Vicobarone

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Vicobarone
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Comune Ziano Piacentino-Stemma.png Ziano Piacentino
Territorio
Coordinate 45°00′N 9°23′E / 45°N 9.383333°E45; 9.383333 (Vicobarone)Coordinate: 45°00′N 9°23′E / 45°N 9.383333°E45; 9.383333 (Vicobarone)
Altitudine 375 m s.l.m.
Abitanti 200[1]
Altre informazioni
Cod. postale 29010
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Patrono san Colombano
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vicobarone
Vicobarone

Vicobarone (Vigbaron in dialetto piacentino) è una frazione del comune italiano di Ziano Piacentino in provincia di Piacenza. È situato a 375 metri di altezza nella parte ovest della provincia di Piacenza, al confine con la Lombardia (Oltrepò pavese).

Il suo nome deriva dal latino Vicus Varroni trasformato nel tempo in Vici Baruni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dall'anno 833 fu soggetta ai monaci colombaniani, dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio. Il suo castello, rifugio dei Guelfi, fu attaccato nel 1314 per ordine di Galeazzo I Visconti. Feudo dei Malvicini dal 1376 rimase di questa famiglia fino al momento in cui passò al marchese Serafini per matrimonio a metà del XVIII secolo. Nel periodo napoleonico fu posto di dogana tra il Ducato di Parma e Piacenza e il Regno del Piemonte e sede comunale in quanto maggior centro abitato della zona.

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Da visitare:

  • il castello di Vicobarone, di origine medievale, oggi molto rimaneggiato, fu completamente ricostruito, come testimonia un documento del 1803, dai Malvicini Fontana sui ruderi diroccati del fortilizio medievale.
  • Il fortilizio dei Malvicini Fontana, di epoca medievale e trasformato nel XVII secolo in palazzo gentilizio. Oggi sede di azienda agricola con agriturismo.
  • l'oratorio di San Rocco, risalente al 1625,
  • il Museo della Civiltà Contadina.
  • la chiesa parrocchiale di San Colombano, edificio ottocentesco, ospita una pala dipinta dal parmigiano Francesco Scaramuzza e raffigurante l'Immacolata Concezione.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

È un piccolo centro diventato famoso per l'industria vinicola (Barbera, Bonarda, Ortrugo e Gutturnio).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ circa

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967
  • Girovagando...Piacenza e le sue valli, vol. I - Percorsi&Itinerari 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]