologia per le scuole medie inferiori, Milano, Ceschina, 1937
  • Richard Wagner, Tristano e Isotta, riduzione in versi italiani di V. Errante, Milano, Fratelli Treves, 1938
  • Johann Wolfgang von Goethe, Faust, traduzione in versi di V. Errante, 2 voll., Firenze, Sansoni, 1942
  • Novalis, Inni alla notte, riduzione in versi italiani di V. Errante, Milano, Domus, 1942
  • I carmi di Catullo scelti e nuovamente tradotti in versi da V. Errante, 2 voll., Milano, Hoepli, 1945
  • William Shakespeare, La tragedia di Macbeth, traduzione di V. Errante, Firenze, Sansoni, 1946
  • William Shakespeare, La tragedia di Giulio Cesare, traduzione di V. Errante, Firenze, Sansoni, 1946
  • William Shakespeare, La tragedia di Otello, traduzione di V. Errante, Firenze, Sansoni, 1946
  • William Shakespeare, La tragedia di Re Lear, traduzione di V. Errante, Firenze, Sansoni, 1946
  • William Shakespeare, La tragedia di Romeo e Giulietta, traduzione di V. Errante, Firenze, Sansoni, 1947
  • William Shakespeare, La tempesta, traduzione di V. Errante, Firenze, Sansoni, 1947
  • William Shakespeare, Il sogno di una notte d'estate, traduzione di V. Errante, Firenze, Sansoni, 1948
  • William Shakespeare, Il mercante di Venezia, traduzione di V. Errante, Firenze, Sansoni, 1948
  • William Shakespeare, La tragedia di Amleto principe di Danimarca, traduzione di V. Errante, Firenze, Sansoni, 1949
  • Orfeo: il tesoro della lirica universale interpretato in versi italiani, a cura di V. Errante e E. Mariano, Firenze, Sansoni, 1949; 19502; 19523
  • Parnassiani e simbolisti francesi, liriche scelte e tradotte da V. Errante, Firenze, Sansoni, 1953

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 26 febbraio 1925[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ V. Errante, Introduzione a Il Mare del Nord, 1920, p. VII.
  2. ^ Errante, Vincenzo: lettera autografa, su letteraturatattile.it. URL consultato il 29 maggio 2017.
  3. ^ V. Bompiani, Via privata, Milano, Mondadori, 1973, p. 31.
  4. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'italia, n°242 del 17 ottobre 1925

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Vincenzo Errante: testimonianze, con una scelta dalle lettere e dagli inediti, Milano, Vincenzo Colonnello, 1955
  • Vincenzo Errante. La traduzione di poesia ieri e oggi, a cura di F. Cercignani ed E. Mariano, Milano, Cisalpino, 1993 ISBN 88-205-0727-7
  • Goethe: il viaggio in Italia e i grandi traduttori del Garda Trentino. a cura di Albino Tonelli, Marta Marri Tonelli e Saveria Carloni, Gardone Riviera Comunità del Garda 1986.
  • Del Zoppo, Paola, Faust in Italia. Ricezione, adattamento, traduzione del capolavoro di Goethe, Artemide, Roma 2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN64085596 · ISNI: (EN0000 0000 6121 3799 · SBN: IT\ICCU\CFIV\089986 · LCCN: (ENn93096341 · GND: (DE118910841 · BNF: (FRcb123727224 (data)
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